Fernando Gaviria vince a Reggio Emilia © LaPresse
Fernando Gaviria vince a Reggio Emilia © LaPresse

Maxi prepara, Nando ringrazia

Giro d’Italia, a Reggio Emilia Richeze scorta al meglio Gaviria, che coglie il terzo successo. Buon secondo Mareczko

Dopo quattro tappe riservate a fuggitivi, uomini di classifica e cronoman, i velocisti tornano protagonisti al Giro d’Italia. In quella che è molto probabilmente stata la penultima occasione a loro disposizione, si è assistito ad uno sprint vinto dal corridore più in forma in gara, scortato dal miglior apripista che ci sia, non solo al Giro. Per l’Italia una nuova piazza d’onore, ma più di così, oggi, non si poteva raccogliere.

Tre uomini in fuga, c’è anche il padrone di casa Maestri
La dodicesima è la più lunga giornata dell’intero Giro d’Italia. Ben 229 i km da affrontare fra Forlì e Reggio Emilia; ma non si affronta il percorso più breve, ossia la Via Emilia. I 186 girini ancora in gara devono salire sull’Appennino, pur se su ascese decisamente più agevoli rispetto a quelle di mercoledì. Gli ultimi 120 km fra discesa e pianura non lasciano spazio ad alcun finale diverso dallo sprint a ranghi compatti.

Il via, pochi minuti prima di mezzogiorno, con due attaccanti che si muovono non appena Stefano Allocchio abbassa la bandierina. Si tratta del russo Sergey Firsanov (Gazprom-RusVelo), finalmente attivo dopo una prima parte di Giro da fantasma, e il veneto Marco Marcato (UAE Team Emirates), in una delle poche giornate libere per lui. Dopo pochi metri si lancia anche un altro elemento, colui che più di tutti era atteso nella tappa, ossia Mirco Maestri. Nato a Guastalla ma residente a Luzzara, l’atleta della Bardiani CSF è l’enfant du pays: dopo qualche km di inseguimento riesce a rientrare sulla testa della corsa dopo una dozzina di km.

Lotta fra Fraile e Polanc al gpm; prevale lo spagnolo
Il plotone lascia subito spazio alla fuga, che già al km 20 vanta 5’30” di vantaggio. L’andatura iniziale è tranquilla per gli standard delle ultime giornate, tanto che la media della prima ora è di 41.8 km/h. Proprio in tale momento viene toccato il margine massimo di giornata, a quota 6’50”. In gruppo, a controllare la situazione, uomini Lotto Soudal, Orica-Scott e Quick Step Floors, ossia le compagini dei favoritissimi di giornata.

Il primo gpm, a Colla di Casaglia (km 62.9), vede Firsanov scollinare davanti a Maestri e Marcato. Decisamente più combattuta la sfida nel gruppo, fra Omar Fraile e Jan Polanc: i due, appaiati in vetta alla graduatoria della classifica dei gpm a quota 44, hanno battagliato per l’unico punto ancora in palio. Ad avere la meglio, in maniera anche abbastanza chiara, è il basco del Team Dimension Data, che quindi al termine della tappa ripete il viaggio sul podio.

La corsa sull’Autosole, è una prima volta
Sul gran premio della montagna il plotone ha dato un’accelerazione che ha avuto come conseguenza la diminuzione del gap, sceso fino a 4′. Nella fase toscana di giornata c’è da transitare anche al traguardo volante di Barberino del Mugello (km 96.7), nelle zone del Leone del Mugello Gastone Nencini; no contest fra i fuggitivi, con il primo posto per Marcato. Dalla località fiorentina spazio per un appuntamento storico, ossia il primo passaggio della Corsa Rosa in autostrada: sfruttando la Variante di Valico da poco inaugurata, i girini hanno pedalato per circa 35 km sull’Autosole, fino allo svincolo bolognese di Rioveggio.

In mezzo, nel punto in cui gli automobilisti e i camionisti di tante generazioni hanno penato nelle interminabili code chilometriche, anche un secondo gpm di terza categoria, denominato poco originalmente Valico Appenninico (km 110.4), con Maestri primo allo scollinamento. Al rientro nella normale circolazione viaria, dove si segnala una foratura per Tejay van Garderen (BMC Racing Team), il margine dei tre è risalito in prossimità dei 6′.

Maestri ultimo a cedere, ma alle porte di Reggio alza bandiera bianca
Nell’agevole discesa che porta la gara verso il traguardo volante di Sasso Marconi (km 152.6, dove il punteggio massimo è per Maestri) il distacco del gruppo ritorna progressivamente a scendere, senza grandi sconquassi. La rimonta, oltre ai team sopracitati, vede la mano anche della Bora-Hansgrohe, che piazza lo scalatore José Mendes a fare l’andatura. Il ritardo del gruppo si abbassa a 3’30” ai meno 50 km, a 2’50” ai meno 40 km e a 1’40” ai meno 30 km.

