Michael Matthews batte Boasson Hagen e Denekolb a Romans sur Isère © Bettiniphoto
Michael Matthews batte Boasson Hagen e Denekolb a Romans sur Isère © Bettiniphoto

The answer is Blingin’ in the wind

Tour de France, Matthews finalizza la supergiornata Sunweb. Battuti Boasson Hagen e Degenkolb. Ventagli nel finale: ok Froome e Aru, in ritardo Martin e Contador

Che potesse essere una frazione interessante, lo si sapeva. E così è stato, con l’elemento meteorologico a smuovere la situazione nel finale di tappa. E con la condotta di gara che rasenta la perfezione di un team, che sta vivendo un 2017 da favola. Dopo due tappe e la generale del Giro d’Italia con Tom Dumoulin, il Team Sunweb centra il terzo successo in quattro frazioni al Tour de France; dopo la fuga di Foix e lo strappetto di Rodez, oggi la formazione gestita da Iwan Spekenbrink eleva all’ennesima potenza il concetto di gioco di squadra. Prima mette in croce la concorrenza e poi finalizza in volata con il proprio portabandiera, continuando a vestire una maglia distintiva e avvicinandosi prepotentemente ad una seconda.

Non parte Gilbert; tanti scatti all’inizio
Dalla partenza di Le Puy en Velay la carovana scatta alle 13.40 con un elemento in meno rispetto a quanti hanno concluso la frazione domenicale. Alla volta di Romans sur Isère non si è lanciato Philippe Gilbert; il belga della Quick Step Floors ha passato un brutto giorno di riposo a causa di una gastroenterite, che lo ha messo ko. Il suo Tour non può dirsi soddisfacente: solo un piazzamento in top 10, il quarto posto ottenuto sabato a Rodez.

Sin da subito iniziano gli scatti; prima una quindicina di atleti, poi Marcus Burghardt (Bora Hansgrohe), Maurits Lammertink (Team Katusha-Alpecin) e Angélo Tulik (Direct Énergie), ma il gruppo non li lascia andare. Perché, sin da subito, il percorso prevede la Côte de Boussoulet, salita di 4.5 km al 6.3%. Iniziano l’ascesa in testa Sylvain Chavanel (Direct Énergie), Stephen Cummings (Team Dimension Data), Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), Thomas De Gendt (Lotto Soudal) e Thomas Degand (Wanty-Groupe Gobert). Dopo essere stati a loro volta ripresi, il francese e i due belgi ci riprovano, in compagnia di Nicolas Edet (Cofidis, Solutions Crédits), venendo inseguiti da un gruppetto.

Kittel staccato, la Sunweb ne approfitta
Dove, fra gli altri, si trovano Diego Ulissi (UAE Team Emirates) e soprattutto Michael Matthews. L’australiano fortissimamente vuole la maglia verde, ora indossata da Marcel Kittel; ma il tedesco, assieme ad altri colleghi sprinter quali Bouhanni, Groenewegen, Pasqualon e Selig, perde terreno sull’asperità, facendo parte della retroguardia della corsa. Allo scollinamento (km 20.5) transita per primo De Gendt che, con Chavanel, Degand, Edet e Daryl Impey (Orica-Scott), continua nell’azione.

A bagnomaria rispetto al gruppo c’è Simon Geschke (Team Sunweb), il quale si avvede di quanto accade alle sue spalle. Nella parte iniziale del plotone si trovano tutti i suoi compagni di squadra, intenti a tirare. E a loro si aggiunge, per andare a dettare l’andatura; l’obiettivo è quello di non permettere a Kittel e agli altri di rientrare. E il drappello del tedesco, attorniato da Sabatini, Stybar e Vermote, insegue a 30″ poco dopo aver iniziato lo scosceso tratto di falsopiano.

Dimension Data e Katusha collaborano. Ritiro per Bennett
A dar manforte ai tedeschi giungono prima i corridori del BMC Racing Team, quindi Stephen Cummings (Team Dimension Data) e infine Tiago Machado (Team Katusha-Alpecin), questi ultimi due per lavorare per i rispettivi capitani, rimasti davanti. La sfida a distanza con i ritardatari si gioca sul filo dei secondi, che gradualmente ma costantemente si accumulano per il gruppo maglia gialla; che, nel frattempo, è andato a riprendere i cinque attaccanti, ultimo dei quali Chavanel, riassorbito ai meno 120 km.

Chi invece è dietro addirittura al plotone Kittel è George Bennett. Il dodicesimo della classifica generale non viene neppure aiutato dai compagni di squadra, rimasti con il velocista Groenewegen tra gli inseguitori. Il motivo è presto detto: il neozelandese del Team Lotto NL-Jumbo è partito non sentendosi bene, strascico di un malessere che avvertiva nei giorni scorsi. E che lo costringe ad abbandonare la corsa, dicendo così addio alla Grande Boucle con molti rimpianti.

