Tom Dumoulin ancora in rosa dopo la 15a tappa © LaPresse
Tom Dumoulin ancora in rosa dopo la 15a tappa © LaPresse

Dumoulin: «Giusto aspettare Quintana»

Giro d’Italia, le dichiarazioni della 15a tappa: fair play dell’olandese, Nibali soddisfatto

BOB JUNGELS (Quick-Step Floors)
«Non è mai facile pianificare un attacco come il mio in una tappa del genere. L’andatura è stata velocissima sin dall’inizio con una media molto alta. La corsa è stata dura fino alla fine e c’erano davanti i principali favoriti. Era più una classica che una tappa di un grande giro. È quel che ci voleva per farmi vincere. Siccome mi sentivo bene, ci ho provato. Sono stato anche un po’ fortunato nel trovare una buona posizione in volata. Qualche volta è solo una questione di feeling. Sono fiero di aver sfruttato il lavoro fatto dai miei compagni di squadra oggi. Spero che i miei giorni no appartengano al passato. Le prossime tappe in montagna saranno molto interessanti con Tom Dumoulin in Maglia Rosa».

TOM DUMOULIN (Team Sunweb)
«È stata una tappa veloce e stressante ma anche una buona giornata per me. Nel finale era una questione di timing per la volata. Ho solo pensato a salvare la Maglia Rosa, niente altro. Non volevo guadagnare tempo su Quintana quando è caduto, non la ritenevo la cosa giusta da fare. Certe volte la corsa continua dopo una caduta, ma stavolta era il momento giusto per attenderlo. Le mie gambe andavano bene oggi anche se ho sempre fretta di arrivare prima di una giornata di riposo».

THIBAUT PINOT (FDJ)
«È stata una grande giornata, non avevo mai vissuto una tappa così rapida. Siamo tutti andati a blocco e mi sono detto che finire al terzo posto è un po’ un peccato. Lo sprint è stato particolare con un falsopiano in discesa, ma le gambe ci sono. Adesso c’è un giorno di riposo, dobbiamo recuperare bene per l’appuntamento di martedì con una delle tappe più dure che si possano fare».

NAIRO QUINTANA (Movistar Team)
«Siamo stati fortunati a superare indenni un momento così difficile con la caduta, discese tecniche e la salita di Bergamo Alta resa così stretta dai tifosi. Sono contento di aver raggiunto il traguardo senza altri problemi. Inizialmente quando mi sono rialzato dopo la caduta sono partito con la bici di un mio compagno, è per questo che abbiamo deciso di fermarci di nuovo per prendere la mia e rientrare in gruppo con i miei compagni senza grossi problemi. Nello sprint finale ho cercato un approccio “intelligente”, provando a sorprendere i nostri rivali ma con un corridore potete come Jungels era difficile vincere».

VINCENZO NIBALI (Bahrain-Merida)
«Mi sentivo bene e così volevo provare qualcosa nel finale che era adatto a me. Certo, l’ultima salita verso Bergamo Alta era buona per qualche trabocchetto. Ma come mi aspettavo i miei rivali non mi hanno lasciato andato. Comunque sono contento per il mio tentativo. Sono pronto per la settimana finale del Giro».

SILVAN DILLIER (BMC Racing Team)
«Come soldato dell’esercito svizzero posso solo dire che ci sono due scelte, puoi sparare cento volte e prima o poi centri il bersaglio, ma io preferisco essere più come un cecchino e osservare le cose: oggi ho sparato una volta sola, sono andato a tutto gas una sola volta e fortunatamente sono entrato nella fuga ma dopo sta al gruppo lasciarci andare o no. Abbiamo avuto due minuti e mezzo ma il distacco è crollato avvicinandoci alla salita e sapevo che sarei dovuto andare del mio passo per non esplodere: e questo è quello che ho fatto, ho fatto il mio gioco e mi hanno preso sulla prima salita ma la fuga non poteva sopravvivere».

ENRICO BATTAGLIN (Team LottoNL-Jumbo)
«Prima della partenza avevo la sensazione che potesse essere un tappa buona per me. Ho dovuto lavorare tantissimo per essere nella fuga e sulla prima salita di giornata ho sentito che le mie gambe non andavano più bene come prima e sono stato staccato. In seguito sono riuscito a rientrare sul gruppo ma mentre scalavamo il Selvino per me era finita».

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile Versione stampabile