L'arrivo di gruppo a San Vendemiano con Barnes al centro © Flaviano Ossola
L'arrivo di gruppo a San Vendemiano con Barnes al centro © Flaviano Ossola

L’ora delle volate: spunta Hanna Barnes

Poca selezione nella tappa trevigiana del Giro Rosa, la britannica della Canyon resiste alla rimonta della Lepistö

Oggi nella terza tappa del Giro Rosa era atteso un arrivo in volata sul traguardo di San Vendemiano, ma l’incertezza era su quante e quali velociste sarebbero state capaci di superare indenni il muro di Ca’ del Poggio ed i vari strappetti disseminati lungo le strade trevigiane: alla fine sono arrivate davanti praticamente tutte le specialiste pure degli arrivi a ranghi compatti e dalla mischia è uscita fuori la 24enne Hannah Barnes, britannica della Canyon-SRAM che è una di quelle che digerisce meglio le pendenze ma che comunque non era nella prima fila tra le favorite per la volata.

Per la Barnes si tratta della prima vittoria in stagione ma nelle ultime gare aveva mostrato una condizione fisica in grande crescita: all’OVO Women’s Team aveva chiuso terza in classifica generale con due secondi posti di tappa, ai Campionati Nazionali invece era salita sul podio sia nella cronometro (seconda) che nella prova su strada (terza). Il nome di Hannah Barnes comunque non esce fuori dal nulla perché già nel 2014 si era fatta notare vincendo una tappa al Tour de San Luis, mentre l’anno successivo in Argentina le vittorie furono ben tre: un brutto infortunio l’ha rallentata tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, ma ora sembra che tutte le sue qualità siano pronte ad emergere senza limitazioni.

La Moolman alza bandiera bianca
La prima importante notizia di giornata è arrivata ancora prima del via ufficiale: la sudafricana Ashleigh Moolman, capitana della Cervélo-Bigla, ha infatti deciso di abbandonare il Giro Rosa a causa di alcuni problemi di stomaco che già ieri l’avevano fatta finire nel gruppetto che ha tagliato il traguardo con 2’37” di ritardo dal terzetto di testa. Dopo la fatiche del durissimo finale di tappa di ieri in Friuli, nella tappa di oggi ci si poteva aspettare un poco più rilassata ed invece fin dai primi chilometri il gruppo ha viaggiato abbastanza spedito con la prima ora di corsa a quasi 43 km/h di media.

Nella prima parte di gara ci sono stati diversi scatti, ma l’alta andatura ha impedito che si formasse una fuga vera e propria: molto attiva è stata la danese Camilla Mollebro Pedersen (Veloconcept) che ci ha provato un paio di volte e poi è riuscita a prendere una ventina di secondi di vantaggio assieme a Ksenia Dobrynina (Servetto), un’azione che comunque è durata pochi chilometri. Superato il primo ad ultimo traguardo volante di giornata (vinto da Nikki Brammeier su Blaak e Lepistö) ed in vista del primo passaggio sulla linea d’arrivo, la Servetto-Giusta si è mossa di nuovo: stavolta per il team astigiano a muoversi è stata la colombiana Ana Cristina Sanabria che da sola ha guadagnato fino a 35″ per poi essere recuperata dal plotone alla prima accelerazione.

Ca’ del Poggio non decisiva
A 40 chilometri dall’arrivo il gruppo ha svoltato a sinistra e si è trovato davanti il terribile muro di Ca’ del Poggio, una delle salite più conosciute della zona e che è stata affrontata anche all’ultimo Giro d’Italia maschile: l’ascesa è lunga appena 1200 metri ma sembra non finire mai con le sue pendenze spaventose, una media del 12.2% ed una massima del 18%. Davanti sono inevitabilmente rimaste solo le atlete più forti ed in forma di questo Giro Rosa: non a caso la prima a scollinare è stata la vincitrice di ieri Annemiek Van Vleuten. Il primo gruppo era composto da sole 8 atlete, ma non essendoci stati distacchi tra le migliori della classifica generale in discesa la situazione è nuovamente cambiata: la prima a riportarsi sul gruppetto di testa è stata la cubana Arlenis Sierra, ma subito sono rientrare anche molte altre atlete dando vita ad un gruppone di più di cento atlete.

Il tentativo di Elena Cecchini
Mentre il primo gruppetto ha rallentato e le inseguitrici stavano tornando sotto, l’ex campionessa italiana Elena Cecchini ha provato ad attaccare sperando di sorprendere le rivali e magari di portare via un piccolo drappello di atlete non pericolose per la classifica con la possibilità di giocarsi la vittoria di tappa: la friulana della Canyon-SRAM però è ritrovata in testa dal sola ed il plotone guidato dalle squadre delle velociste ha potuto tenerla abbastanza facilmente sotto controllo concedendole un vantaggio massimo di 35″. L’azione della Cecchini si è spenta nel giro di una decina di chilometri con il gruppo che è andato a riprenderla a poco meno di 20 chilometri dal traguardo.

Nel finale di tappa c’è stato poco da segnalare, solo uno scatto di Clemilda Fernandes (ancora Servetto) e di Iraida García (Michela Fanini) che però non è servito ad impedire quello che ormai era diventato uno scontatissimo arrivo a ranghi compatti.

Lepistö a una ruota dalla rimonta
La campionessa del mondo Amalie Dideriksen ha provato a sorprendere le rivali, ma Hannah Barnes con una scelta di tempo perfetta è riuscita a tagliare per prima il traguardo: la finlandese Lotta Lepistö è arrivata seconda, ma in forte rimonta, e altri 20 metri le sarebbero bastati per passare l’inglese, mentre l’olandese Kirsten Wild ha chiuso terza. Fournier, Dideriksen, Hosking e Moberg hanno completato nell’ordine la top 7.

La migliore delle italiane al traguardo è stata la solita Giorgia Bronzini, ottava dopo esser partita ai 200 ma senza la sufficiente potenza, la quale sicuramente avrebbe preferito una maggiore selezione a Ca’ del Poggio: alle spalle della piacentina della Wiggle High5 sono arrivate una dietro l’altra Maria Giulia Confalonieri, Ilaria Sanguineti, Silvia Persico e Barbara Guarischi, mentre segnaliamo la sfortuna di Marta Bastianelli che ha forato nel finale tagliandola fuori dai giochi sia a livello personale che in supporto della compagna di squadra Chloe Hosking che ha chiuso sesta.

Invariata la classifica generale con Anna Van der Breggen ancora in maglia rosa: l’olandese della Boels-Dolmans, campionessa olimpica ed europea, non dovrebbe avere grossi problemi a tenere la leadership anche domani visto che i 118 chilometri con partenza e arrivo a Occhiobello in provincia di Rovigo sono completamente pianeggianti.

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