La gioia di Giovanni Carboni, vincitore della prima tappa in linea del Giro della Valle d'Aosta © Rodella
La gioia di Giovanni Carboni, vincitore della prima tappa in linea del Giro della Valle d'Aosta © Rodella

Carboni, che scalata a Scalaro

Giro della Valle d’Aosta, il marchigiano, ben assistito da Zaccanti, vince il primo arrivo in salita ed è leader per appena 1″. Sivakov e Lambrecht incalzano

Dal nostro inviato

Oltre che nel segno degli italiani, questo Giro della Valle d’Aosta sembra decisamente partito come la corsa delle rivincite. Appena ventiquattr’ore dopo la splendida affermazione di Matteo Fabbro nel prologo francese, è toccato infatti a Giovanni Carboni vivere la sua straordinaria giornata di gloria, prevalendo sul duro arrivo in salita di Scalaro in cui il marchigiano ha attaccato nei chilometri conclusivi, al termine di un perfetto gioco di squadra che, oltre al successo di tappa, gli ha portato in dote tutte le maglie possibili e immaginabili, col brivido di una maglia di leader giunta per appena 1″ a danno del russo Pavel Sivakov, uno dei grandi favoriti per il successo.

Così come per Fabbro ieri, anche per Carboni la bellissima vittoria di oggi (la seconda stagionale, dopo quella ottenuta al Trofeo Mario Zanchi nel mese di aprile) rappresenta una un’ideale rivincita dopo il brutto incidente occorsogli al Memorial Mantovani, quando a causa dell’impatto con un’auto ferma sul percorso il marchigiano si procurò una frattura scomposta di radio e ulna del braccio sinistro, che lo costrinse a rinunciare al Giro d’Italia Under 23 in giugno. Un’affermazione voluta, favorita anche dall’ottimo lavoro di un pimpantissimo Zaccanti che, con i suoi ripetuti attacchi, ha favorito l’azione decisiva di Carboni, sviluppatasi a poco meno di 4 chilometri dall’arrivo. Due giorni caratterizzati da un’Italia grandissima protagonista quindi, ma con gli attesi protagonisti stranieri pronti ad approfittare di ogni occasione nelle prossime giornate, in particolar modo Sivakov e Lambrecht, senza trascurare interessanti outsider come l’australiano Michael Storer.

Dodici in fuga, tra i protagonisti Rosa e Riabushenko
Erano 172,6 i chilometri da percorrere per la prima tappa in linea di questo 54esimo Giro della Valle d’Aosta, con la carovana che dopo l’avvio francese ha affrontato uno sconfinamento, questa volta tutto italiano per la Quassolo-Scalaro, snodatasi quasi interamente in territorio piemontese. Partenza velocissima, come da previsioni, tanto che proprio sulle prime rampe dell’ascesa di Perloz, prima asperità di giornata posta dopo 15 chilometri, è nata l’azione caratterizzante l’intera tappa: in testa si sono portati Massimo Rosa e Andrea Montagnoli (Hopplà Petroli Firenze), Aleksandr Riabushenko ed Eros Colombo (Palazzago), Edoardo Affini (SEG Racing), Nikolay Cherkasov (Nazionale Russa), Nicholas Dlamini (Dimension Data for Qhubeka), Louis Bendixen (Nazionale Danese), Enrico Logica (Gavardo), Patrick Muller (BMC Development), Thomas Vereecken (Lotto U23) e Sergio Samitier (Team Lizarte).

Un tentativo molto interessante, con eccellenti pedalatori quali il campione europeo Riabushenko, Rosa, Cherkasov, Dlamini e Samitier, che difatti, dopo il GPM vinto dal fratello d’arte dell’Hopplà, impegnato sulle strade amiche, ha incrementato sensibilmente il vantaggio sul gruppo, che ha raggiunto una punta massima di 4’25” al 42esimo chilometro. Successivamente il gruppo ha iniziato a recuperare a fasi alterne, con le maglie del Cycling Team Friuli a condurre l’inseguimento mentre davanti gli atleti cominciavano a spartirsi i traguardi parziali: a Montagnoli e Affini rispettivamente i traguardi volanti di Caluso e Rivara mentre sulle ascese di Forno Canavese e Castelnuovo Nigra la sfida è stata tutta tra Riabushenko e Rosa, con il bielorusso che ha prevalso in entrambe le occasioni (nel primo caso entrambi si erano avvantaggiati di pochi secondi sul resto del drappello, visibilmente allungato).

La Colpack insegue, Zaccanti e Sivakov in evidenza ad inizio salita
Mentre in gara si registravano i primi abbandoni tra cadute e ritiri per condizione non ottimale (oltre all’austriaco Gamper, non partito, tra coloro che hanno abbandonato anzitempo va segnalato Michel Piccot, unico atleta valdostano al via), il gruppo ha iniziato ad inseguire in maniera molto più veemente, sotto il grande impulso della Colpack, che ha dato il via ad una fase di stallo in cui i fuggitivi, che sembravano destinati ad essere raggiunti già ai -30, capaci di riportare oltre il minuto il proprio margine nei confronti del gruppo.

