Van Emden brinda in maniera scomposta © Bettiniphoto
Van Emden brinda in maniera scomposta © Bettiniphoto

Cronaca di un finale di Giro100 da cardiopalma

Tom Dumoulin è il primo olandese a conquistare la corsa rosa, Quintana e Nibali sul podio. A Milano il più veloce è Van Emden

Un finale che è già storia. Tom Dumoulin ha vinto il Giro d’Italia numero cento, diventando il primo olandese ad imporsi nella Corsa Rosa. Nella cronometro finale da Monza a Milano di 29,3 km, Dumoulin ha letteralmente sbaragliato la concorrenza, con uno stoico Nairo Quintana che non è riuscito a conservare i 53” di vantaggio sul capitano della Sunweb. Podio finale completato da un ottimo Vincenzo Nibali, che per soli 9” non è riuscito a centrare il secondo posto del colombiano. Delusione di giornata Thibaut Pinot, lontanissimo dai primi e costretto ad un’amara medaglia di legno. La giornata storica dell’Olanda si è chiusa con il successo di tappa di Jos Van Emden, che conclude la sua prova davanti allo stesso Dumoulin e ad un grande Manuel Quinziato, all’ultimo Giro della carriera.

Dumolin vola, lotta solo per il secondo posto
I 29 km che dall’Autodromo di Monza portavano in Piazza Duomo a Milano strizzavano parecchio l’occhio ai grandi specialisti delle prove contro il tempo. A fine Giro, però, le crono possono riservare sempre sospese. Non per Dumoulin. L’olandese era il grande favorito della vigilia, e nell’ultimo atto del Giro 100 non ha deluso. Con un mostruoso 58 come rapporto anteriore, la Farfalla di Maastricht ha coronato un cammino semplicemente perfetto, più forte degli attacchi degli avversari, più forte della crisi dello Stelvio che stava quasi per costargli la Maglia Rosa. La vittoria di tappa è andata a Jos Van Emden, che beffa per 15” lo stesso Dumoulin e riscatta un Giro sfortunato per la LottoNL-Jumbo, formazione smarrita dietro le prestazioni opache di Steven Kruijswijk. Nairo Quintana si è difeso con le unghie e con i denti, ma i 70 km totali a cronometro gli hanno impedito il secondo sigillo in rosa della carriera. Nella prova odierna, il piccolo colombiano della Movistar ha accusato 1’24” da “Dumo”, troppi per sperare in una storica resistenza. Secondo dei battuti è stato Vincenzo Nibali, autore di un’ottima crono in cui ha pagato solo 56” allo scatenato passista orange. Il siciliano conquista, così, il suo nono podio nei GT (cinque al Giro, due al Tour e due alla Vuelta) confermandosi come uno dei più grandi di questa epoca. Sconfitto numero uno di giornata è Thibaut Pinot, finito addirittura fuori dal podio nonostante i progressi fatti registrare nelle prove contro il tempo. Il francese ha accusato addirittura 1’27” dalla nuova Maglia Rosa, facendo peggio di Quintana. La vittoria di ieri ad Asiago salva, in parte, la Corsa Rosa del transalpino che in Italia aveva puntato tutto rinunciando persino al Tour de France.
Jungels in bianco, Pozzovivo ottimo sesto
Nel Giro meno italiano di sempre, un plauso lo merita Domenico Pozzovivo. Il trentacinquenne della AG2R La Mondiale, da sempre indigesto alle prove contro il tempo, è riuscito a blindare la sesta posizione in GC alle spalle di Ilnur Zakarin, il quale dimostra di avere ancora margini di miglioramento contro le lancette (1’34” il ritardo da Dumoulin). A far festa sul palco di Piazza Duomo è anche Bob Jungels, che sfila la Maglia Bianca dalle spalle di Adam Yates. Nulla da fare per il britannico della Orica-Scott contro il campione nazionale lussemburghese, uno dei migliori interpreti in questo genere di prove. Per Jungels si tratta del secondo successo consecutivo nella graduatoria dei migliori giovani under 25; per Yates si chiude un Giro anonimo con il rimpianto della caduta ai piedi del Blockhaus che ha inevitabilmente compromesso il proseguo della corsa.

Quinziato terzo all’ultimo atto, Kiryienka ed Amador non ne hanno più
Ultima tappa del Giro 100 che ha visto i saluti di Manuel Quinziato, campione nazionale italiano a cronometro che si ritirerà a fine stagione. Il bolzanino della BMC chiude con un gran terzo posto finale, un bel sigillo per salutare la Corsa Rosa. Tra i favoriti di giornata, incolore le prove di Vasil Kiryienka ed Andrey Amador, rispettivamente, quarto a 31” e decimo a 1’02” da Van Emden. Completano la top ten Joseph Rosskopf, Jan Barta, Georg Preidler, Bob Jungels e Jan Tratnik.
In chiave classifica generale, da segnalare l’anonimo settimo posto di Bauke Mollema davanti ai giovani Jungels e Yates ed al nostro Davide Formolo, alla prima top ten in carriera al Giro d’Italia. Appena fuori dai dieci Jan Polanc e Jan Hirt, la vera sorpresa di questa edizione. Per l’italia, che esce dal Giro con una sola vittoria di tappa all’attivo, Dario Cataldo chiude in quattordicesima posizione. Quattro italiani tra i primi venti. Peggio di così…

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile Versione stampabile