Rohan Dennis impegnato negli ultimi metri del prologo al Tour de Suisse © Tour de Suisse
Rohan Dennis impegnato negli ultimi metri del prologo al Tour de Suisse © Tour de Suisse

Australiani targati BMC: Dennis fa eco a Porte

Rohan domina il prologo del Tour de Suisse ed è il primo leader della corsa; secondo Küng, quinto Dumoulin

In questa stagione l’australiano Rohan Dennis aveva puntato molto sul Giro d’Italia che nei piani del corridore e della sua BMC doveva rappresentare un test per valutare le possibilità di fare classifica in un grande giorno un giorno nel prossimo futuro: ma la corsa rosa di Rohan Dennis si è conclusa ancora prima di arrivare sull’Etna visto che l’ex detentore del record dell’ora si è ritirato proprio nel corso della quarta tappa dopo che era stato vittima di una caduta (con cinque minuti persi) nella frazione di Cagliari.

Dopo la grande delusione italiana Rohan Dennis ha pensato a rimettersi in sesto ed a prepararsi per una seconda parte di stagione con tanta voglia di riscatto e senza escludere a priori una partecipazione al Tour de France dove Richie Porte avrà bisogno di avere al suo fianco tutto il meglio a disposizione della BMC per lanciare un deciso assalto alla maglia gialla. Rientrato alle gare proprio oggi al Tour de Suisse, Rohan Dennis ha subito fatto capire di stare molto bene: il 27enne australiano ha sbaragliato la concorrenza nel prologo di Cham, percorrendo sei chilometri in 6’24” alla superlativa media di 56.16 km/h.

Grande equilibrio alle spalle di Dennis
Rohan Dennis è stato il miglior di questo prologo del Tour de Suisse già dall’intermedio posto dopo 2700 metri dove era stato l’unico a scendere, seppur di pochi centesimi di secondo, sotto al muro dei tre minuti: l’australiano, però, ha costruito il suo successo odierno soprattutto nella seconda parte della cronometro dove ha scavato un margine molto ampio tra sé a tutti gli altri. Alle spalle di Dennis ha regnato l’equilibrio con il compagno di squadra Stefan Küng, forse scattato dalla rampa in leggerissimo anticipo, che è stato il migliore del resto della compagnia: lo svizzero ha fermato il cronometro in 6’32”, secondo miglior tempo assoluto dopo che però all’intermedio perdeva già 3″.

Quelli che erano gli altri potenziali favoriti per questa prova sono arrivati tutti vicinissimi: l’austriaco Matthias Brändle (Trek-Segafredo) era quasi riuscito a pareggiare il tempo di Dennis al chilometro 2.7 ma nella seconda parte ha perso tanto finendo in 6’33” a 9″ dal vincitore di oggi. Pochi centesimi dietro a Brändle, ma con lo stesso distacco in classifica, troviamo due uomini della Sunweb, l’australiano Michael Matthews e soprattutto l’olandese Tom Dumoulin alla prima vera uscita dopo il trionfo al Giro d’Italia, escludendo ovviamente la passerella nella prima giornata delle Hammer Series. Lo spagnolo e campione europeo Jonathan Castroviejo si è piazzato sesto a 11″, buono il settimo posto di Lars Boom a 12″ mentre l’irlandese Ryan Mullen ha chiuso il prologo in ottava posizione dopo essere rimasto per più di due ore e mezza sulla poltrona del leader provvisorio.

Il tracciato non aiuta Sagan
Il percorso di questo prologo, molto veloce e quasi privo di difficoltà dal punto di vista tecnico, ha finito con il favorire gli specialisti puri delle cronometro, da come si può vedere dalle prime posizioni dell’ordine d’arrivo: per questo motivo anche un corridore come Peter Sagan, solitamente a suo agio in queste prove breve quando sono ricche di curve e con alcuni dislivelli, non è riuscito a far meglio della 17esima posizione a 16″ di distanza da Rohan Dennis mentre altri specialisti delle classiche come Greg Van Avermaet e Philippe Gilbert sono finiti ancora più indietro perdendo rispettivamente 30″ e 36″ dall’australiano della BMC. Difficile quindi che uno di loro possa puntare a strappare la maglia di leader a Dennis domani nella prima in linea, più facile invece che possa provarci Michael Matthews che con il loro abbuono per la vittoria al traguardo potrebbe effettuare il sorpasso.

Uomini di classifica vicini, bene Caruso
Gli uomini di classifica sono arrivati tutti molto vicini con differenze minime da cui si possono trarre decisamente poche indicazioni e che difficilmente saranno decisive in ottica classifica generale. A sorridere sono stati anche in questo caso i rossoneri della BMC: lo statunitense Tejay Van Garderen è stato il migliore perdendo solo 15″ rispetto a Dennis, ma molto bene si è comportato anche il siciliano Damiano Caruso che sulla carta è il capitano designato del team e che ha perso 21″ risultando anche il migliore degli italiani al traguardo davanti a Trentin, Oss e Felline.

Anche un altro specialista delle mini cronometro come Ion Izagirre avrebbe preferito un percorso più tecnico con salita e discesa come spesso sono stati i prologhi del Tour de France: il capitano della Bahrain-Merida ha infatti perso 24″ da Dennis, finendo dietro al nostro Caruso e chiudendo la prova con lo stesso tempo del connazionale Marc Soler della Movistar che sarà un nome da tenere d’occhio. La stessa Movistar può anche rallegrarsi per la buona prestazione di Carlos Betancur che ha confermato i buoni segnali lanciati alle Hammer Series che ha fermato il cronometro in 6’52”, perdendo 28″ nei confronti di Dennis ma con un buon piazzamento in ottica classifica generale.

Spilak più lontano del previsto
Tra gli altri capitani promosso Sebastien Reichenbach della FDJ, finito a 26″, ma strappano la sufficienza anche Rui Costa (29″), Jarlinson Pantano (30″), Steven Kruijswijk (31″), Domenico Pozzovivo (32″) e David De La Cruz (34″). Distacco leggermente superiore alle aspettative per quanto riguarda un corridore che nelle gare a tappe su suolo svizzero ha spesso e voletieri trovato fortuna, lo sloveno Simon Spilak: il corridore della Katusha-Alpecin ha lasciato ben 36″ rispetto a Rohan Dennis e ha rifilato appena 5″ ad uno scalatore puro come Mikel Nieve.

Chiudiamo invece parlando del colombiano Miguel Ángel López, campione uscente del Tour de Suisse: il 23enne dell’Astana è tornato in gruppo solo giovedì scorso a Gippingen dopo il brutto infortunio di quest’inverno che l’ha tenuto lontano dalla corsa, per lui non preoccupa un ritardo di 44″ (come Dombrowski e Petilli) in una cronometro come questa e con la miglior condizione ancora lontana dall’essere raggiunta.

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