Fabio Aru sul podio con la maglia gialla © ASO - Pauline Ballet
Fabio Aru sul podio con la maglia gialla © ASO - Pauline Ballet

Aru in giallo, Quintana in grigio scuro

Tour de France, il pagellino della dodicesima tappa. Ancora ottimo Bardet, Cummings solito leone

Fabio Aru – 10
Nella vita bisogna provarci. Il sardo si è presentato con queste parole ai microfoni dei giornalisti subito dopo aver indossato la maglia gialla. Ebbene sì, il ragazzo di Villacidro è il nuovo leader del Tour de France. Il cammino che porta a Parigi è ancora molto lungo e ricco di insidie quindi è presto per cantar vittoria. Tuttavia il corridore dell’Astana possiede veramente una grande condizione. La maglia gialla per Aru prima era un sogno mentre ora è diventata realtà. L’Italia sogna in grande.

Romain Bardet – 10
Ottiene il suo terzo successo di tappa alla Grande Boucle. Per il terzo anno di fila conquista una gioia nella corsa di casa. Il transalpino in classifica ora è a 25″ dalla maglia gialla. Il popolo francese può veramente sperare di tornare a vincere un Tour dopo 32 anni. Bardet fa sul serio ed oggi si è visto.

Rigoberto Urán – 9
Al via di Düsseldorf nessuno aveva pronosticato il colombiano della Cannondale-Drapac tra i papabili per il podio; e invece Rigo sta smentendo tutti. Dopo il successo di domenica, quest’oggi va vicinissimo al bis e solo Bardet gli nega la vittoria. Per la maglia gialla c’è anche lui.

Marcel Kittel – 8
Nel primo tappone pirenaico il tedesco va in fuga. Eventualità decisamente remota, date le caratteristiche della maglia verde. Lui stupisce tutti tra cui se stesso perché, per la prima volta nella carriera, esce in avanscoperta in un grande giro. In questo Tour non vuole proprio star fermo e si vuol godere la gamba che ha. Incontenibile.

Louis Meintjes – 7.5
Il giovane sudafricano continua a crescere. Al termine della tappa odierna entra nella top ten della generale e si avvicina alla maglia bianca di Simon Yates; il corridore della UAE Team Emirates è a soli 2’38″ dal britannico e dall’obiettivo della vigilia. Continua la sua crescita, per quello che è il miglior elemento del continente africano.

Stephen Cummings – 7
Le precedenti frazioni le ha corse nelle ultime posizioni del gruppo ma oggi si è sciroppato più di 170 km in fuga. Solo l’impressionante lavoro del Team Sky non ha consentito al corridore del Team Dimension Data di ottenere il suo terzo successo di tappa nella corsa francese. La gamba c’è e nelle prossime giornate lo rivedremo ancora in fuga in cerca di gloria.

George Bennett – 7
La sorpresa della classifica generale è l’alfiere del Team Lotto NL-Jumbo. Rimane con i migliori in classifica e nell’ultimo km prova ad anticipare i favoriti. Purtroppo per lui un superlativo Mikel Landa riporta sotto Froome e gli altri, e per lui non c’è più nulla da fare. Ci ha provato ma gli è andata male. In ogni caso c’era ed è questo quello che conta.

Christopher Froome – 5
Per la seconda volta in carriera sveste la maglia gialla. È un inedito invece, almeno in questa edizione, vederlo in difficoltà. Negli ultimi 300 metri non è più riuscito a spingere sui pedali e sul traguardo ha pagato 22″ al vincitore. Se il Team Sky è la squadra più forte di tutti, quest’anno Chris non sembra essere il più forte di tutti. Il frullatore si è spento.

Alberto Contador – 5
Fino ai meno 6 km sembrava che potesse stare con i migliori; invece, a poco dallo scollinamento del Peyresourde, la lampadina si è spenta. Ha stretto i denti lungo la successiva discesa e con grinta ha tentato di rientrare nel finale ma non è riuscito nella sua missione, perdendo invece assai. Le energie sono quelle che sono e difficilmente rivedremo il madrileno a lottare con i migliori. La volontà c’è (oggi anche un tentativo su Port de Balès), il fisico no.

Nairo Quintana – 4
Doveva essere la tappa del riscatto invece è stata quella della resa. Sulle prime rampe del Peyresourde non è riuscito a rimanere con i migliori arrivando al traguardo con 2’04’” di ritardo. Ogni giorno che passa al posto di crescere peggiora. Il suo obiettivo di salire sul podio di Parigi svanisce oggi. Ridimensionato.

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