Bouhanni prova a rientrare, e vi riesce (con qualche mugugno altrui…)
Il distacco del gruppo Kittel continua ad aumentare, toccando 1’30” al km 55 e 1’45” al km 60, poco prima che inizi il secondo ed ultimo gpm di giornata, il Col du Rouvey. In vetta (km 65) l’unico punto in palio va a Barguil, che puntella ulteriormente la sua maglia a pois. Kittel e i suoi scollinando a quasi 2′, alzando bandiera bianca. C’è però qualcuno che non demorde: si tratta dei Cofidis Nacer Bouhanni e Julien Simon e del Katusha Nils Politt.

Nel corso dei quasi 40 km di discesa Bouhanni, con Politt sempre a ruota (dopo l’accelerata iniziale Simon si è rialzato), riesce a completare il magistrale recupero. La Cofidis ben si comporta, mettendogli a disposizione prima Nicolas Edet e poi Cyril Lemoine, che compie lo sforzo finale per farlo rientrare a 55 km dal termine. Meriterebbe il numero rosso, ma la giuria del premio lo assegna a Chavanel; misteri. Così come criptici sono alcuni tweet (e conseguenti retweet e “mi piace”) da parte dei componenti del gruppetto, che lasciano insinuare su qualche comportamento poco regolare (tra le righe: scie) per rientrare su un gruppo di 119 elementi tirato a tutta andatura.

Contador fora, poi prova il ventaglio. Matthews fa suo lo sprint intermedio
Da segnalare in discesa un cambio di bicicletta per Alberto Contador; il madrileno fa inizialmente fatica a rientrare, data l’elevata velocità del gruppo, disposto in lunghissima fila indiana. Viene fatto fermare dall’ammiraglia della Trek-Segafredo Jarlinson Pantano, che lo aiuta a rientrare. Il lavoro encomiabile del Team Sunweb prosegue fino al traguardo volante di Chantemerle-les-Blés (km 121.5), dove Matthews coglie i meritati 20 punti. Con lui fanno la volata, pur non dando il massimo e non impensierendo l’aussie, André Greipel e Sonny Colbrelli. Sono così 59 le lunghezze di margine di Kittel, che passa allo sprint intermedio dopo oltre 5′; l’unica preoccupazione per il suo drappello è quello di portare la bici al traguardo, che tagliano con 16’19” di ritardo rispetto al vincitore.

Nel tratto di pianura (francese, viste le lievi ondulazioni) che porta alla cittadina d’arrivo inizia a sentirsi la tensione, causata dall’intensificarsi del vento. Raffiche di 35/40 km/h soffiano sulla corsa; questo comporta la volontà di tutti i team di lottare per le posizioni migliori, per evitare i problemi causati dagli eventuali ventagli. E ai meno 35 km a provare un’azione è la Trek-Segafredo; ma Koen De Kort e Jarlinson Pantano, alla cui ruota staziona Alberto Contador, non vanno da nessuna parte.

La Sky sventaglia, molto bene Aru (ma l’Astana…). Naesen salvifico per Bardet
Il vento si fa sempre più forte con l’avanzare dei km; Sky e Sunweb sono le formazioni più attente, con un’Astana finalmente ben organizzata. Dopo una caduta causata da un restringimento che coinvolge, senza conseguenze, Serge Pauwels (Team Dimension Data) attorno ai meno 28 km e una ai meno 17 km dove finiscono a terra Axel Domont (AG2R La Mondiale) e il pluricitato Pantano – per lui niente di rotto ma una forte botta alla mano -, ecco che la Sky scombussola l’andamento.

I britannici, ai meno 16 km, aprono un ventaglio, che, all’inizio, comprende una quindicina di unità. Non vi è Fabio Aru il quale, in prima persona (smaterializzatisi in un battibaleno i suoi gregari), ricuce al momento giusto, dimostrando una condotta di gara particolarmente attenta. Manca anche Romain Bardet, che viene letteralmente salvato da Oliver Naesen; il campione belga, uno dei migliori paveari dell’anno, gli permette di riportarsi davanti, dove Froome, Landa, Urán, Yates e Quintana (eccellenti Bennati e Erviti) già pedalano.

In ritardo Martin, Meintjes, Contador e alcuni velocisti
A mancare sono dunque solo tre uomini di classifica. Il più importante è Daniel Martin che può contare solo su Jack Bauer; l’irlandese paga una condotta di gara a conti fatti disastrosa della Quick Step Floors, che ha puntato più sull’eventuale sesta tappa di Kittel che a sostenere il leader. Nel suo stesso gruppo si trova Louis Meintjes (UAE Team Emirates), uno che era particolarmente indiziato per venir preso nella rete.

