Rohan Dennis vince a Innervillgraten © Diego Mosna
Rohan Dennis vince a Innervillgraten © Diego Mosna

Dopo neve e vento Dennis detta la sua legge

Accorciata per maltempo la seconda tappa del Tour of the Alps. Ci prova Landa, ma è volata: l’australiano batte Pinot, che diventa leader. Il meteo avverso però incombe sulla corsa

Vuole far classifica al Giro d’Italia, per la prima volta in carriera. Rohan Dennis, che in questo 2017 sta particolarmente piacendo, può essere uno degli uomini da osservare con particolare attenzione. Già dall’accoppiata Etna-Blockhaus della prima settimana si potrà capire se il cangurotto potrà riciclarsi da eccellente cronoman a uomo da grandi giri. Le parziali premesse giocano in suo favore, anche se la strada è ancora assai lunga.

La neve fa spostare la partenza a Vipiteno
La scelta di Innsbruck come partenza della seconda tappa del Tour of the Alps era logica, dato che la ridente città fondata dai romani è il capoluogo del Tirolo (parimenti Bolzano e Trento sono coinvolte nei prossimi giorni). A scombinare i piani degli organizzatori ci ha pensato il meteo; se ieri la spruzzata di neve si era limitata alle prime ore dell’alba, quest’oggi i fiocchi caduti sono stati ben più copiosi.

Dopo una riunione fra organizzazione e rappresentanti delle squadre è stato deciso di spostare la partenza a mezzogiorno e dopo essersi lasciati alle spalle il Passo del Brennero, quindi in territorio italiano, in quel di Vipiteno. 44 i km in meno rispetto a quanto previsto, per cui 140.4 i km da disputare. Un gran peccato, anche in considerazione degli sforzi profusi dagli enti locali i quali erano financo riusciti a predisporre un transito nell’Autostrada del Brennero sul Ponte Europa, uno dei viadotti più grandi (ed emblematici) al mondo.

Quattro in fuga, nella prima ora si vola
Con una temperatura alquanto freschina (si è spesso flirtato con quota 3/5°) è così partita la seconda frazione; la cui prima fase è stata disputata a piena andatura, con i tentativi di evasione bloccati da un gruppo lanciato a 60 km/h.  L’azione di giornata si forma al km 20, ed ha quattro componenti. Si tratta degli italiani Niccolò Salvietti (Sangemini-MG.KVis) e Simone Velasco (Bardiani CSF), del tedesco Pascal Ackermann (Bora-Hansgrohe) e dell’austriaco Patrick Gamper (Tirol Cycling Team). Questi due si erano già dati da fare ieri nella fuga della prima ora.

Il loro margine cresce e tocca l’apice a quota 2’10” attorno al km 40; da questa fase inizia a lavorare la Gazprom-RusVelo, intenzionata a mostrare qualcosa dopo un inizio di stagione sotto la sufficienza. Con il vento a favore e la strada in leggera discesa nella prima ora di corsa i quattro battistrada hanno percorso la bellezza di 50.2 km.

Attaccanti ripresi, in tre al contrattacco
Eolo decide di cambiare direzione nella seconda ora, come si può ben capire dalla media di 37.4 km/h mentre si è pedalato in Val Pusteria. Il lavoro in gruppo dei russi e dell’Astana Pro Team del leader Michele Scarponi fa in modo che, al confine di Prato alla Drava, il gap si sceso a 1’30”. Poco dopo il rientro in territorio austriaco, a Sillian (km 99), l’unico traguardo volante di giornata: Ackermann anticipa, come da previsioni, Gamper, Salvietti e Velasco.

L’evasione del quartetto ha fine ai meno 28 km, giusto quando, a Mittenwald, inizia la salita di St. Justina; 4.8 km particolarmente insidiosi, come testimonia la pendenza media dell’8.2%. Sin da subito iniziano gli scatti: ci provano il russo Alexandr Foliforov (Gazprom-RusVelo), l’italiano Michele Gazzara (Sangemini-MG.KVis) e l’australiano Nick Schultz (Caja Rural-Seguros RGA). Il russo, già pimpante ieri, distanzia i due colleghi e va a scollinare da solo.

Si muovono anche Caruso e Landa
Alle sue spalle non transita immediatamente il gruppo; ad una dozzina di secondi dal fuggitivo passano il bielorusso Ilia Koshevoy (Wilier Triestina), l’italiano Stefano Pirazzi (Bardiani CSF) e nientemeno che il detentore del titolo Mikel Landa (Team Sky). Il ricongiungimento fra i quattro avviene in discesa, alla cui fine mancano 17 km alla conclusione. Il gruppo è a 25″, mentre un contrattaccante, il siciliano Damiano Caruso (BMC Racing Team), è a 15″.

