La Boels-Dolmans festeggia sul podio del Giro Rosa © Velofocus
La Boels-Dolmans festeggia sul podio del Giro Rosa © Velofocus

A Grado la Boels sfreccia come un jet

GiroRosa, la cronosquadre alle favorite olandesi, sul podio Sunweb e Orica. La maglia a Canuel

Come era prevedibile la 28esima edizione del Giro Rosa è partita nel segno della corazzata Boels-Dolmans che ai nastri di partenza ha portato una formazione galattica: al via tra le fila del team olandese ci sono infatti la statunitense Megan Guarnier e Anna Van der Breggen ultime due vincitrici della corsa rosa, poi Elizabeth Deignan ed Amalie Dideriksen che sono le ultime due campionesse del mondo ed infine passiste eccezionali come Chantal Blaak, Karol-Ann Canuel e Nikki Brammeier. In una cronometro a squadre non contano solo i valori individuali, ma quando questi sono nettamente superiori alla concorrenza (e l’alchimia è comunque buona) i pronostici per la vittoria sono abbastanza chiusi: la Boels-Dolmans era la favorita per conquistare la prima maglia rosa, e così è stato.

A conquistare il simbolo del primato in classifica è stata la canadese Karol-Ann Canuel, prima a tagliare il traguardo tra le atlete della squadra vincitrice, ma il risultato della 29enne del Québec si porta dietro un dettaglio che rende ancora più da applausi la sua prestazione personale: martedì infatti ha preso parte ai Campionati Nazionali a cronometro vincendoli per la seconda volta in carriera, poche ora dopo le premiazioni era già su un volo intercontinentale e oggi, alla faccia del jetlag, è riuscita a conquistare per la prima volta in carriera la leadership di una corsa a tappe di prestigio.

Boels-Dolmans unica squadra sopra ai 46 km/h
La cronometro a squadre è tornata nel percorso del Giro d’Italia femminile a distanza di 14 anni (l’ultima era stata una strana cronoscalata a squadre a Leukerbad in Svizzera nel 2004) e l’organizzazione ha proposto subito un percorso in grado di esaltare le squadre più potenti: la rampa di partenza era posta proprio davanti al bellissimo complesso della basilica di Aquileia e una curva a 90 gradi dopo poche centinaia di metri immetteva in un lunghissimo rettilineo che ha portato le atlete fino a Grado, tra un tratto molto esposto al vento sulla strada che taglia la laguna. Dopo praticamente 10 chilometri senza una vera curva, l’ultimo chilometro e mezzo invece diventata iper-tecnico tra curve e controcurve nel cuore di Grado, con le ultime centinaia di metri in lastricato a rendere le cose più complicate: fortunatamente la pioggia ha iniziato a cadere sul percorso quando tutte le squadre avevano già concluso la prova, altrimenti ne avremmo potute vedere di tutti i colori soprattutto in quegli ultimi 1500 metri.

In vento si è fatto molto sentire sulla corsa e le atlete lo hanno trovato contrario a folate per quasi tutto il percorso: notevole quindi il tempo di 14’47” fatto registrare dalla Boels-Dolmans, unica formazione capace di superare il muro dei 46 km/h di media. Al secondo posto, staccata di 19″, è arrivata la Sunweb guidata da Lucinda Brand e Coryn Rivera: va notato come la squadra bianconera in questo Giro Rosa non schiera una specialista delle cronometro potente ed esperta come Ellen Van Dijk che avrebbe potuto avvicinare notevolmente le compagne di squadra alla Boels-Dolmans, che in ogni caso oggi ha dato l’impressione di essere assolutamente imbattibile per tutte. Con questo risultato si pone subito bene in classifica Coryn Rivera: ha statunitense è principalmente una velocista, ma in salita tiene molto bene ed in questo Giro potrebbe anche avere qualche ambizione di classifica.

La Orica batte la Wiggle per il podio
Distacchi molto contenuti nella lotta per il podio: il terzo miglior tempo è stato quello della Orica-Scott di Annemiek Van Vleuten che ha chiuso staccata di soli 22″ rispetto alla Boels, ma è riuscita a buttare giù dal podio la Wiggle High5 di Elisa Longo Borghini per l’inezia di 2″, davvero poco in una gara così difficile per le condizioni ambientali. Per il resto i risultati di questa cronometro hanno rispecchiato abbastanza bene i valori in campo tra le squadre più forti: il quinto posto a 36″ lo ha preso la Canyon-SRAM della padrona di casa Elena Cecchini spinta da tutti i suoi tifosi, sesta invece è arrivata la WM3 di una non particolarmente soddisfatta Katarzyna Niewiadoma che si ritrova già con 37″ di ritardo rispetto a Guarnier e Van der Breggen.

