Vincenzo Nibali impegnato nella cronometro umbra del Giro 2017 © Bettiniphoto
Vincenzo Nibali impegnato nella cronometro umbra del Giro 2017 © Bettiniphoto

Preparate i popcorn: qui ci sarà da divertirsi

La situazione uscita dalla crono umbra è quanto di meglio potesse esserci per avere i fuochi d’artificio nella seconda metà di Giro d’Italia 2017

Possiamo immaginare che stasera, riguardando l’ordine d’arrivo di Montefalco ancora tramortiti dalla mazzata ricevuta, i rivali di Tom Dumoulin si siederanno abbattuti, gettati nello sconforto e con la consapevolezza di non poter più strappare il Giro d’Italia 2017 all’olandese di Maastricht?

Neanche per idea.

Da Quintana a Nibali, da Pinot a Thomas agli altri che sono ancora coinvolti nella lotta per la generale, i pensieri di tutti saranno rivolti a una e una sola cosa: il percorso rosa da qui a Milano, il ripensare a ogni singola tappa che rimane, il prefigurarsi scenari possibili, e in una domanda: dove lo potremo mettere in difficoltà, dove potremo disarcionarlo dal trono?

Visto che la domanda è più che pertinente, anticipiamo i pensieri serali degli uomini di classifica del Giro100, e facciamo un excursus sul (tanto) tracciato che ancora manca. Per scoprire che non sarà facile far fuori (sportivamente parlando) Tom Dumoulin, ma anche che non è impresa impensabile.

 

Dumoulin si libra sul Giro a metà del viaggio
Partiamo dal presupposto che Dumoulin è fortissimo, ha preparato ottimamente il Giro, e sarà tutt’altro che un avversario tenero, anche in salita: l’ha dimostrato domenica al Blockhaus, e non c’è motivo per pensare che non possa replicare tale prestazione in altre scalate.

Detto ciò, non è che i suoi avversari si taglino con un grissino, sono belli tosti pure loro e alcuni tra di essi hanno dimostrato in passato di non temere l’assalto all’arma bianca. In più, c’è un discorso di numero: posto che Dumoulin non ha ancora la statura di un Froome o di un Contador, e quindi la sua presenza al comando della corsa non intimidisce gli altri al punto da inibirne le velleità d’attacco, non è pensabile che chi lo segue nella generale si accontenti di giocare per il podio. Per cui ci proveranno; e sono tanti. E questo significa che il Giro potrebbe diventare bellissimo, dopo che già nelle ultime tre tappe si è nettamente distaccato – a livello spettacolare – da una prima settimana parecchio in sordina.

Magari tra tutti ci sarà chi si innamorerà di un piazzamento a ridosso dei primi (pensiamo a Mollema, o a Jungels, o a Pozzovivo, Kangert, Formolo: corridori che non hanno grandi allori nelle classifiche generali dei grandi giri, e che quindi avrebbero anche interesse a una bella top five, per dire); ma altrettanti punteranno al bersaglio grosso (Quintana, Nibali, Pinot), o a far tanto casino per rientrare in classifica (Thomas, Kruijswijk), o a seguire la propria indole battagliera (Zakarin).

Caso vuole che tra questi sei uomini citati per ultimi, ci siano alcuni rappresentanti delle squadre più forti: Movistar, Sky, FDJ. Insomma, a guardare da qui in giù la fase discendente della corsa rosa, dopo l’odierno scollinamento contro il tempo, ci sembra di scorgere tante occasioni di divertimento per tifosi e appassionati. Vediamoli nel dettaglio.

 

Dagli Appennini alle Alpi: occhio alle imboscate
La prima possibilità di appello dopo la crono giunge subito, immediata, già domani: la classica tappa appenninica nasconde tra le sue pieghe diverse insidie, e a voler impazzire si potrebbe imbastire qualcosa già dalle prime due salite, dopo aver opportunamente mandato qualche gregario in avanscoperta: su un percorso come quello della Firenze-Bagno di Romagna avere dei luogotenenti pronti a lavorare diventa fondamentale. Il Fumaiolo come trampolino finale, se l’avranno messo in croce già in precedenza, Dumoulin dovrà fare grande attenzione qui. Anche perché dopo la vetta c’è una discesa che chiama all’azione. Previsione più realistica? Tom potrebbe accettare l’ipotesi di perdere una ventina di secondi da un paio di avversari, nell’ottica di evitare rischi nella picchiata verso Bagno. Il margine è ancora di tutta sicurezza per lui.

Seguiranno due tappe da volata, impossibile prevedere qualcosa di interessante per la classifica in queste frazioni.

Sabato a Oropa ci sarà il terzo traguardo in salita del Giro100, e anche questo – come il Blockhaus – sarà posto al termine di una tappa in cui ci sarà da scalare solo la rampa dell’arrivo. Vogliamo dire che sia una tappa a favore di Dumoulin? Diciamolo pure. Diciamo che Tom potrebbe perdere qualcosa da un Quintana al top, ma al contempo potrà andare a pareggiare eventuali buchi lasciati nella frazione appenninica.

