Nicola Ruffoni aveva vinto due tappe del Tour of Croatia © Bettiniphoto
Nicola Ruffoni aveva vinto due tappe del Tour of Croatia © Bettiniphoto

Nicola Ruffoni dopo la positività: «Mi difenderò fino in fondo»

Attraverso un post sulla propria pagina di Facebook, il 26enne bresciano Nicola Ruffoni ha proclamato la propria innocenza dopo la positività all’ormone della crescita (GHRPs) che gli è stata notificata immediatamente alla vigilia del Giro d’Italia. Il corridore della Bardiani-CSF, che sarà licenziato se la positività verrà confermata, ha annunciato che difenderà fino in fondo la propria credibilità. Queste le sue parole:

«A seguito della positività riscontrata in un controllo antidoping al quale sono stato sottoposto in data 25/04/2017 e dopo la sorpresa e lo smarrimento delle prime ore, mi sento di ribadire quanto segue: non ho mai e dico mai utilizzato durante la mia carriera di corridore ciclista prodotti vietati dal regolamento antidoping. Le mie abitudini alimentari non sono cambiate negli ultimi mesi, così come non è cambiato il mio stile di vita. Sto cercando di dare una spiegazione logica a quanto mi è successo rivivendo quello che ho fatto nell’ultimo mese prima del controllo. La cosa che forse potrebbe avere attinenza con la presenza di ormone della crescita nelle mie urine potrebbe essere una forte prostatite di cui ho sofferto nel periodo dal 20/03 al 20/04 e che mi ha costretto a sospendere l’attività e a curarmi con antibiotici. Mi rivolgerò pertanto ad un esperto endocrinologo per avere informazioni in merito. Sono consapevole che la mia carriera di ciclista sia a rischio ma sono altrettanto consapevole di non aver messo in atto nessuna procedura truffaldina. Aspetterò pertanto serenamente le controanalisi e cercherò di difendere fino in fondo la mia credibilità».

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