La nuova vittoria di Fernando Gaviria a Tortona © LaPresse
La nuova vittoria di Fernando Gaviria a Tortona © LaPresse

Can you hear the drums, Fernando?

Giro d’Italia, nuova sinfonia di Gaviria a Tortona. Quattro le vittorie del colombiano, battuti Bennett e Stuyven. Domani si va ad Oropa

Quando si vede un fenomeno si rimane, per forza di cose, a bocca aperta. E con Fernando Gaviria questo è già successo in più occasioni, pur se il soggetto in questione deve ancora soffiare sulle ventitré candeline. Che sia pista o strada, l’antioqueño è solito dare spettacolo, mettendo in mostra le doti fisiche, tecniche e strategiche di cui è ampiamente dotato. Per quello che sta diventando sempre più uno degli sprinter di riferimento del panorama mondiale, Tortona è stata la giornata per continuare quella crescita che appare inarrestabile.

Tutti ripartono da Reggio Emilia, tranne Thomas
La frazione altimetricamente più agevole del Giro d’Italia è la tredicesima, da Reggio Emilia a Tortona. 167 km per una giornata totalmente piatta, fra Via Emilia e ex statale Padana inferiore, ultima occasione di mettersi in mostra per i velocisti, molti dei quali già con il biglietto aereo d’imbarco dalla Malpensa verso le rispettive dimore.

Alle 13.20 il via dalla città reggiana manca un corridore, e che corridore! Non è ripartito quest’oggi da Geraint Thomas: il gallese del Team Sky è ancora sofferente per la caduta domenicale. Spalla e soprattutto ginocchio dolgono all’ex pistard che, di concerto con la propria dirigenza, hanno preferito terminare anzitempo la sfortunata avventura rosa. Dopo un periodo di recupero, il britannico si concentrerà sul Tour de France, dove tornerà ad essere un preziosissimo gregario per Chris Froome. Dal canto suo G ha promesso di tornare in futuro a lottare per la generale della gara italiana, ringraziando gli appassionati per il supporto nei suoi confronti.

Tre in fuga, c’è anche baby Albanese
Subito dopo aver oltrepassato il km 0 parte la fuga di giornata. Primo a scattare lo sloveno Matej Mohoric (UAE Team Emirates), seguito dal giovanissimo Vincenzo Albanese (Bardiani CSF), dal russo Pavel Brutt (Gazprom-RusVelo) e dal sudafricano Johann Van Zyl (Team Dimension Data). Proprio quest’ultimo, nonostante l’azione abbia subito guadagnato alcuni secondi, decide di rialzarsi, lasciando il terzetto in testa.

Diversamente dal solito, i team dei velocisti non sono intenzionati a lasciare spazio ai coraggiosi del mattino. I motivi? Forse il timore che due eccellenti passisti come Brutt e Mohoric possano guadagnare un margine importante? Forse il timore del vento laterale preannunciato per la seconda parte di gara? Forse la volontà di essere certi di dare ai propri velocisti l’ultima possibilità di darsi battaglia? Fatto sta che, al km 30, il trio possiede solamente 1’55”.

La Wilier particolarmente attiva, Gaviria accumula punti agli sprint intermedi
Tra le squadre più attive nel gruppo viene segnalata la Wilier Triestina-Selle Italia: la compagine Professional, tutta a disposizione di Jakub Mareczko, punta forte sul bresciano di origine polacca, andando ad affiancare le compagini del World Tour ben più blasonate e strutturate in tal lavoro. Al termine della prima ora la media tenuta dal terzetto è di 43.8 km/h; e proprio in questa fase l’incedere del gruppo fa in modo che il vantaggio della testa della corsa fosse di soli 40″, lasciando presupporre un ricongiungimento.

E invece non è così, con il gruppo che si riallarga sulla sede stradale lasciando riprendere fiato alla fuga. Il picco massimo di giornata è di 2’30” e viene toccato attorno al km 80; poco prima, a Fiorenzuola d’Arda (km 67), sede di uno dei più vivaci velodromi italiani, il primo traguardo volante, conquistato da Albanese. Quarto posto per Fernando Gaviria – medesimo piazzamento al traguardo parziale di Broni (km 126.6), questo vinto da Brutt; con i punti conquistati il colombiano ha già di fatto ipotecato la conquista della maglia ciclamino, lui intenzionato a giungere fino a Milano.

Fuga annullata, arriva il vento
Per quanto i tre non tirino indietro la gamba, le formazioni dei velocisti si danno cambi regolari per andarli a prendere; il riavvicinamento si man mano più prossimo, tanto che ai meno 30 km il terzetto può contare solo su 50″. L’annullamento dell’azione avviene in maniera anticipata rispetto ai consueti standard: la fuga cessa di esistere infatti quando alla linea bianca mancano ancora 21.8 km.

