Tom Dumoulin impegnato nella cronometro Foligno-Montefalco © LaPresse
Tom Dumoulin impegnato nella cronometro Foligno-Montefalco © LaPresse

Messere Butterfly, che opera!

Tom Dumoulin sbaraglia la concorrenza nella crono del Giro e va in rosa: Nibali, sesto a 2’07”, rifila 46″ a Quintana

Era una cronometro che prometteva spettacolo e distacchi importanti tra gli uomini di classifica: la Montefalco-Foligno di 39.8 chilometri, tappa numero 10 del centesimo Giro d’Italia e ribattezzata anche “Sagrantino Stage” visto si attraversavano le zone del celebre vino umbro, non ha deluso le attese. Tom Dumoulin ha sbaragliato la concorrenza vestendosi di rosa, tutto abbastanza prevedibile tranne il fatto che i distacchi inflitti a tutti i rivali dall’olandese del Team Sunweb sono stati anche maggiori di quanto ci si potesse aspettare.

La condizione strepitosa di Tom Dumoulin si era già manifestata nella tappa del Blockhaus dove l’olandese, gestendosi in salita con grande lucidità, aveva perso solo 30″ (24″ al traguardo più 6″ di abbuono) nei confronti di Nairo Quintana: se quel giorno il molti aveva parlato di un Giro d’Italia già orientato verso la Colombia, la cronometro di Foligno può aver ribaltato molte convinzioni perché la Farfalla di Maastricht può facilmente diventare il rivale principale per tutti gli altri favoriti. La realtà dei fatti ci dice che a metà del Giro numero 100 la classifica è apertissima e sulle grandi montagne potrebbe veramente succedere di tutto.

Kiryienka cade, Sánchez lo batte
Nelle fasi iniziali di questa cronometro sono riusciti a ritagliarsi piccoli scampoli di gloria Marcin Bialoblocki (CCC), Jan Barta (Bora) e Vasil Kiryienka (Sky) che si sono passati il primo posto provvisorio: il polacco è stato addirittura il primo ad arrivare al traguardo e nel suo tempo pesa una caduta, lo stesso vale per il bielorusso ex campione del mondo che è finito a terra proprio all’ultima curva di una prova che fino a quel momento era stata molto convincente. Nonostante la caduta Kiryienka è riuscito ugualmente a far il miglior tempo parziale con 13″ di vantaggio sullo sloveno Tratnik che era partito un minuto prima di lui e che lo aveva staccato nel tratto finale in salita dopo essere stato superato brevemente.

Il primato di Kiryienka è duranto fino a che non è partito lo spagnolo Luis León Sánchez che ha deciso di non risparmiarsi in vista di possibili fughe nei prossimi giorni e che quindi ha spinto a tutta per cercare il risultato: il corridore dell’Astana, già terzo sul traguardo di Peschici, ha limitato i danni nei primi due settori di questa cronometro e poi proprio nel finale ha effettuato il sorpasso che l’ha portato in testa con 20″ di vantaggio. Inutile dire che senza la caduta di Kiryienka le posizioni al traguardo sarebbero state invertite.

Geraint Thomas inizia la sua risalita
Le partenze degli uomini importati per la classifica generale sono iniziate con il gallese Geraint Thomas, scivolato al 17° posto dopo la caduta all’inizio della salita del Blockhaus che gli ha fatto perdere più di cinque minuti. Il capitano del Team Sky ci ha messo poco a far capire che lo sfortunato episodio di domenica scorsa ha lasciato meno danni di quanto si potesse pensare: Thomas è tutt’ora dolorante ad un braccio e ad una spalla, ma fin dal primo intermedio posto dopo 9.8 chilometri ha iniziato a migliorare i parziali di Kiryienka e Sánchez.

Al traguardo Geraint Thomas ha rifilato 51″ a Luis León Sánchez, un risultato che gli permette di tornare in gioco per un buon piazzamento in classifica generale dopo la giornataccia del Blockhaus: il ritardo è sicuramente ancora pesante e forse in ottica podio la situazione è ormai compromessa, ma in ogni caso la sua situazione attuale è molto migliore di due giorni fa. Thomas ha recuperato praticamente su tutti e anche il lussemburghese Bob Jungels ha dovuto inchinarsi: il corridore della Quick-Step Floors era partito con 2″ di vantaggio al chilometro 9.8, poi si è ritrovato dietro di 3″ all’intermedio di Bastardo al chilometro 28.2 ed infine al traguardo il gap nei confronti del britannico è stato di appena 7″.

Dumoulin mette tutti d’accordo
A quel punto per la vittoria di tappa tutte le attenzione si sono spostate su Tom Dumoulin e dopo appena 9800 metri l’esito era già più che chiaro: volando a più di 56 km/h di media il capitano del Team Sunweb è passato all’intermedio con 18″ di vantaggio su Bob Jungels e 20″ su Geraint Thomas. I distacchi degli altri big a questo punti erano già pesantissimi: Nairo Quintana infatti si era già visto sfilare virtualmente la maglia rosa buscando 48″, Vincenzo Nibali aveva 39″ di ritardo, meglio era andata a Thibaut Pinot e Bauke Mollema che erano appaiati a 29″.

