Quintana piegato dalla fatica al termine della 14esima tappa © Bettiniphoto
Quintana piegato dalla fatica al termine della 14esima tappa © Bettiniphoto

Tre differenti giornate da dimenticare

Quintana, Nibali, Pinot: scelte tattiche distinte, ma tutti scendono da Oropa con le orecchie basse

Nel primo arrivò in salita dopo la cronometro da Foligno a Montefalco che ha consentito a Tom Dumoulin di vestire la maglia rosa, l’olandese del Team Sunweb ha ottenuto il suo secondo successo al Giro d’Italia 2017 in quel di Oropa. Sulla carta un arrivo adatto alle sue caratteristiche che ne ha rafforzato il ruolo di favorito per conquistare il successo finale: chi più chi meno, gli avversari diretti per il gradino più alto del podio a Milano sono usciti sconfitti dal confronto diretto con il 26enne di Maastricht.

Tentar, questa volta, nuoce
Nairo Quintana, conscio del poco tempo a disposizione per recuperare i quasi 2’30’’ di svantaggio che aveva ad inizio tappa, ha provato ad affrontare l’ascesa finale in maniera decisa. Una volta che il gruppetto dei big è entrato sul tratto duro ha attaccato ed è rimasto da solo al comando, ma da lì in avanti non è partita una vera e propria progressione. Dumoulin si è messo in testa al gruppo alle sue spalle e forte del punto d’appoggio ha chiuso sul colombiano, che è sempre rimasto nel mirino degli inseguitori, per poi andare a guadagnare 14” negli ultimi 500 metri, più i 10 di abbuono.

Oltre il danno in termini di tempo (ovvero di un distacco più ampio da recuperare con meno tappe a separarlo dalla conclusione del Giro), Nairoman potrebbe pagare anche dal punto di vista psicologico. Oggi è uscito sconfitto da un testa a testa con Dumoulin in salita, il suo terreno di caccia. Questo, in ogni caso, non vuol dire che il Giro sia chiuso ma il cedimento avuto nelle ultime centinaia di metri potrebbe far propendere per una condizione che non è al 100%, forse a causa della necessità di far combaciare la preparazione per la Corsa Rosa con la volontà di sfidare anche Chris Froome al Tour de France.

Detto questo, dobbiamo tenere presente che la frazione di oggi era molto adatta ad un corridore come Dumoulin, che ha potuto sfoderare la forza bruta derivante da un fisico più possente e che il distacco accumulato da un comunque arrembante Quintana non era impronosticabile alla vigilia, anche pensando a come l’olandese aveva vinto la cronometro.

Lo Squalo non morde nel finale
Più preoccupante, senza dubbio, la situazione di Vincenzo Nibali. Dopo la batosta del Blockhaus la frazione di oggi era importante per issarsi allo stesso livello degli altri favoriti e approcciare la terza settimana con un piglio più ottimista in vista delle tappe che definiranno la classifica. Invece, ancora una volta, sono usciti i limiti di Vincenzo: l’alfiere della Bahrain-Merida in meno di 2 chilometri ha pagato oltre 40’’ da Dumoulin dopo una salita passata tutta a ruota del leader della generale. Quando gli altri hanno accelerato lo Squalo dello Stretto ha alzato ancora una volta bandiera bianca, palesando una condizione atletica che non gli permette di resistere agli scatti e di andare fuori giri anche quando ne avrebbe bisogno per accelerare bruscamente o aumentare il ritmo nelle fasi finali della tappa.

Cosa vuol dire, questo, in vista dell’ultima settimana? Di fatto, potrebbe confermare oppure mutare i suoi obiettivi in base al reale stato di forma. Solo con una condizione prossima al 100% già da martedì Nibali può pensare di ribaltare la corsa e giocarsi la terza Maglia Rosa della carriera con Dumoulin e Quintana, che sono i favoriti per la conquista del Trofeo senza fine a Milano: in caso contrario, il suo obiettivo in questo Giro potrebbe essere rappresentato dal terzo gradino del podio, abbordabile anche senza lo smalto dei giorni migliori, sfruttando tappe adatte alle sue caratteristiche che dovrebbero favorirlo nei confronti degli avversari diretti, con giornate che non andranno a premiare il cambio di ritmo ma la resistenza, il recupero e le doti di regolarista su più salite una in fila all’altra che fino ad ora hanno sempre esaltato il vincitore del Tour de France 2014.

Gestione perfetta, Pinot si salva
Poco davanti a Nibali sul traguardo, l’ordine d’arrivo della tappa odierna potrebbe includere anche Thibaut Pinot tra i grandi sconfitti della 14ª giornata di gara, a maggior ragione se consideriamo che il francese ha mobilitato i compagni di squadra sin dai primi chilometri per tenere la fuga a breve distanza. Nonostante questo, ha saputo gestire nel migliore dei modi quella che lui stesso ha definito una giornata negativa, crescendo sulle ultime rampe che potrebbero dargli slancio in vista delle prossime tappe avendo guadagnato su tutti gli avversari diretti, dal già citato Nibali ad un Bauke Mollema che ha perso un minuto dal francese, quasi abbandonando le possibilità di puntare al podio salvo un repentino miglioramento delle sue prestazioni da qui ai prossimi impegni.

La gestione della difficoltà odierne da parte di Pinot è stata encomiabile: quando ha capito di non poter reggere il ritmo si è fatto sfilare e ha preferito salire con il suo passo, limitando i danni con una precisa scelta tattica che ne fa crescere le quotazioni in vista delle prossime tappe. Oggi, Thibaut può guardare il bicchiere mezzo pieno nonostante il ritardo accumulato. 

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La vignetta di Pellegrini

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