Ancora più delusa invece deve essere la Cervélo-Bigla che ha chiuso solo ottava a 52″ dalle vincitrici: per la sudafricana Ashleigh Moolman, vincitrice quest’anno dell’Emakumeen Bira nei Paesi Baschi, un distacco molto pesante che non sarà facile da recuperare nelle nove tappe rimanenti. La Cervélo-Bigla ha avuto anche un po’ di sfortuna in corsa con alcuni problemi meccanici che l’hanno sicuramente rallentata: difficile valutare quanto perché la formazione svizzera è una di quelle squadre che nelle prove a squadre riesce sempre a rendere meglio di quanto potrebbero far pensare le qualità delle singole atlete.

Una buona Astana sogna per un po’
Una delle sorprese del giorno è sicuramente il settimo posto dell’Astana Women’s Team che in classifica è riuscita ad inserirsi tra WM3 e Cervélo perdendo 51″ nei confronti della Boels-Dolmans: la squadra italo-kazako aveva già ottenuto un lusinghiero terzo posto nella cronosquadre della Setmana Valenciana a inizio stagione, ma qui la concorrenza era senza dubbio maggiore. L’Astana, trascinata da un’Arlenis Sierra in grande condizione che in questo Giro potrebbe aspirare a buoni risultati sia nelle singole tappe che in classifica generale, è stata l’ottava squadra a partire sulle ventiquattro iscritte ed il miglior tempo ha resistito abbastanza a lungo, ma l’ordine di partenza stilato sulla base delle classifiche mondiali (con le migliori squadre in fondo) non lasciava comunque grosse illusioni.

La top10 di giornata è stata completata dalla Lensworld-Zannata e dalla FDJ-Nouvelle Aquitaine, rispettivamente a 1’04” e 1’06” dalla vincitrici. Nella squadra belga ci sono ben quattro italiane: il risultato di oggi non compromette di certo le ambizioni di classifica generale di Tatiana Guderzo anche se così il podio sembra molto complicato, ma è un Giro Rosa molto particolare e anche senza grandi salite potrebbero esserci ribaltoni inattesi con le fughe da lontano. Un discorso simile a quello della Guderzo si può fare anche per l’australiana Shara Gillow (FDJ).

I team italiani non brillano ma guardano avanti
Che in Italia la cronometro a squadre sia un esercizio non particolarmente curato è cosa ormai abbastanza nota e ciò si riflette anche sui risultati della tappa di oggi: nelle ultime 10 posizione dell’ordine d’arrivo troviamo infatti ben nove formazioni italiane. L’analisi delle formazioni però ci dice anche tra queste l’unica ad avere qualche ambizione relativa alla classifica potrebbe essere la BePink-Cogeas con la promessa ceca Nikola Noskova, una potenziale candidata alla conquista della maglia bianca di miglior giovane riservata alle atlete nate dopo il 1° gennaio 1995: la squadra di Walter Zini ha chiuso al 15° posto a 1’33” dalla Boels-Dolmans, ma tra Noskova e Cecilie Uttrup Ludwig, altra candidata alla maglia bianca, ci sono 41″ che non sono la fine del mondo a inizio corsa.

La Alé-Cipollini invece una squadra molto più strutturata per cercare le vittorie di tappe che non per dare battaglie per le posizioni di vertice e così nella cronosquadre odierna può essere scattato anche un piccolo rilassamento psicologico per non prendere troppi rischi e poi dare tutto nelle frazioni in linea: stesso dicasi per Servetto, Valcar, Top Girls, Aromitalia, Conceria Zabri, Michela Fanini e Giusfredi Bianchi che hanno occupato le posizioni dalla 18 alla 24.

Domani subito una salita
La seconda tappa del Giro Rosa si disputerà ancora quasi interamente in Friuli, con solo un breve sconfinamento in Veneto. La Zoppola-Montereale Valcellina di 122.2 chilometro propone subito una salita in grado di creare differenze in classifica generale anche tra le favorite: per circa 80 chilometri la strada sarà bene o male pianeggiante, poi si affronterà l’ascesa di Forcella di Pala Barzana che con i suoi 846 metri sul livello del mare è la Cima Coppi di questo 28esimo Giro d’Italia femminile: dal gran premio della montagna al traguardo mancheranno 24.4 chilometri e chi dopo oggi si trova a dover inseguire in classifica dovrà subito provare ad approfittare di questa occasione per testare la condizione delle rivali.

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