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Pozdnyakov fa capire chi comanda in casa propria

04.05.2017 15:33

Tour d'Azerbaidjan, nella seconda tappa il corridore della Synergy Baku sfrutta i ventagli e, attaccando nella fase conclusiva, vince in solitaria


dal nostro inviato


Tanto Baku è una città europea, quanto l'entroterra mantiene quanto un visitatore si aspetta dal panorama azero. Carreggiate con tante sconnessioni, nonostante i visibili e numerosi cantieri stradali che provano a mettere delle pezze alla situazione. Dall'afa della capitale appare salvifico il vento che soffia una volta abbandonato il Mar Caspio, solcando pianura e altipiano.

Su quest'ultimo terreno, è sorprendente ammirare spuntoni di roccia che lasciano spazio a verdi terreni lussureggianti, con uno scenario simile all'Appennino Centrale. Immancabili i pascoli di ovini e bovini anche a bordo strada, tradizionale mezzo di sostentamento per la popolazione di questa parte del paese, decisamente più asiatica negli usi e nei costumi rispetto alla cosmopolita capitale. Tanto Baku era piena di macchine tedesche d'alta gamma quanto la provincia rurale è invasa dalle vecchie autovetture dell'epoca sovietica.

Percorso difficile e nervoso, col vento in agguato
La partenza della Baku-Ismayili di 186.5 km è stata data dal VeloPark della capitale, eredità degli European Games 2015 e prossimo teatro 2018 del mondiale BMX. La struttura, situata nella periferia della città, sorge su un terreno costantemente esposto al vento. Insidia che, quest'oggi, ha accompagnato i corridori.

Pur non avendo mai incoronato il vincitore finale, nel passato tale frazione è stata spesso snodo fondamentale della gara caucasica. Merito di un percorso decisamente impegnativo, con tre salite valide come gpm (e almeno altre tre senza marchiatura) e 2300 metri di dislivello.

In gruppo c'è Luca Chirico, che ama le ascese e teme il vento
Uno che, per caratteristiche fisiche, soffre tali condizioni è Luca Chirico. Il minuto scalatore lombardo, dopo il mancato rinnovo con la Bardiani CSF e la non definizione della trattativa con un'altra compagine, ha trovato un'opportunità con la Torku SekerSpor, con cui ha iniziato a pedalare a fine febbraio..

Il varesino, intervistato pochi minuti prima del via, ci ha parlato della nuova esperienza e delle attese per la frazione susseguente, con l'incognita Eolo a minare le certezze. Dopo una prima parte di giornata decisamente in difesa, il ventiquattrenne ha potuto dare sfogo alle proprie qualità nelle asperità, giungendo con i migliori di quel che rimaneva del gruppo.



Non partono Pourseyedi e Sayar, spazio ai ventagli
Al foglio firma ne mancano cinque all'appello. Ma se Zhishan Zhang (Qinghai Tianyoude) si è ritirato ieri e Andriy Kulyk (Kolss BDC Team) non ha apposto il proprio segno, in tre hanno gettato la spugna. Nomi importanti per questo tipo di prove come gli iraniani Vahid Ghaffari e Mirsamad Pourseyedi (Tabriz Shahrdari) e il turco Mustafa Sayar (Torku SekerSpor). I primi a tentare l'avventura sono il baffuto statunitense John Harris (CCB Velotooler) e l'austriaco Florian Gaugl (Hrinkow Advarics). I due non conoscono fortuna perché, non appena usciti da Baku, nel gruppo si inizia a sfruttare il vento.

Il ventaglio buono è formato da ben ventisette elementi: i più numerosi sono gli ucraini della Kolss BDC, con ben quattro elementi. Corposa la delegazione della Israel Cycling Academy con tre atleti, ma non il capoclassifica Mihkel Räim. Un italiano presente, il friulano Mattia De Marchi (Hrinkow Advarics); delle due compagini italiane, davanti resta il solo Hideto Nakane (Nippo-Vini Fantini). In casa Wilier Triestina abbandona Rafael Andriato, svuotato di energie a causa di un malanno.

Il gruppo prova il ricongiungimento ma non ce la fa
La situazione è molto fluida ed alcuni dei battistrada, fra cui De Marchi, perdono le ruote del drappello per mancanza di forze, forature o cadute senza conseguenze. Il gruppo, dal canto suo, tiene il punto e si porta al km 70 a soli 18" dai venti ancora al comando; un rilassamento permette però ai battistrada di riguadagnare repentinamente fino a 2'. Il plotone, allora, prova ancora per qualche km, prima di alzare bandiera bianca.

Nella seconda salita, quella di Shirvan (km 119.5), il drappello di testa si spezza in due tronconi, con tredici elementi davanti. Ancora presenti tutti e quattro i Kolss, maestri in questo particolare settore come dimostrato in più occasioni nelle gare di Africa e Europa. Con gli esclusi costretti ad arrendersi, davanti inizia la lotta nell'ultimo gpm, particolarmente impegnativo come testimonia la designazione come prima categoria.

Pozdnyakov prende e se ne va
A fare la differenza, staccando la compagnia, è Kirill Pozdnyakov. Il russo di nascita ma, da quest'anno, azero di licenza, mette in mostra le sue qualità di scalatore, scollinando con una decina di secondi su sei rivali, con l'ex biker austriaco Hermann Pernsteiner (Amplatz-BMC) che cerca, invano, il riaggancio.

Nella infida discesa successiva, l'alfiere della Synergy Baku non compie sbavature nonostante un forte scroscio di pioggia ed arriva ad avere ai meno 23 km una trentina di secondi. Alle sue spalle i crampi perseguitano tutti i componenti che, nonostante l'evidente superiorità numerica, non sono capaci di recuperare. E, anzi, continuano a perdere inesorabilmente, arrivando nel finale a sfiorare i 50" di gap.

Vittoria per l'azero, sul podio Polivoda e van Winden
Gli ultimi 2 km per il ventottenne sono una passerella tra lo sventolio di bandiere tricolori. Pedalando sino all'ultimo centimetro prima di levare le braccia al cielo, Pozdnyakov certifica il suo status di favorito della vigilia: se non un'ipoteca, tale affermazione rappresenta una garanzia ai fini della vittoria nella graduatoria.

A 39" secondo posto per il campione ucraino Oleksandr Polivoda (Kolss BDC Team), un passato in Italia tra i dilettanti della Delio Gallina. Terzo l'ex World Tour olandese Dennis van Winden (Israel Cycling Academy), che allo sprint supera l'ucraino Mykhaylo Kononenko (Kolss BDC Team). A 46" il russo Eduard Vorganov (Minsk Cycling Club), l'ucraino Andriy Vasylyuk (Kolss Cycling Team) e l'austriaco Hermann Pernsteiner (Amplatz-BMC). A 1'47" chiudono la top 10 l'ucraino Vitaly Buts (Kolss Cycling Team), sempre leader dei gpm, il turco Nazim Bakirci (Torku Sekerspor) e il kazako Sergey Luchsenko (Astana City).

La prima parte del gruppo, compresi Chirico, De Negri, Santaromita e Turrin, è giunta a 5' dal vincitore. Non essendoci abbuoni, la graduatoria rispecchia quella di tappa. Domani terza frazione a Gabala per complessivi 177.2 km; probabile lo sprint, ma gli ultimi km sono rognosi causa esigente falsopiano.
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