Il loro drappello vede anche la presenza di Greipel e Kristoff, due che dovevano sfruttare l’assenza del fin qui dominatore delle volate, ma che anche stavolta dimostrano polveri bagnate. Questo plotoncino terminerà a 51″ dal vincitore, iniziando così nel peggiore dei modi la settimana chiave. Ancora peggio va a Contador, che paga 1’33”, e a Bouhanni, il cui recupero è stato del tutto vano, visto che transita a 1’43”.

Bennati prova l’assolo: mezzo km di troppo
Davanti, intanto, la trentina di elementi collabora, quasi tutti intenti a girare nel ventaglio per accumulare margine. Si aspetta la volata, con la manciata di ruote veloci ancora presenti che già pregusta la sfida. Era uno di loro anche Daniele Bennati, ma nelle ultime stagioni l’aretino si è progressivamente specializzato nel gregariato di alto livello. Concedendosi, talvolta, spazio personale con azioni da finisseur perfette per le sue caratteristiche.

E anche oggi ci ha provato, l’esperto alfiere del Movistar Team. Con uno scatto ai meno 2200 metri l’azzurro ha cercato il colpaccio; per provare a riprenderlo lavorano Reinardt Janse van Rensburg e Scott Thwaites per il Team Dimension Data e Nikias Arndt e perfino Warren Barguil per il Team Sunweb. Entra con qualche secondo di margine nel km finale, il trentaseienne, che prova a sfruttare l’insidioso finale con curve in successione. Ma, ai meno 550 metri, avviene il suo ricongiungimento, e con esso svaniscono le possibilità di gloria.

Van Avermaet parte lunghissimo, Matthews vince di mestiere
Arndt tira fino ai meno 450 metri, quando viene superato all’esterno in curva da Greg Van Avermaet. Il campione olimpico esce dal tortuoso destra-sinistra in testa, lanciando con eccessivo anticipo la volata. Dietro di lui si trovano, nell’ordine, Matthews, Degenkolb, Laporte, Gallopin, Boasson Hagen e Keukeleire. Il capitano del BMC Racing Team comanda fino ai meno 180 metri, quando Matthews si decide a partire.

Lo fa in contemporanea con John Degenkolb, spostandosi man mano dalla sinistra della carreggiata alla destra. La deviazione è costante ed evidente, ma non certo scorretta: il tedesco ha comunque spazio per passare fra l’avversario e le transenne. Ma non vi riesce, vuoi per paura, vuoi per mancanza di gambe. E così Bling conquista la seconda vittoria in questa edizione della Grande Boucle, migliorando il suo bottino della scorsa stagione. E, con i 30 punti agguantati, riduce a sole 29 lunghezze il distacco da Kittel nella graduatoria tanto ambita.

Boasson Hagen secondo con rammarico, Degenkolb terzo con rabbia
Solo terzo posto per John Degenkolb (Trek-Segafredo), che nel tagliare il traguardo manda vistosamente a quel paese l’avversario. E non finisce qui, dato che, una volta fermatisi, lo prende addirittura per il coppino, chiedendogli spiegazioni. Gesto dettato dall’agonismo e totalmente fuori luogo quello del panzer. Secondo posto per Edvald Boasson Hagen che, ancora una volta, sbaglia i tempi dello sprint.

Il norvegese del Team Dimension Data, mal posizionato, deve recuperare il buco causato da Laporte e parte da lontanissimo; tuttavia arriva a velocità nettamente superiore a quella dei rivali, pagando dal vincitore meno di mezza bicicletta. Completano la top 10 Greg Van Avermaet (BMC Racing Team), Christophe Laporte (Cofidis, Solutions Crédits), Jens Keukeleire (Orica-Scott), Tony Gallopin (Lotto Soudal), Tiesj Benoot (Lotto Soudal), Maciej Bodnar (Bora Hansgrohe) e Romain Hardy (Fortuneo-Oscaro). Tutti tranquilli

Martin settimo, Contador fuori dai 10. Domani le alte vette alpine
Invariate le prime quattro posizione della generale, con Chris Froome che guida con 18″ su 
Fabio Aru, 23″ su Bardet e 29″ su Urán. Landa è ora quinto a 1’17”, Yates sesto a 2’02 mentre Martin è scivolato al settimo posto a 2’03”. 6′ tondi il gap di Louis Meintjes, con Damiano Caruso ormai alle calcagna a 6’05”. Chiude la top 10 Nairo Quintana a 6’16”, seguito da Alberto Contador a 7’10”.

Domani il Tour de France affronterà la prima delle due giornate alpine. Da La Mure si parte in direzione Col d’Ornon, gpm di seconda categoria; quindi, in serie, Col de la Croix de Fer, Col du Télégraphe e Col du Galibier. Dai 2642 metri slm del Souvenir Henri Desgrange restano 28 km in discesa sui 183 previsti; si arriva a Serre Chevalier, per capire chi ancora può ambire al bersaglio grosso.

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La vignetta di Pellegrini

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