Daniele Bennati guida i fuggitivi nella 19a tappa del Tour © Bettiniphoto
Daniele Bennati guida i fuggitivi nella 19a tappa del Tour © Bettiniphoto

Bennati, tanta grinta ma non basta

Tour de France, il pagellino della 19a tappa: Albasini sciupa il grande lavoro di Keukeleire, Swift opaco

Edvald Boasson Hagen – 10
Nella settima tappa era stato beffato da Marcel Kittel per soli 6 millimetri. Nella sedicesima tappa era stato battuto allo sprint da Michael Matthews. Questa volta non ha voluto aspettare la volata ed il norvegese ha così messo tutti nel sacco. Ai meno 2.8 km dal traguardo è scattato cogliendo l’attimo decisivo; per gli altri suoi compagni di fuga non c’è stato più nulla da fare. Un successo meritato che il corridore della Dimension Data inseguiva al Tour de France da sei anni. In questa stagione aveva già ottenuto otto vittorie ma tutte in Norvegia. La vittoria a Salon de Provence vale di più non solo dei suoi successi stagionali ma anche dei suoi trionfi degli ultimi anni. EBH è ritornato sul palcoscenico più importante.

Nikias Arndt – 8
Il tedesco è stato l’unico a tentare di resistere all’attacco di Boasson Hagen. L’azione del norvegese però è stata talmente dirompente che non ha permesso al portacolori del Team Sunweb di rimanergli incollato alla sua ruota. Nell’ultimo km ha provato con tutte le sue forze nel rientrare ma non è riuscito nel suo intendo. Il vincitore dell’ultima tappa del Giro d’Italia del 2016 si è dovuto accontentare del secondo posto. Contro un EBH così però non c’era proprio nulla da fare. Sconfitto ma soddisfatto.

Daniele Bennati – 8
Voleva regalare un successo di tappa ad Alejandro Valverde costretto al ritiro durante la prima frazione del Tour. Voleva regalare un successo di tappa alla Movistar per cercare di dare un senso a questo Tour de France. Voleva regalare un successo di tappa a suo figlio Francesco che ieri ha compiuto 9 anni (auguri con 24 ore di ritardo). Voleva regalarsi una vittoria di tappa a dieci anni di distanza dal suo ultimo successo alla Grande Boucle. Ha dato l’anima, non riuscendo nel suo intento. Comunque tutto quello che, anche in questa frazione, ha messo in campo è stato eccezionale. Un grande uomo squadra che a 36 anni è ancora lì con la voglia di vincere. Un gladiatore nato.

Thomas De Gendt – 7.5
Con molta probabilità lo vedremo sul podio di Parigi a ritirare il premio di miglior combattivo. In questo Tour de France ha centrato per ben 11 volte la fuga, facendo bottino pieno nelle ultime 6 giornate. Anche nella frazione con arrivo a Salon de Provence è andato in avanscoperta alla ricerca del primo successo per il Belgio in questo Tour. Il corridore della Lotto Soudal però non è andato oltre la quinta posizione. Gli manca sempre qualcosa ma è sempre lì a lottare.

Elie Gesbert – 6.5
Sapeva che oggi le squadre dei velocisti avrebbero lasciato spazio agli attaccanti e lui è voleva essere della partita per essere protagonista. Riesce ad entrare nella fuga buona e collabora molto con i suoi compagni d’avventura. Per il corridore più giovane del Tour de France essere all’attacco a tre tappe dal termine è una grande cosa. La Francia può guardare avanti con fiducia perché anche l’alfiere della Fortuneo-Oscaro è un talento.

Jens Keukeleire – 6.5
Vince lo sprint dei battuti dopo aver lavorato a sodo per il suo capitano Albasini. La condizione è buona e con un pizzico di fortuna in più avrebbe potuto vincere la prima affermazione per la Orica-Scott in questo Tour.

Sylvain Chavanel – 6
Come De Gendt, anche il francese non scherza quando si tratta di andare a tutta per cercare di entrare nella fuga di giornata. Tra i battistrada è sicuramente tra i più attivi. Prova a salutare la compagnia a 5 km dalla conclusione ma il suo tentativo viene subito stoppato dagli altri fuggitivi. Ha accarezzato molte volte il successo di tappa ma non è mai riuscito a conquistarlo.

Michael Albasini – 5
Dal corridore della Orica-Scott ci si poteva attendere qualcosa di più in una tappa come quella odierna. In fuga ha potuto contare dell’ottimo supporto di Keukeleire ma al termine di tre settimane di corsa le sue gambe non hanno risposto come avrebbe voluto. Ha deluso i suoi tifosi svizzeri ma anche se stesso.

Ben Swift – 5
Sicuramente era uno degli uomini più veloci della fuga di giornata. Si fa sorprendere quando il gruppo dei battistrada si spezza in due tronconi ed addio sogni di gloria. Un Tour de France opaco per il corridore della UAE Team Emirates che prova a mettersi in evidenza andando in avanscoperta ma sul più bello si fa trovare impreparato.

Percorso – 4
I corridori hanno corso la tappa più lunga del Tour de France tra i due tapponi e la cronometro di Marsiglia. Una frazione avara di emozioni e con una storia già scritta è andata in scena nella Provenza francese. Il fatto di inserire questa tappa al terzultimo giorno di corsa è una decisione discutibile da parte degli organizzatori della Grande Boucle.

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La vignetta di Pellegrini

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