Anna Van der Breggen conquista la sua terza Freccia Vallone © Boels-Dolmans
Anna Van der Breggen conquista la sua terza Freccia Vallone © Boels-Dolmans

Van der Breggen si prende la terza stella

La campionessa olimpica vince la Freccia Vallone come nel 2015 e nel 2016. Di nuovo sul podio Deignan e Niewiadoma

Per prima era stata Fabiana Luperini, poi c’è stata Nicole Cooke e quindi la fenomenale Marianne Vos che con i suoi cinque successi tra il 2007 ed il 2013 è la plurivittoriosa nella storia della Freccia Vallone: adesso la regina del Muro di Huy continua ad essere un’olandese, ma risponde al nome di Anna Van der Breggen che oggi ha conquistato il suo terzo successo consecutivo in questa che nel calendario del ciclismo femminile è una delle classiche più longeve. Per la campionessa olimpica di Rio quella di oggi è la seconda vittoria del 2017 dopo che domenica scorsa aveva vinto in casa l’Amstel Gold Race: domenica prossima proverà a fare la tripletta delle Ardenne, riuscita tra gli uomini ai soli Davide Rebellin e Philippe Gilbert, visto che quest’anno si corre anche la Liegi-Bastogne-Liegi.

Katia Ragusa nella fuga del giorno
Oggi alla partenza le atlete hanno trovato il sole, ma la temperatura dell’aria era attorno ai 4 gradi e per di più spirava un vento abbastanza fastidioso. Il gruppo è rimasto compatto fino a dopo la prima salita di giornata, la Côte d’Ereffe posta al chilometro 18: in cima è transitata per prima la bellunese Lara Vieceli (Astana), ma a seguire è partita la fuga che ha poi caratterizzato la prima parte di gara. La BePink, dopo averci provato in precedenza con la ligure Ilaria Sanguineti, ha mandato all’attacco Katia Ragusa e che assieme alla belga Sophie De Vuyst (Lares) ha iniziato a guadagnare terreno sul plotone: sulla testa della corsa sono rientrate poi anche Anisha Vekemans (Alé Cipollini) e Allie Dragoo (Cervélo) ed in quattro il vantaggio è salito più rapidamente.

Il primo attacco è avvenuto al chilometro 20, al chilometro 58 il gruppo principale era staccato di 2’50” dalla testa della corsa. In questa fase De Vuyst, Dragoo, Ragusa e Vekemans hanno incontrato un terreno a loro favorevole senza alcuna delle sette salite ufficiali del percorso. Questo lungo tratto apparentemente senza troppe difficoltà, è invece costato caro ad alcune atlete a causa delle cadute: al chilometro 48 sono finite a terra in tante e tra loro anche Tatiana Guderzo, Carlee Taylor, Jelena Eric, Anna Plichta e Monika Kiraly; più avanti invece si è ritrovata al suolo anche la forte scalatrice sudafricana Ashleigh Moolman che ha dovuto inseguire per una decina abbondante di chilometri perché nell’esatto momento in cui aveva ritrovato la coda del gruppo questo si era spezzato a causa del vento.

Moolman attacca a 38 km dall’arrivo
Sulla Côte d’Amay sono rimaste da sole in testa Allie Dragoo e Sophie De Vuyst ed a questo punto il plotone aveva solo più 40″ di distacco dalla coppia di fuggitive. Sulla successiva salita, la Côte de Villers-le-Bouillet al chilometro 82, ha attaccato proprio la sudafricana Ashleigh Moolman che davanti ha trovato il supporto della compagna di squadra Dragoo che poi ha dato tutto nel breve tratto in leggera discesa che portava al primo passaggio sul Muro di Huy. Una situazione tatticamente interessante, ma nessuna delle atlete di primo piano ha deciso di seguire la Moolman che, dopo aver scalato da sola il Muro, si è quindi fatta riprendere dalla prima parte del gruppo quando mancavano 29 chilometri al traguardo.

