Marta Bastianelli vince a Polla al Giro Rosa © Flaviano Ossola
Marta Bastianelli vince a Polla al Giro Rosa © Flaviano Ossola

Bastianelli, non è mai troppo tardi

Giro Rosa, a Polla Marta centra la prima vittoria italiana, 3a Giorgia Bronzini. Van Der Breggen in rosa, domani la sfida finale

Arrivare a due giornate dalla conclusione del Giro Rosa senza aver messo ancora a referto nessun successo di tappa, poteva rappresentare concretamente il pericolo che l’Italia, dopo quattro edizioni consecutive in cui era riuscita sempre a conquistare almeno un successo parziale, chiudesse questa edizione a quota zero nella casella dei successi. Podi, belle prestazioni, generosi tentativi di fuga non erano fin qui mancati ma la zampata vincente, a contrastare parzialmente il consueto strapotere straniero, non voleva proprio arrivare. Fino ad oggi, giorno in cui il tricolore, dopo giornate estenuanti e travagliate, è tornato a sventolare sul gradino più alto del podio.

Significativo il fatto che a sfatare il tabù sia stata proprio Marta Bastianelli, all’ennesima rivincita di una carriera vissuta sulle montagne russe ma ormai già da un paio di stagioni tornata ad essere atleta di livello mondiale. Ce la ricordiamo bene quella ragazzina talentuosa capace di vincere a ripetizione nelle categorie giovanili (da juniores tricolore e argento mondiale) e di andare a cogliere, parliamo ormai di quasi 10 anni fa, uno splendido quanto insperato titolo mondiale tra le Élite nel 2007, primo successo nella massima categoria e ideale trampolino di lancio per una carriera che sembrava destinata ad essere luminosissima. 

Appena un anno dopo invece la bella parabola della ragazza di Lariano rischiò di subire uno stop fatale: la nota vicenda con l’antidoping che le costò anche la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino fu un duro colpo da cui doversi riprendere e che, per certi versi, ne segnò anche una nuova trasformazione come atleta: non avremmo più rivisto infatti un’atleta in grado di poter lottare anche per la classifica di una gara a tappe come il Giro Rosa o in grado di dire la sua in classiche impegnative come la Freccia Vallone ma una forte passista in grado, all’occorrenza, di rispolverare anche un notevole spunto veloce.

Rientrata alle gare nel 2011 con l’inevitabile riadattamento ai ritmi di gara, ecco che a metà del 2013 un altro evento, questa volta decisamente lieto, intervenne ad interrompere nuovamente la carriera dell’atleta laziale: la maternità che avrebbe portato, nel maggio dell’anno successivo, alla nascita della piccola Clarissa. Ancora una volta ripartenza da zero, stavolta con convinzione ancora maggiore e con quella cattiveria agonistica esaltata idealmente in quelle doti da sprint già ottime nelle categorie giovanili già citate ma che erano state accantonate per cercare competitività in nuovi terreni.

La nuova Marta Bastianelli è così tornata ad essere atleta che sa anche lasciare il segno e dopo la prima vittoria ottenuta al Giro di Toscana con la casacca del Vaiano nel 2015 ecco il ritorno in grande stile nel 2016 con l’Alé Cipollini, condito da ben otto successi (compresi un Giro di Campania dominato a dir poco e la prima storica edizione del GP Liberazione Pink). Oggi la nuova chiusura del cerchio, con il terzo successo stagionale nell’appuntamento più atteso, al punto da sfogare la propria gioia con un pianto liberatorio a coronamento di una giornata che per l’Alé Cipollini si è rivelata perfetta anche sul piano tattico. Il tutto in attesa di scoprire ancora se questo Giro Rosa prenderà ancora la strada dell’Olanda o se invece l’epilogo di domani regalerà inattese sorprese.

Prima parte senza sussulti, Anna Trevisi lancia la fuga a 3
Da Centola di Palinuro a Polla erano 122,3 i chilometri da percorrere nella nona e penultima tappa di questo Giro Rosa 2017, con una prima parte molto nervosa e una seconda decisamente più agevole e rapida. Non partita l’olandese Roxane Knetemann, strada facendo saranno altre le defezioni di cui dar conto (tra cui quelle delle italiane Sofia Beggin, Anna Stricker e Francesca Balducci). Il grande caldo e la morfologia della tappa non hanno favorito la nascita di significativi tentativi di fuga, con i saliscendi della prima parte che hanno già contribuito a creare una certa selezione in gruppo (a farne le spese, tra le altre, Jolien D’Hoore, Kirsten Wild e Chloe Hosking, irrimediabilmente escluse dalla possibilità di giocarsi il successo allo sprint). 

La non difficile ascesa di Sala Consilina, al cui GPM è transitata per prima la solita Annemiek Van Vleuten davanti ad Amanda Spratt ed Elisa Longo Borghini, è servita per allungare un po’ il gruppo ma senza creare fratture significative. Così, attorno al novantesimo chilometro e in prossimità del traguardo volante di San Pietro al Tanagro, è nato finalmente il primo vero tentativo di fuga del giorno: a promuoverlo è stata la reggiana Anna Trevisi, atleta che fa della generosità il proprio punto di forza, essendo ormai diventata una delle migliori donne-squadra del gruppo, scattata con veemenza dal gruppo. 

