Uno stremato Fabio Aru taglia il traguardo dell'Izoard © Bettiniphoto
Uno stremato Fabio Aru taglia il traguardo dell'Izoard © Bettiniphoto

Aru senza respiro… in senso stretto!

Tour de France, il pagellino della 18a tappa: Barguil scalatore perfetto, Colbrelli volitivo. Astana dietro la lavagna

Warren Barguil – 10
Non c’è nulla di più bello che vedere vincere sull’Izoard la maglia a pois. Dopo essersi imposto sui Pirenei, il francese del Team Sunweb conquista una tappa anche sulle Alpi. Quello che impressiona nella sua affermazione odierna è che è giunta con un attacco nel finale, quando mancavano 4 km alla conclusione. Dopo stagioni piene di difficoltà fisiche è tornato alla ribalta. Rinato.

Rigoberto Urán – 8
Perde un gradino del podio ma con la cronometro di Marsiglia se lo può riprendere visto che Bardet lo precede di soli 6″. Non prova mai ad attaccare sull’Izoard, rimanendo vigile alla ruota di Froome e Bardet e pronto a rispondere alle loro accelerazioni. Senza alcun dubbio è la sorpresa di questo Tour de France. Recuperare 29″ sul britannico appare impresa impossibile ma nel ciclismo, complici gli imprevisti, mai dire mai.

Christopher Froome – 8
Per la prima volta in questo Tour attacca in salita. Tenta, invano, di scrollarsi di dosso la presenza di Bardet e Urán. Quantomeno, a differenza delle precedenti edizioni vinte, dimostra una buona gamba in salita anche nella terza settimana. Arriva agli ultimi tre giorni di corsa con un margine ridotto, ma con la cronometro di Marsiglia può tranquillamente incrementare questo vantaggio. Se non succederà qualcosa di clamoroso conquisterà la quarta Boucle della sua carriera. Sempre costante.

Mikel Landa – 7
Al Giro d’Italia ha vinto una tappa e la maglia azzurra; anche al Tour de France ha dimostrato di essere uno dei migliori scalatori al mondo. Anche oggi ha corso per Froome, pur tenendo un occhio alla sua classifica. Grazie alla defaillance di Aru riesce ad issarsi al quarto posto, ma per il podio è molto difficile. Lo spagnolo si è dimostrato un ottimo uomo squadra; chissà come si sarebbe comportato se avesse gareggiato in un altro team. In salita, come lui, forse nessuno quest’ano.

Sonny Colbrelli – 7
Centra la fuga e vince il traguardo volante. Grazie ai 20 punti conquistati sale al terzo posto nella classifica della maglia verde. La condizione, in questa ultima settimana, è sicuramente in crescita ed ha dalla sua ancora due tappe nelle quali può ambire a qualcosa di importante. Con la moria di alcuni velocisti e le difficoltà di altri, domani può sognare in grande.

Simon Yates – 6
Perde anche oggi qualche secondo da Meintjes ma la maglia bianca resta ancora sulle sue spalle. Paga gli scatti degli scalatori puri ma con il suo passo riesce sempre a non crollare. Stringe i denti e la sua maglia bianca (dove pareggia il gemello Adam, primo nel 2016) è in cassaforte. Grintoso.

Daniel Martin – 5.5
Le Alpi gli hanno voltato le spalle. Tenta anche oggi di attaccare ma la sua azione non sortisce effetti. Su un terreno adatto alle sua caratteristiche il portacolori della Quick Step Floors non ha mai dato l’impressione di riuscire a finalizzare a termine le sue azioni. Senza forze.

Fabio Aru – 5
Respinto dal Galibier, respinto dall’Izoard. Le alpi avrebbero dovuto consentire al sardo di fare la differenza invece sono state fatali per i suoi sogni di gloria. Ieri ha lasciato sulla strada 31’’ alla maglia gialla ma oggi il passivo è stato più pesante perché il suo ritardo dal capitano del Team Sky è stato addirittura di un 1’02’’. La bronchite che lo ha colpito negli ultimi due giorni non lo ha di certo aiutato a correre ad oltre 2000 metri di quota ma non sono stai solo i problemi fisici a non dargli una mano perché è stato lasciato solo dall’Astana. Tuttavia Fabio più di così non poteva fare perché avrebbe potuto perdere molto di più ma con la sua grinta è risuscito a non andare alla deriva. Abbandonato dalla salute e dalla sua squadra. Di certo però non può essere promosso.

Romain Bardet – 5
Era la giornata adatta per ribaltare il Tour ma il francese è sembrato spento. I suoi svolgono un lavoro encomiabile, come d’altronde hanno fatto sin dall’inizio; ma quando è toccato al capitano entrare in azione non è mai parso in grado di fare quel salto di qualità che tutti si aspettano da lui. Ha guadagnato 6″ su Urán ma il suo obiettivo odierno era ben diverso. I francesi erano tutti con lui ma l’alfiere della AG2R La Mondiale non ha confermato le loro attese.

Astana Pro Team – 3
La squadra di Vinokourov ha abbandonato Fabio Aru? Questo è il messaggio che pare emergere al termine della diciottesima tappa della Grande Boucle. Nella fuga di giornata si inseriscono ben 4 uomini del team kazako; tutto ciò fa ben sperare per le ambizioni del sardo ma alle pendici dell’Izoard, al posto di fermarsi per attendere il proprio capitano, proseguono nella loro azione. L’obiettivo dell’Astana non era quello di tutelare Aru ma quello di vincere la tappa con Lutsenko. Quale squadra con un corridore quarto in classifica si sarebbe comportata così? Nessuna. Con il probabile cambio di maglia del campione italiano (la UAE Team Emirates di Beppe Saronni lo aspetta a braccia aperte), la sensazione è che non si sia fatto di tutto per assistere al meglio il leader, rimediando un magra figura. Veramente incomprensibili.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile Versione stampabile