Il ragusano rientra all’altezza dei meno 15 km, con l’Astana che si incarica di tirare il gruppo dal quale ha provato, vanamente, ad involarsi Davide Orrico (Sangemini-MG.KVis). Chi come sempre freme per andare all’attacco è Pirazzi: il laziale attacca da solo attorno ai meno 14 km e viene ripreso ai meno 8 km, proprio quando inizia il falsopiano che porta fin sul traguardo.

Pirazzi prova l’assolo ma non va da nessuna parte
Nella lieve ascesa (non si va mai sopra al 5%) cerca lo spunto Landa; con il basco rimangono i soli Caruso e Pirazzi, mentre non ce la fanno i due est europei. Il trio pedala con solo una ventina di secondi di margine sul plotone, ancora folto, che viene trainato da Cannondale-Drapac e FDJ. Nonostante un inseguimento comunque serrato il terzetto non perde nulla, anzi, riuscendo a portare il vantaggio fino a 30″ ai meno 4 km. Da registrare un nuovo tentativo di Orrico, ma l’ex Colpack non guadagna mai più di 5″ sul gruppo.

A lavorare davanti ci pensano Caruso e Landa, con Pirazzi che si mantiene più coperto anche in considerazione del fatto di non essere più uomo di classifica, a differenza dei rivali. E il nativo di Fiuggi prova un primo allungo ai meno 2 km, ma non va lontano; il leader del Greenteam si ripete anche ai meno 800 metri. Il risultato è, però, il medesimo. In più ci sono gli applausi sarcastici di Caruso nei confronti del romano, a suo avviso reo di non aver contribuito al tentativo.

Volata di gruppo, vince Dennis. Buon terzo Ballerini
Anche perché il gruppo li raggiunge ai meno 700 metri, quando i preparativi per lo sprint sono già in corso. Ad impostarlo è Schultz, in una stradina all’insù con una semicurva ai meno 100 metri; il vento, protagonista di giornata, soffia lateralmente da destra verso a sinistra. Chi riesce a leggere bene la situazione è Rohan Dennis; l’australiano si infila nel lato più coperto dalle folate e, di potenza, riesce a scavalcare tutti, cogliendo così un bel successo.

Per l’australiano del BMC Racing Team è la quarta vittoria stagionale, la prima in una frazione in linea. Per il Giro d’Italia il nome del ventiseienne sarà da tenere d’occhio, quantomeno per capire se la trasformazione in uomo da grandi giri sia fattibile. Secondo un altro sicuro protagonista del Giro come Thibaut Pinot (FDJ); terzo uno che certamente non sarà in gara, come il neopro’ Davide Ballerini. Il lombardo dell’Androni Giocattoli prosegue nel migliore dei modi dopo la maglia degli scalatori conquistata alla Tirreno.

Pinot strappa la maglia di leader a Scarponi. Domani si corre?
A seguire si sono classificati Nicholas Schultz (Caja Rural-Seguros RGA), Geraint Thomas (Team Sky), Eduard Prades (Caja Rural-Seguros RGA), Luis León Sánchez (Astana Pro Team), Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli), Kenny Elissonde (Team Sky) e Matteo Busato (Wilier Triestina). Sessantasette i membri del gruppo principale e nessun staccato di rilievo.

Con l’abbuono odierno Pinot appaia al comando della classifica Scarponi; ma, per la somma dei piazzamenti, il transalpino sfila la maglia ciclamino al marchigiano. Domani frazione interamente altoatesina da Villabassa a Funes. 143.1 i km nei quali verranno scalate asperità: si va dal durissimo Passo delle Erbe all’altrettanto impegnativa Alpe Rodengo per poi affrontare gli ultimi 10 km di salita fin sul traguardo.

Questo scenario senza considerare il meteo. Perché, stando alle previsioni attuale, appare impossibile affrontare il Passo delle Erbe: le previsioni più ottimistiche parlano di temperature in cima attorno ai -4°. Discorso simile per l’Alpe Rodengo mentre per l’ascesa conclusiva si dovrebbe eventualmente pedalare fra 0 e 3°. Se dovessimo scommettere un centesimo, pare più verosimile una cancellazione dell’appuntamento di domani; già cavarsela con una modifica parziale sarebbe grasso che cola.

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