Un tentativo che poco dopo è stato assecondato dall’australiana Lauren Kitchen della WM3 e dalla polacca Malgorzata Jasinska della Cylance (quest’ultima prima al traguardo volante). Ne è nato quindi un terzetto capace di trovare subito un buon accordo e di portare il proprio vantaggio alla soglia del minuto, costringendo così il gruppo a trovare rapidamente una certa organizzazione per impedire che la fuga giungesse in porto.

L’avventura termina ai -2, allo sprint una grande Bastianelli fulmina Lepistö e Bronzini
Le tre atlete al comando hanno continuato a spingere e soprattutto la presenza della Trevisi rappresentava un’interessante variabile tattica che permetteva all’Alé Cipollini di poter controllare le operazioni in gruppo senza dover incaricarsi in prima persona dell’inseguimento. Onere che invece, proprio come nelle precedenti giornate, ha deciso di assumersi l’Astana, che grazie alle trenate della kazaka Saifutdinova e di un’ancora brillante Sofia Bertizzolo, ha cominciato pian piano a limare lo svantaggio, trovando col passare dei chilometri anche la collaborazione della Sunweb (che tirava per Coryn Rivera) e della Cervélo (desiderosa di condurre allo sprint la campionessa finlandese Lotta Lepistö).

Nonostante la buona collaborazione, Trevisi, Kitchen e Jasinska hanno cominciato a veder ridotto a non più di una decina di secondi il proprio vantaggio a 5 chilometri dal traguardo, fino a quando ai -2 il plotone è piombato a tutta velocità su di loro, nonostante un ultimo disperato tentativo d’anticipo operato dalla polacca della Cylance. A quel punto sono iniziate le grandi manovre per lo sprint, con la Sunweb in testa al gruppo con Mackaij e Brand a pilotare la Rivera mentre sul lato sinistro della strada avanzavano anche le maglie dell’Alé Cipollini, con Soraya Paladin a portare nelle posizioni d’avanguardia Marta Bastianelli.

Giunti a Polla, la cubana Sierra ha provato ad uscire dopo l’ultima curva, prima di essere saltata dalla Lepistö che, uscendo a centro strada, cercava di replicare il bel successo ottenuto a Roseto degli Abruzzi. Alla sinistra della finlandese però, proprio vicino alle transenne è però uscita alla grande Marta Bastianelli, che dopo essere stata lanciata perfettamente dalla bravissima Paladin, si è prodotta in un rush finale efficace e vincente, che le ha permesso di cogliere finalmente la prima affermazione di tappa al Giro Rosa, regalando anche la prima gioia all’Italia, scossa nelle ultime giornate dal bruttissimo incidente occorso a Claudia Cretti (ancora gravi ma stabili le condizioni della giovane bergamasca).

Niente da fare in questa occasione per la Lepistö, confermatasi comunque come la velocista più costante di questo Giro (e capace di appaiare in vetta alla classifica a punti la Van Vleuten, rimasta tuttavia in testa per il numero di successi conquistati). In terza posizione ha invece nuovamente concluso Giorgia Bronzini, non riuscita a trovare il varco vincente neppure in questa occasione dopo essere stata aiutata egregiamente da Elisa Longo Borghini nelle battute finali: per la piacentina resta la parziale soddisfazione di un nuovo podio, anche se ci si aspettava qualcosa in più. Quarto posto per la cubana Arlenis Sierra davanti a Coryn Rivera, con le due velociste centro e nordamericane costrette ad accontentarsi degli ennesimi piazzamenti dopo il gran lavoro operato dalle rispettive squadre. 

Dopo il sesto posto di Alexis Ryan, deputata a disputare lo sprint nella Canyon quest’oggi, va segnalata la nuova bella prestazione della ligure Ilaria Sanguineti della BePink, che dopo due decimi posti in questa occasione è andata a cogliere la settima piazza al traguardo, confermando comunque le sue interessanti doti velocistiche. La campionessa del mondo Amalie Dideriksen, la norvegese Emilie Moberg e la kazaka Natalia Saifutdinova (che ha trovato residue energie per sprintare dopo aver lavorato per la Sierra) hanno chiuso la top ten di giornata, da cui è rimasta esclusa per poco Elena Cecchini (dodicesimo posto per la friulana).

Anna Van Der Breggen ancora in rosa alla vigilia del duello finale
Prevedibilmente nulla è cambiato anche al termine di questa frazione, con Anna Van Der Breggen che per l’ottava volta su nove giornate è salita sul podio per indossare la maglia rosa, mantenendo inalterato il suo vantaggio nei confronti di Elisa Longo Borghini (1’03”), Annemiek Van Vleuten (1’39”) e tutte le altre atlete. Per la fuoriclasse olandese resterà ora da superare solamente l’ascesa del Vesuvio al termine di una frazione lunga 124 chilometri con partenza e arrivo a Torre del Greco. 

Basteranno poco più di 5 chilometri d’ascesa di cui solo due realmente impegnativi per operare il ribaltone decisivo in questa edizione? Sulla carta appare molto difficile riuscire a distanziare in maniera importante un’atleta solida come la campionessa europea, che peraltro sa già bene come si vince un Giro Rosa. La tappa di Occhiobello, in cui a causa del vento Annemiek Van Vleuten ha probabilmente perso la concreta possibilità di vincere questa edizione, insegna però che tutto può essere possibile, per cui un inconveniente o una giornata poco brillante potrebbero rivelarsi fatali.

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La vignetta di Pellegrini

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