André Greipel vince a Tortolì
André Greipel vince a Tortolì

Gorilla ti chiamerò Tortolino amoroso

Il tedesco garanzia di successo nei Gt e maglia rosa per la prima volta. Secondo Ferrari, Nibali spinge coi suoi in discesa

Immaginiamo i preparativi della Lotto Soudal per un GT: nelle altre squadre magari si programma la preparazione attorno a un capitano, si fanno ritiri in altura, alla ricerca di un risultato molto difficile da realizzare; per la Lotto Soudal l’obiettivo è duplice, ma molto molto semplice:

a) Prendere Adam Hansen e portarlo in salute fino alla conclusione della corsa;

b) Prendere André Greipel e fargli vincere almeno una tappa.

E finora, è sempre stato realizzato. Oggi, a Tortolì, sulla parte b) è stato messo un bel “check”, grazie a un lavoro perfetto dei gregari, a un pizzico di fortuna e all’integrità del velocista tedesco, che a quasi 35 anni continua a dare piste ai più giovani.

Pronti? Via! Si va in fuga in 5
Ha piovuto a Olbia, ma la partenza in mattinata è abbastanza serena, a livello metereologico e anche mentale. In gruppo sono già tutti d’accordo su come interpretare la tappa: dopo pochi metri scatta Ilya Koshevoy (Wilier – Selle Italia), si accoda il polacco Lukasz Owsian (CCC Sprandi). Dopo poco, parte un altro terzetto, con Simone Andreetta (Bardiani-Csf), Evegeny Shalunov (Gazprom-Rusvelo) e Daniel Teklehaymanot (Dimension Data), in fuga già ieri e a caccia di maglie: dopo 13 km i tre si accodano e si forma il quintetto, mentre gli altri restano comodamente in pancia al gruppo. Il vantaggio tocca il massimo di 6’20”, dopo 42 km.

Anche oggi tappa interminabile
Chilometri percorsi molto, molto lentamente: tra la strada che tende incessantemente a salire, con pochissima pianura, il fastidioso vento laterale e la generalizzata voglia di lasciare alla Bora (nella fattispecie, al povero Cesare Benedetti, costretto oggi a faticare ben più che per la fuga di ieri, e per di più in maglia blu, lasciandola scivolare sulle spalle di Teklehaymanot) tutto l’onere dell’inseguimento, la media nelle prime tre ore non supera i 31 km/h, e anche oggi si arriva in ampio ritardo rispetto alla tabella di marcia prevista.

La fuga si sgonfia verso Genna Silana
Si sale a Orune, si scende a Oliena (città natale del mitico Gianfranco Zola), si vira a Nuoro per il primo GPM: poco da segnalare, se non un’accelerazione senza seguito dell’Astana in discesa da Orune, l’interesse di Kristian Sbaragli per i traguardi volanti, che fa del corridore della Dimension Data un candidato futuro per la maglia ciclamino, lo scollamento di Andreetta in testa a Nuoro. Non serve l’intervento dei Bora per far sgonfiare la fuga, che si appresta ad affrontare l’interminabile salita di Genna Silana col vantaggio già dimezzato e vento contro: tutto il resto verrà perso nel corso della salita.

Tekle conquista la maglia azzurra
A metà salita l’equilibrio tra i fuggitivi comincia a rompersi: Koshevoy e Shalunov cominciano a darsi ad accelerazioni, allo scopo di scoprire chi non ne ha più. Il primo a saltare è Owsian, nettamente provato, segue poi Andreetta. Il vantaggio verso il gruppo continua però ad assottigliarsi, e presto la lotta si trasforma ad un contest per prendersi la maglia azzurra, visto che la salita di 2° categoria porta 15 punti e in gruppo, annusando l’odore della preda, anche altri atleti interessati cominciano ad accelerare. Solo Teklehaymanot riesce a resistere alla rimonta, piazzando la zampata che gli garantirà di vestire per almeno 2 giorni la maglia azzurra; dietro di lui si piazzano il compagno di squadra Omar Fraile, candidato interessante quando le salite si faranno difficili, il Cannondale Pierre Rolland, che a questo punto fa capire quale sia il suo obiettivo al Giro, e la maglia rosa Lukas Pöstlberger, la quale dimostra (e dimostrerà di interpretare in modo molto combattivo il suo ruolo.