Un limbo protrattosi fino ai 10 chilometri dall’arrivo, quando i superstiti del drappello di testa (i vari Affini, Montagnoli, Riabushenko avevano già perso contatto sulle prime rampe dell’ascesa). A quel punto il gruppo, presentatosi con una quarantina di atleti ai piedi di Scalaro, ha iniziato a sfaldarsi nei primi chilometri dell’impegnativa salita conclusiva, con pendenza media del 9,6% con punte del 15% specialmente nei numerosi tornanti presenti. Si è così, di fatto accesa la bagarre: il vincitore del Giro Under Pavel Sivakov si è posto in testa al gruppo imponendo un ritmo che ha fatto male a tanti, cosicché il gruppo si è, di fatto, dimezzato. Ai -8 però si è registrata la prima stoccata di Filippo Zaccanti, che ha provato con un bell’allungo a fare la differenza, salvo essere raggiunto poco dopo da un attento Bjorg Lambrecht. 

Poco dopo erano in 10 a comporre il drappello di testa: oltre al lombardo della Colpack e all’interessante talento belga erano presenti anche Stef Cras e Pavel Sivakov (BMC), Giovanni Carboni (Colpack), Luca Covili (Palazzago), Kevin Inkelaar (Lotto), Benjamin Brkic (Tirol) e la maglia gialla Matteo Fabbro mentre il britannico Scott Davis ha iniziato a perdere contatto (alla fine pagherà 3’10” al traguardo). Ai -7 ancora un attacco di Zaccanti ha generato un quartetto comprendente il compagno di squadra Carboni, Lambrecht e Fabbro, con quest’ultimo che ha cercato di tenere duro: per loro un vantaggio nell’ordine dei 10 secondi su tutti gli altri, prima che l’australiano Storer della Mitchelton Scott, con una bella progressione, riuscisse a riportarsi sulla testa.

Fabbro cede, Carboni e Zaccanti s’involano: vince il marchigiano
Superato uno dei pochi tratti di respiro, ai -5 sull’arrivo, con la strada che ha iniziato nuovamente a salire arcigna, si è verificato il momento decisivo: Carboni e Zaccanti, in giornata decisamente positiva, hanno prodotto un attacco combinato che ha permesso loro di guadagnare subito una manciata di secondi, diventati poi 30 nel chilometro successivo. Mentre i vari Sivakov, Lambrecht e Storer hanno mantenuto il loro distacco nell’ordine della decina di secondi, giunti ai tre chilometri e mezzo ha iniziato decisamente a pagare dazio Matteo Fabbro, proprio nel momento in cui Giovanni Carboni ha allungato con una bella progressione, dopo che si è esaurito il gran lavoro di Zaccanti in suo favore.

Il corridore marchigiano ha guadagnato man mano che ci si avvicinava verso il traguardo, con i soli Lambrecht e Storer ad inseguire in maniera convinta. Ben più in difficoltà Fabbro mentre anche Covili ha cominciato a perdere secondi su secondi. É divenuto così chiaro che nessuno avrebbe più potuto impensierire Carboni, che ha gestito ottimamente l’ultimo chilometro e mezzo, giungendo tutto solo sul traguardo. A 12″ la volata per la seconda posizione ha premiato Lambrecht davanti all’ottimo Storer, poco più indietro invece la quarta posizione è stata appannaggio di Sivakov a 16″. Quinto posto per un altro bel protagonista di oggi, l’austriaco Benjamin Brkic, con un ritardo di 37″, seguito da un encomiabile Zaccanti a 46″ e dall’olandese Inkelaar a 54″. Il belga Cras (a 1’01”), il danese Eg a 1’45” e lo svizzero Hirschi (a 1’55”) hanno completato la top ten, da cui è rimasto escluso per poco Covili, che ha pagato 1’57” (l’emiliano si sarebbe aspettato sicuramente una prestazione migliore). A 2’43″ha concluso invece Matteo Fabbro, andato decisamente in difficoltà negli ultimissimi chilometri, in cui l’impresa di salvare la maglia si era fatta ormai disperata. Distacchi pesanti anche per Vlasov (3’46”), Monaco e Langellotti (10’46”), letteralmente saltati Van Houcke (15’46”) e Hamilton (18’59”).

Carboni leader per appena 1″, domani tappa insidiosissima
Per Giovanni Carboni i minuti successivi all’arrivo sono stati trepidanti ma estremamente dolci, allorquando è giunta per lui la notizia della conquista della maglia gialla di leader per appena 1″ nei confronti di Pavel Sivakov, con quest’ultimo che resta così il logico favorito. Vicinissimo anche Lambrecht, distante appena 3″, più indietro invece Storer (a 29″) e Zaccanti (a 46″).

Carboni ha conquistato la leadership anche nella classifica a punti e in quella di miglior scalatore mentre la maglia bianca è finita sulle spalle dell’interessante Marc Hirschi. Andrea Montagnoli comanda invece nella classifica dei Traguardi Volanti. Domani sarà in programma la seconda tappa da Villeneuve a Les Combes d’Introd di 138,4 chilometri e caratterizzata da numerosi strappi e da un tratto in sterrato dopo Champlong di Villeneuve. Una tappa molto insidiosa, simile ad una classica, in cui saranno ancora possibili molti colpi di scena. Con una classifica così infatti sarà necessario tenere gli occhi aperti, con uno spettacolo che potrebbe rivelarsi decisamente all’altezza.

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