Domenica a Bergamo il finale non sarà eccessivamente significativo per i giochi di classifica: ci sono due salite, e la prima non è neanche male, ma dopo c’è troppo terreno per recuperare; non possiamo pensare che la Sunweb, che non sarà la formazione numero uno, e a cui mancherà Keldermann ritiratosi sul Blockhaus, ma che ha comunque una sua solidità di base, possa andare in crisi in una tappa come il simil-Lombardia orobico. La rampetta di Bergamo Alta potrebbe produrre buchi, ma c’è da scommettere che la maglia rosa si troverà nelle posizioni buone.

Si rischia di arrivare così al terzo riposo – e quindi allo Stelvio – con una classifica tutto sommato simile a quella uscita dalla crono umbra. Con la riserva della possibilità che un Quintana abbia potuto recuperare qualcosina. E sempre a meno di non pensare che la frazione appenninica abbia riservato eccessive rivoluzioni.

 

Circoletto rosso sulla tappa dello Stelvio
Il giorno dello Stelvio è quello cerchiato di rosso da tutti i fondisti presenti al Giro. In quell’occasione la classifica verrà stornata da tutte le figure più forti sulle due che sulle tre settimane, e resteranno in gioco solo quelli che effettivamente si giocheranno il successo finale.

A naso, non sarà strettamente necessario mettere la corsa a ferro e fuoco già sul Mortirolo per mettere in difficoltà Dumoulin. Le frazioni con più salite sono state in passato il tallone d’Achille dell’olandese, e qui si parla di tre ascese durissime, per pendenze (la prima), per lunghezza e altitudine (la seconda), per il posizionamento nella tappa (la terza). Un Quintana ai suoi livelli, ma anche un Nibali o un Pinot, quel giorno dovrebbero poter far valere le proprie attitudini alla scalata.

Nel giorno della difesa estrema, Dumoulin sarà bravo se limiterà entro il minuto il danno.

La tappa di Canazei è molto strana. Potrebbe partorire un nulla di fatto, ma con quelle salite in apertura e con la possibilità teorica di far fuori i gregari altrui nei primi 60 km, non è da escludere al 100% che qualche outsider un po’ più lontano in classifica possa metterla sul piano della forza, dello scontro tra team. E da questo scontro la Sunweb non ha la certezza di poter uscire vincitrice.

 

Il gran finale tra montagne e crono
E poi le tre tappe di montagna vera, una in fila all’altra. La prima è la cavalcata dolomitica, una frazione in cui non si raggiungono mai le pendenze di altre situazioni, ma in cui l’alternanza salita-discesa-salita-discesa lascia senza fiato. Qui gli avversari di Dumoulin, se avranno ancora da ribaltare la classifica, non potranno fare troppi calcoli; lui, al contrario, dovrà farli, per gestirsi al meglio in una situazione in cui non è certo che possa arrivare al finale scortato dai suoi. Si tratta di un’altra giornata favorevole agli inseguitori, laddove il leader potrà anche parare i colpi, ma a costi molto alti dal punto di vista delle energie.

A Piancavallo nuovo testa a testa su salita secca, e nuova occasione, per Tom, per difendersi (se sarà ancora quello del Blockhaus) ma spendendo molto. Saremo al terz’ultimo giorno di gara, e resterà ancora una tappa: quella del Monte Grappa e dell’ultima scalata del Giro, a Foza. E non è da escludere che ci si arrivi con una situazione ancora piuttosto incerta. Qui dipenderà dall’ispirazione di Nibali, Quintana, Pinot, e dalla freschezza dei loro uomini: anche in quest’occasione, infatti, il terreno per costruire architetture tattiche ardite non manca. Inoltre, Dumoulin sarà al massimo della sua attaccabilità: l’ultimo giorno in linea dopo due settimane per lui sfiancanti. Il dubbio sulla sua tenuta è più che mai presente.

Anche perché è vero che c’è un’ultima crono a Milano, ma farà distacchi molto più contenuti rispetto alla Foligno-Montefalco: sia perché questo dice la storia (e pure la fisiologia), con le energie parecchio livellate all’ultima tappa; sia perché la crono in sé, su strada tutta leggermente digradante, è meno favorevole agli specialisti di quanto non sia stata la frazione umbra. Insomma, Dumoulin non potrà sperare di affibbiare un minuto al secondo classificato. Per vincere il Giro dovrà essersi difeso in quattro situazioni potenzialmente da inferiorità per lui: Bagno di Romagna, Stelvio, Dolomiti e Grappa. Se ci riuscirà, con la concorrenza che avrà, sarà stato un grandissimo.

In conclusione, abbiamo fatto un po’ di fantaciclismo ma l’impressione che si ricava da una nuova analisi delle tappe, incrociata con la situazione di classifica, fa ben sperare. Chi è dietro può e sa attaccare. Chi è davanti può e sa difendersi. Preparate i popcorn: voleranno botte da orbi.

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La vignetta di Pellegrini

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