Annemiek van Vleuten vince a Montereale Valcellina © Tim De Waele
Annemiek van Vleuten vince a Montereale Valcellina © Tim De Waele

AVV, AVDB, ELB: acronimi di campionesse

Giro Rosa, le tre fanno la differenza in Friuli. Tappa a Van Vleuten, maglia a Van der Breggen. Ma Elisa è lì

La prima salita di questo 28esimo Giro d’Italia femminile è bastata a mostrare in modo chiaro ed inequivocabile quali sono i valori delle atlete in gara: a partire da domani fino al traguardo finale di domenica 9 luglio a Torre del Greco, a giocarsi la maglia rosa saranno verosimilmente Anna Van den Breggen, Annemiek Van Vleuten ed Elisa Longo Borghini che si sono involate sulla salita di Forcella di Pala Barzana e hanno letteralmente fatto il vuoto alle loro spalle rifilando quasi due minuti al primo drappello inseguitori e più di due minuti e mezzo al resto del gruppo delle migliori. Sul traguardo di Montereale Valcellina la vittoria di giornata è andata all’olandese Annemiek Van Vleuten, ma ad indossare la maglia rosa è la sua connazionale Anna Van der Breggen grazie alla vittoria della Boels-Dolmans nella cronometro a squadre di ieri.

In due in fuga, la Boels controlla
Fin dalla presentazione ufficiale della corsa si era capito che in questo Giro Rosa non c’era una tappa regina capace di attirare su di sé tutte le attenzioni ma che invece le atlete avrebbero dovuto tenere gli occhi bene aperti praticamente tutti i giorni: la tappa di oggi, comunque, era tra le più temute proprio per questa salita abbastanza impegnativa di Forcella di Pala Barzana che era la “Cima Coppi” della corsa e che distava solo 24.4 chilometri dal traguardo. I primi 90 chilometri della tappa erano invece praticamente tutti pianeggianti e così il gruppo ha lasciato spazio ad una fuga da lontano: al chilometro 10 la prima atleta a scattare è stata l’olandese Claudia Koster del Team VéloConcept che da sola ha preso una ventina di secondi di vantaggio sul plotone da cui a quel punto è scattata la campionessa svizzera Nicole Hanselmann (Cervélo).

Con due atlete davanti la fuga ha finalmente potuto prendere un buon margine di vantaggio arrivando a superare anche i due minuti: la Koster ha fatto il pieno di punti e di abbuoni ai tre traguardi volanti di giornata, ma superata la metà del percorso il ritardo del gruppo ha iniziato a calare in modo graduale. Nelle prime posizioni del gruppo sono quasi sempre rimaste le atlete della Boels-Dolmans che dopo la vittoria di ieri avevano in squadra la maglia rosa con la canadese Karol-Ann Canuel: curiosamente proprio oggi in Canada si festeggiavano i 150 anni dell’indipendenza dal Regno Unito. La fuga è stata annullata dal gruppo subito dopo il primo passaggio da Montereale Valcellina (ma non sotto al traguardo di tappa) quando la corsa ha incontrato i primi strappi che portavano verso la salita vera e propria.

Caduta per Arzuffi, in salita si va forte
In questa fase di corsa ha regnato il nervosismo in gruppo proprio perché tutte volevano stare davanti per non farsi sorprendere prima del punto decisivo della tappa ma un paio di gallerie, tra cui una lunga quasi quattro chilometri, hanno creato non poco scompiglio: a farne le spese è stata una sfortunatissima Alice Maria Arzuffi (Lensworld-Zannata) che si è ritrovata coinvolta in una caduta con evidenti escoriazioni ad un braccio. La Arzuffi è riuscita a ripartire ma, nonostante l’impegno delle compagne di squadra che l’hanno aspettata, non è più riuscita a rientrare sul gruppo: la sua tappa è finita 7’33” dopo le migliori; una giornata nera per la Lensworld dal momento che anche Tatiana Guderzo è arrivata molto staccata.

Il gruppo ha approcciato la salita di Forcella di Pala Barzana ad un ritmo molto elevato e da subito c’è stata grande selezione: sulle primissime rampe erano già rimaste davanti solo 25 atlete. A caratterizzare questa salita lunga poco più di 5 chilometri è un vero e proprio muro tutto in rettilineo posto a circa metà scalata: è in questo tratto che sono riuscite ad avvantaggiarsi Guarnier, Van der Breggen, Longo Borghini, Van Vleuten e Niewiadoma rispetto a tutte le altre. Questa accelerazione, però, ha lasciato scorie nelle gambe della vincitrice uscente Megan Guarnier e della giovane polacca Katarzyna Niewiadoma che sono andate in difficoltà e sono state costrette ad alzare bandiera bianca.