Si scende sotto la soglia del minuto di margine ai meno 23 km, quando si è da poco superato l’abitato di Modena. Dopo un innocua foratura per Maxi Richeze (Quick Step Floors), che rientra in gruppo in un battibaleno nonostante l’alta andatura, si entra in territorio reggiano: annusata l’aria di casa, Maestri ai meno 14.5 km prova l’assolo. Nessuna risposta da Firsanov e Marcato, che si lasciano riassorbire. Il valente emiliano arriva a possedere fino a 22″, ma viene raggiunto ai meno 6.8 km dal termine.

Gran lavoro della Bora-Hansgrohe, ci prova Zhupa
La consueta lotta per mantenere le posizioni d’avanguardia coinvolge anche il Movistar Team, con Daniele Bennati e Juan José Rojas attentissimi a tenere Nairo Quintana al riparo da qualsivoglia rischio. Dopo i navarri entra in azione la Bora-Hansgrohe, con una tirata di 1 km di Cesare Benedetti; sono sempre i tedeschi che entrano in testa all’ultimo km con Lukas Pöstlberger, alla cui ruota sono posizionati Rüdiger Selig e Sam Bennett.

Nel mentre un tentativo per l’altro corridore di casa, ossia il campione albanese Eugert Zhupa. Residente a Scandiano, l’alfiere della Wilier Triestina-Selle Italia ha tentato l’allungo, venendo ripreso prima della flamme rouge. A livello di squadre, inconsistente la Lotto Soudal, con Greipel lasciato al suo destino mentre Jasper De Buyst è altrove, e poco organizzata la Orica-Scott. La Quick Step Floors ha invece Richeze che scorta Gaviria il quale, per tenere la ruota del compagno, sgomita con l’intruso Jasper Stuyven (Trek-Segafredo).

Vittoria facile per Gaviria, ancora buon secondo Mareczko
All’altezza dei 400 metri grande mossa, l’ennesima della carriera, per Richeze, che si porta in prima posizione trascinando con sé Gaviria. Il pilotaggio per il colombiano è perfetto e costui può lanciarsi ai meno 120 metri. Acquista il centrostrada, Gaviria, e non lo lascia più, andando a finalizzare al meglio il lavoro del team. È il terzo successo di Fernando, che diventa il primo colombiano a vincere tre tappe nello stesso grande giro.

In seconda posizione, bravissimo ad aver preso la ruota dell’uomo più forte, Jakub Mareczko. Si dimostra così corretta la decisione radicale adottata ieri dall’ammiraglia Wilier Triestina-Selle Italia, che ha fatto fermare sei elementi per aspettare lo sprinter bresciano e proteggerlo dall’insidia del tempo massimo. Un nuovo secondo posto che conferma la buona vena del giovane sprinter azzurro, sinora decisamente il migliore tra le ruote veloci tricolori.

Nei 10 Modolo e Ferrari; c’è un buco, bravo Pozzovivo! Domani ultima per gli sprinter?
Al terzo posto si conferma l’irlandese Sam Bennett (Bora-Hansgrohe), che ancora non riesce a finalizzare la mole di lavoro del team. A seguire il tedesco Phil Bauhaus (Team Sunweb), un Maxi Richeze che ha proseguito il suo sforzo, il sempre costante sudafricano Ryan Gibbons (Team Dimension Data), settimo un Sacha Modolo (UAE Team Emirates) ancora non al top, quindi uno spento André Greipel (Lotto Soudal) alla penultima tappa in gruppo, il già citato Jasper Stuyven (Trek-Segafredo) e infine il bresciano Roberto Ferrari (UAE Team Emirates).

Dal diciottesimo piazzato in poi si è creato un buco, con un ritardo di 6″ conteggiato per quanti arrivati dietro. Tra gli uomini di classifica solo in due hanno guadagnato questo piccolo margine: si tratta di Adam Yates (Orica-Scott) e, sorprendentemente data la poca familiarità del soggetto con la limatura, Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale). Il lucano guadagna così una posizione in graduatoria, affiancando all’ottavo posto Tanel Kangert (Astana Pro Team).

Mantiene senza problemi la maglia rosa Tom Dumoulin (Team Sunweb), con 2’23” su Nairo Quintana, 2’38” su Bauke Mollema, 2’40” su Thibaut Pinot e 2’47” su Vincenzo Nibali. Da segnalare che Geraint Thomas (Team Sky) ha deciso di prendersela comoda, perdendo 31″: presagio di un weekend all’attacco? Domani, intanto, nuova e verosimilmente ultima occasione per i velocisti con la Reggio Emilia-Tortona. 167 i km senza alcun’asperità altimetrica. Giungerà finalmente la prima vittoria dei padroni di casa?

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