Ed è in questa fase che il vento si mette a soffiare sulla corsa in maniera prepotente e laterale. Situazione ideale per creare ventagli, provando a sconquassare l’altrimenti ordinario piano di gara. Una frattura in gruppo effettivamente si verifica, ma nella coda e senza coinvolgere nomi pesanti. All’entrata a Voghera, complice la protezione fornita dagli edifici, le folate diminuiscono, comportando la riduzione dell’andatura del gruppo e la possibilità per gli attardati di rientrare.

… ma non succede nulla. È sempre sfida fra Bora e Quick Step
Neppure all’uscita dalla città della casalinga c’è l’intenzione da parte di qualsivoglia formazione di provare a scombinare i piani: e così anche un Omar Fraile (Team Dimension Data) fermatosi per togliere un ramo impigliato nella ruota posteriore può ripresentarsi senza problemi nel plotone. Che si avvia verso la battaglia finale, con la classica sfida fra i treni dei velocisti. Ai meno 3.5 km ci prova Filippo Pozzato (Wilier Triestina-Selle Italia), ma il sandricense dura lo spazio di 300 metri

Sono sempre Bora-Hansgrohe e Quick Step Floors le formazioni che si sfidano, non senza scaramucce, per portare il rispettivo capitano nella posizione migliore; alla contesa prova ad aggiungersi la Lotto Soudal, che però lascia troppo solo Greipel. Sono dunque i tedeschi, con il solito Lukas Pöstlberger, ad impostare in testa l’ultima semicurva ai meno 500 metri, marcato da Davide Martinelli.

Anche se parte dietro, questo Gaviria pare imbattibile. E sono quattro
Il lavoro dell’austriaco, vincitore della frazione inaugurale, fa una lunga trenata, tanto che l’apripista Rüdiger Selig quasi non entra in azione. La volata viene lanciata a centrostrada da Sam Bennett, il quale viene sfidato a destra da Maxi Richeze: l’argentino ha alla ruota non Fernando Gaviria quanto Caleb Ewan. Dov’è dunque andato a finire il colombiano? Nella semicurva ha perso alcune posizioni, dovendo fare una volata di rimonta.

Il pistard compie un’azione da… pistard, oltre che da fenomeno. Recupera il gap che si è creato con chi è già lanciato, si inserisce per un pertugio libero fra Richeze (che nel frattempo ha fatto spallate prima con Bennett e poi con Ewan) e le transenne, passando a doppia velocità. In un battibaleno la ciclamino è tornata in testa e, per il disappunto dei rivali, non c’è nulla da fare.

Lo sprinter della Quick Step Floors vince anche questa, diventando il primo debuttante a conquistare quattro tappe alla Corsa Rosa  da Damiano Cunego nel 2004. Il Giro 100 diventa la prima grande corsa a tappe nella storia a vedere la vittoria di cinque frazioni da parte di atleti colombiani (e non è finita qui). Per gli amanti dei dati, il picco di velocità raggiunto dal sudamericano allo sprint è stato di 72.8 km/h.

Sul podio Bennett e Stuyven, il miglior italiano è Ferrari. Domani Oropa
Rispetto ai precedenti tre terzi posti, per l’irlandese Sam Bennett la minima consolazione di cogliere la sua prima piazza d’onore. Terzo posto per il sempre consistente Jasper Stuyven (Trek-Segafredo). Quarto posto per il miglior italiano, il bresciano Roberto Ferrari (UAE Team Emirates); quinto, e ormai non è più una sorpresa, il sudafricano Ryan Gibbons (Team Dimension Data). Quindi a seguire Rüdiger Selig, Sacha Modolo (UAE Team Emirates), Caleb Ewan (Orica-Scott), un André Greipel (Lotto Soudal) che saluta il Giro con una vittoria ma con le ultime giornate parecchio nell’ombra e, decimo, il russo Viacheslav Kuznetsov (Team Katusha-Alpecin). Tredicesimo Jakub Mareczko, rimasto intruppato.

Nessun buco oggi, per cui classifica invariata con Tom Dumoulin (Team Sunweb) sempre di rosa vestito con 2’23” su Nairo Quintana, 2’38” su Bauke Mollema, 2’40” su Thibaut Pinot e 2’47” su Vincenzo Nibali. Domani torna la salita con la Castellania-Oropa: mini tappa di soli 131 km e senza difficoltà fino all’inizio dell’ascesa finale. Frazione da Vuelta più che da Giro: qualche distacco potrebbe esserci, con Quintana ovvio favorito, ma appare difficile assistere a colpacci o a crolli verticali.

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