La discesa a tutta della Bahrain
Dopo una salita piuttosto inutile al fine della competizione, che avrà il solo scopo di evidenziare le difficoltà di alcuni atleti presenti al Giro (il povero Sam Bennett, in pessime condizioni fisiche come Alexandre Geniez e Manuel Senni; un Giacomo Nizzolo ancora non recuperato a livello di fondo, ed un irrecuperabile Matteo Pelucchi, decisamente involuto negli ultimi 2 anni), l’interminabile discesa verso Tortolì illuminerà un po’ questa tappa non emozionante, ma piuttosto anomala. All’inizio è un mezzo falso piano, dove prova a scattare Natan Haas subito agganciato dall’esordiente Davide Martinelli, stopper per Gaviria; insomma finisce presto. Più si scende però, più la discesa si fa tortuosa; ed è allora la Bahrain-Merida, con Enrico Gasparotto e Kanstantin Siutsou capofila, che si mette a tirare in testa al gruppo, cercando di allungarlo il più possibile. È un tentativo che non porta gli uomini di Nibali a nessun risultato concreto, ma che ha comunque consumato tante energie, soprattutto nervose, dei vari partecipanti al Giro.

Zakarin, che sfortuna (e che squadra)!
Arrivati in fondo, per gli ultimi 10 km, la Bahrain si sfila e lascia spazio a Orica, Quick Step e Lotto, che si prendono a spallate per lanciare al meglio la volata. Ma accade un imprevisto per uno dei favoriti al podio, Ilnur Zakarin: il russo si trova ad affrontare un problema meccanico a 7 km dal termine, e a cambiare bici. Sembra una situazione disperata, ma nonostante il barrate il cambio avviene abbastanza in fretta ed il russo si ritrova presto tutta la Katusha al suo supporto per rientrare: cosa che avverrà, a 2 km dal termine. Ilnur resterà comunque beffato: il gruppo nel finale si spezza, si forma un buco attorno alla 100esima posizione ed Ilnur arriverà 101esimo, a 20″. Alla fine niente di grave: il russo può essere contento dell’ottima squadra che ha trovato a supporto.

La volata: Greipel aiutato dal contatto Gavira-Ewan
Ma torniamo alla volata, con le tre squadre sopra citate che si prodigano per lanciare la volata rispettivamente per Ewan, Gaviria e Greipel. Pöstlberger, in un impeto di follia e col fare un po’ pretenzioso, tenta di ripetere lo stesso identico numero del giorno prima, ma come si suol dire, “una volta vien Natale”. Mezgec stavolta lancia bene la volata, pur avendo Andrè Greipel alla sua ruota; dietro il tedesco sgomitano, un po’ troppo, Fernando Gaviria e Caleb Ewan: c’è un contatto tra i due e l’australiano, lanciatissimo, perde pedale e volata. Anche Gaviria non è efficace come nelle sue volate migliori,  e così Greipel riesce lestamente a superarlo e a vincere, per la 12esima volta consecutiva nei GT ai quali partecipa; e secondo si piazza un sorprendente Roberto Ferrari, che dopo aver perso Modolo nelle fasi di preparazione è riuscito a far volata per sé come quando era più giovane, e anche in ottima maniera. Terzo un altro vice, Jasper Stuyven (Trek), che supera di un amen Gaviria.

Greipel in rosa e rossa, Pöstlberger tiene la bianca
Si piazza quinto a molta distanza Kristian Sbaragli, i restanti piazzamenti sono un po’ anomali, per lo più: sesto Enrico Battaglin, evidentemente non così vincolato da Kruijswijk; settimo il neoprofessionista Ryan Gibbons, che sta tendendo a fare volate separate rispetto a Sbaragli; poi Geraint Thomas, addirittura ottavo, lo sfortunato Ewan, e l’altrettanto imbucato Rui Costa. Un ordine d’arrivo che ci dice che, oltre 4-5 nomi, ci son ben pochi velocisti a questo giro.

La maglia rosa va ad Andrè Greipel, in virtù degli abbuoni: il tedesco ha 4″ su Pöstlberger e 8″ su Ewan e Ferrari, domani punterà certamente alla vittoria ma dovrebbe anche riuscire a conservare la maglia. Pöstlberger si consola mantenendo la maglia bianca, mentre Caleb Ewan continuerà a indossare la maglia ciclamino, pur essendo solo quarto, visto che lo precedono in classifica tutti gli altri possessori di maglia. Domani la Tortolì – Cagliari, una delle tappe più semplici del Giro: ma l’intensità del vento non sembra diminuirà, anzi. Potrebbe essere la variante che renderà un po’ meno insipida questa tre giorni sarda, oppure portare alla terza tappa consecutiva con arrivo alle 18.

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