Nonostante l’infruttuoso tentativo della Moolman, la Cervélo-Bigla non si è data per vinta ed in contropiede si è mossa con la danese Marie Vilmann a cui si è accodata l’ucraina Tetyana Riabchenko (Lensworld) che si era già messa in bella evidenza all’Amstel Gold Race. Il duo di testa ha affrontato la Côte d’Ereffe con 40″ di vantaggio sul gruppo delle migliori che nel frattempo si era ridotto ad una trentina di unità: la Boels-Dolmans era come sempre presente in forze e si è messa a forzare l’andatura del plotone per riavvicinarsi alle attaccanti e per preparare un attacco convinto sulla Côte de Cherave, ascesa di 1300 metri al 8.1% medio che dista appena 5.5 chilometri dal traguardo in cima al Muro di Huy.

Sulla Côte de Cherave l’attacco delle più forti
Sulla Côte de Cherave la prima ad attaccare non è stata una maglia della Boels-Dolmans bensì quella di campionessa polacca di Katarzyna Niewiadoma (WM3) che ha superato di slancio Riabchenko e Vilmann: con la giovane polacca si sono mosse anche Elizabeth Deignan e Anna Van der Breggen, ed in testa di è formato un terzetto di atlete che erano già salite tutte sul podio all’Amstel Gold Race domenica scorsa. Con le tre atlete più forti in forma all’attacco le possibilità di recupero da parte del resto del gruppo erano praticamente nulle e così infatti è stato: sono bastati 5″ di vantaggio in cima alla penultima salita per chiudere i giochi sia per la vittoria che per il podio finale.

Sia nel 2015 che nel 2016 Anna Van der Breggen aveva attaccato proprio sulla Côte de Cherave e poi aveva vinto la Freccia Vallone staccando sul Muro di Huy chi era rimasta con lei, Roxane Knetemann e Annemiek Van Vleuten il primo anno, Evelyn Stevens il secondo. La fortissima olandese approdata quest’anno alla Boels-Dolmans stavolta non ha voluto aspettare l’ascesa conclusiva e così è scattata subito dopo la breve discesa di Cherave approfittando della presenza di una compagna di squadra lì davanti che ha potuto coprire bene la sua azione: messa in mezzo dalla due Boels, la polacca Niewiadoma non ha potuto fare molto.

Terzo successo per Van der Breggen
Sul Muro di Huy Anna Van der Breggen è arrivata da sola a braccia alzate ed a 16″ Elizabeth Deignan ha firmato la seconda doppietta consecutiva per la squadra, di nuovo terza Katarzyna Niewiadoma che nel finale in salita ha perso qualche metro chiudendo a 25″ dalla vincitrice di oggi. Nel gruppo delle più forti la migliore è stata Annemiek Van Vleuten che ha chiuso quarta, ma staccata di ben 43″ dalla connazionale Van der Breggen: parziale sorpresa nel trovare l’australiana Shara Gillow in quinta posizione, poi a seguire si sono piazzate Ashleigh Moolman, la sempre più solita Coryn Rivera che resta leader del Women’s World Tour, la maglia giallofluo di Janneke Ensing (Alé Cipollini) e ancora Katrin Garfoot e Flavia Oliveira tutte abbastanza sgranate una con l’altra.

In assenza di Elisa Longo Borghini, che ha dato forfait per malattia, la migliore delle atlete italiane è stata la veterana Tatiana Guderzo che dopo la caduta nella fase centrale di gara si è ripresa ma non è riuscita ad andare oltre alla 22esima posizione a 1’37” dalla vincitrice. Pochi secondi alle spalle dell’ex iridata vicentina troviamo anche la talentuosa padovana Sofia Beggin (24esima posizione per lei), appena 19enne, che già aveva ben impressionato alla Strade Bianche e che continua a confermare ottime qualità per i percorsi impegnativi.

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