Tom Dumoulin ha quindi continuato a spingere a tutta sui pedali ed a guadagnare su tutti con continuità fino all’arrivo di Foligno: il tempo finale è stato di 50’37”, unico corridore a superare la barriera dei 47 km/h di media che su un percorso non pianeggiante è decisamente notevole. Geraint Thomas si è ritrovato staccato di 49″, Bob Jungels di 56″, Luis León Sánchez di 1’40” e Vasil Kiryienka di 2’00” netti: questa è stata alla fine la top5 della cronometro e oggettivamente non era facile immaginarsi gap simili nelle prime posizioni. Purtroppo a farne le spese di questa prestazione super di Dumoulin è stato l’italiano Matteo Pelucchi che, partito per primo e ancora malconcio per la caduta nella tappa dell’Etna, ha mancato l’appuntamento con il tempo massimo: il suo Giro d’Italia è quindi terminato oggi.

Nibali e Mollema si salvano, Quintana quasi a tre minuti
Nonostante la partenza tutt’altro che esaltante, alla fine Vincenzo Nibali è risultato il migliore di tutti gli altri uomini di classifica. Il siciliano della Bahrain-Merida ha sofferto il tratto iniziale da specialisti puri, ma al tempo stesso è riuscito a gestirsi per poi aumentare il ritmo in progressione quando la strada si è fatta più impegnativa nella seconda parte della cronometro: negli ultimi 11.7 chilometri Tom Dumoulin gli ha guadagnato “solo” 29″. Al traguardo quindi Nibali ha concluso in sesta posizione a 2’07” dalla nuova maglia rosa ma, cosa importante, è riuscito a guadagnare su Quintana, Pinot e Mollema che su Blockhaus avevano fatto meglio di lui.

Bauke Mollema è riuscito a limitare bene i danni e ha perso 10″ nei confronti di Nibali mentre molto peggio è andata a Thibaut Pinot ed a Nairo Quintana. Il francese della FDJ è molto probabilmente partito troppo forte per quelle che sono le sue caratteristiche e nei chilometri finali è andato un po’ in debito d’ossigeno: alla fine ha lasciato per strada 2’43” nei confronti di Dumoulin e dopo i grandi progressi fatti l’anno scorso a cronometro ci si poteva aspettare qualcosa di meglio da lui. Quintana invece ha un po’ pagato la scelta di un rapporto troppo lungo davanti (il 56 come Dumoulin, Nibali ha corso invece con il 55) ed in alcuni tratti ha fatto fatica a tenere una buona linea a causa delle forti folate di vento: il distacco finale di 2’53” è qualcosa in più di quanto era preventivabile, ma sembra più merito di Dumoulin che non un vero demerito suo.

La Movistar comunque tiene due uomini in classifica con Andrey Amador che oggi ha fatto segnare il decimo tempo assoluto a 2’16”. Tra gli altri big si è salvato Ilnur Zakarin (2’19”), mentre qualcosa peggio hanno fatto Adam Yates (2’39”) e Steven Kruijswijk (2’43”); benino, considerando le caratteristiche fisiche, anche Domenico Pozzovivo (3’07”) al contrario invece ci si aspettava di più da Tanel Kangert (2’51”), Davide Formolo (4’04”) e soprattutto dallo statunitense Tejay Van Garderen che oggi ha perso ben 4’16” nei confronti di Dumoulin e che rischia di perdere la leadership in casa BMC a vantaggio di Ben Hermans.

Cinque uomini in lotta per il Giro?
La nuova classifica generale vede ora Tom Dumoulin in maglia rosa con un vantaggio netto: Nairo Quintana, che ha salvato la seconda posizione, è trova a 2’23” e sarà costretto ad attaccare a fondo in salita perché, ricordiamolo, a fine Giro d’Italia ci sarà un’altra cronometro che darà un innegabile vantaggio all’olandese. Alle spalle del colombiano la classifica è corta: Bauke Mollema è a 15″, Thibaut Pinot a 17″ e Vincenzo Nibali chiude la top5 a soli 24″ da Quintana; potrebbero essere questi i nomi che si giocheranno il successo da qui a Milano.

A seguire, infatti, i distacchi cominciano a farsi seri. Bob Jungels oggi ha fatto un bel salto in avanti risalendo in sesta posizione a 3’56” e riconquistando la maglia bianca, ma in salita sembra avere limiti evidenti: a ruota ha Domenico Pozzovivo (4’05”), Ilnur Zakarin (4’17”), Andrey Amador (4’39”), Steven Kruijswijk (5’19”), Geraint Thomas (5’33”), Tanel Kangert (5’36”) e Davide Formolo (6’19”), un gruppetto che se non vuole essere costretto a lottare solo il piazzamento deve cercare di inventarsi qualcosa. Magari già a partire da domani.

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