Van Vleuten, Van der Breggen e Longo Borghini se ne vanno in salita
Al gran premio della montagna Van Vleuten, Van der Breggen e Longo Borghini avevano 40″ di vantaggio su Megan Guarnier e su una sorprendente Amanda Spratt che ha rimontato posizioni fino a scollinare per quarta: distacchi superiori al minuto per tutte le altre divise in tanti piccoli gruppetti. Ma se la salita era impegnativa, la successiva discesa lo era molto di più: strada stretta ed in alcuni tratti un po’ sporca o bagnata, un’infinita sequenza di curve e controcurve e gli alberi a bordo strada che limitava la visibilità impedendo alle atlete di poter vedere cosa le avrebbe aspettate negli immediati tratti successivi. La terribile caduta dell’anno scorso a Rio de Janeiro non ha avuto ripercussioni su Annemiek Van Vleuten che è scesa molto bene assieme ad Anna Van der Breggen ed Elisa Longo Borghini mentre alle loro spalle la situazione è cambiata spesso.

Al termine di questa discesa super tecnica davanti erano rimaste Van Vleuten, Van der Breggen e Longo Borghini che si sono subito messe a collaborare ed a tirare a tutta senza alcune esitazione vista la situazione a loro favorevole: a circa un minuto c’erano infatti Katarzyna Niewiadoma, Shara Gillow, Yevgeniya Vysotska e soprattutto Megan Guarnier e Amanda Spratt che avendo compagne di squadra davanti restavano passive nel gruppetto, talvolta rompendo i cambi per distruggere l’armonia del già non facile inseguimento. Il vantaggio è quindi aumentato nel tratto di pianura che portava al traguardo arrivando ad essere probabilmente incolmabile per quelli che sono i rapporti di forza di questo Giro Rosa.

Volata a Van Vleuten, maglia a Van der Breggen. Le altre a 2′
Alla fine la volata a tre ha premiato Annemiek Van Vleuten, arrivata in Italia con l’obiettivo dichiarato di puntare al successo: l’olandese della Orica-Scott non è mai salita sul podio al Giro, ma proprio la prestazione olimpica dell’anno le ha dato grande fiducia nei propri mezzi ed in percorso disegnato da Giuseppe Rivolta è perfetto per le sue caratteristiche. Anna Van der Breggen ha tagliato il traguardo in seconda posizione e, come era preventivabile, Elisa Longo Borghini si è dovuta accontentare del terzo posto di giornata.

Dietro alle prime i distacchi sono stati pesantissimi: Niewiadoma, Guarnier, Gillow e Spratt hanno preso 1’54”, Vysotska ha perso qualcosa negli ultimi metri arrivando a 1’59”, più indietro invece alcuni drappelli si sono ricompattati in pianura dando vita ad un gruppo di 21 atlete che ha tagliato il traguardo con un distacco dalle prime di 2’37”. A vincere la volata per la nona posizione è stata un’altra olandese, Lucinda Brand, davanti alla cubana Arlenis Sierra: con loro c’erano anche altre atlete importanti come Ashleigh Moolman, Elizabeth Deignan, Karol-Ann Canuel, Cecilie Uttrup Ludwig, Claudia Lichtenberg, Nikola Noskova, Katrin Garfoot e Janneke Ensing. Tra le più attardate, oltre alla già citata giornata no della Lensworld-Zannata, segnaliamo il ritardo di 4’40” partito da Coryn Rivera che è principalmente una velocista ma che durante la stagione ha subito difendersi bene anche in alcune salite.

La Boels in rosa, Longo Borghini a 26″. Domani nel trevigiano
La nuova classifica generale vede quindi Anna Van der Breggen davanti a tutte con 18″ di vantaggio su Annemiek Van Vleuten e 26″ su Elisa Longo Borghini: saranno verosimilmente loro a giocarsi il successo finale del Giro Rosa e ogni giorno sarà quindi una bella lotta tra Boels-Dolmans, Orica-Scott e Wiggle High5, tutte squadra con la qualità necessaria ad inventare tattiche che possano creare importanti scossoni in classifica.

La quarta della generale è già a due minuti dalla prime e abbiamo disputato solo due tappe: si tratta della statunitense Megan Guarnier che precede Amanda Spratt, mentre Katarzyna Niewiadoma ha 2’37” di ritardo. Cambia anche la maglia bianca di miglior giovane che è finita sulle spalle di Floortje Mackaij della Sunweb: Cecilie Ludwig è a 33″, Nikola Noskova a 1’14” e poi troviamo le due azzurrine dell’Astana Sofia Beggin e Sofia Bertizzolo rispettivamente a 2’35” e 3’30”. Domani spazio alla San Fior-San Vendemiano di 100 km; pur presentando il Muro di Ca’ del Poggio poco dopo metà percorso, si dovrebbe assistere ad uno sprint.

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