Dylan Teuns vince la terza tappa del Tour de Pologne © ATCommunication/TDP
Dylan Teuns vince la terza tappa del Tour de Pologne © ATCommunication/TDP

Il futuro dei muri ha un nome

Tour de Pologne, sulla durissima rampa di Szczyrk Dylan Teuns vince per la quarta volta in nove giorni. Secondo Sagan, che torna leader

Fino a domenica 23 luglio il palmares di Dylan Teuns era fermo a zero vittorie tra i professionisti. oggi, neppure dieci giorni più tardi, il conto ha già raggiunto quota quattro. Dopo un Tour de Wallonie corso da dominatore – due tappe vinte per distacco e classifica generale -, il belga ha fatto sua la terza frazione del Tour de Pologne, battendo in un arrivo particolarmente insidioso fior di campioni.

Categoria alla quale aspira questo venticinquenne fiammingo, che più che sul pavé è portato per le côte, possibilmente molto pendenti. Quest’anno ha saputo rivelarsi alla Flèche Wallonne, dove ha chiuso al terzo posto dietro ai ben più esperti (e favoriti) Valverde e Martin. Oggi, con i due assenti, ha messo in mostra tutte le sue doti. Battendo uno mica male, visto che si tratta di un due volte campione del mondo.

Non parte Bewley, Jungels fa suo il traguardo volante. Fuga per sette
Se le due giornate iniziali del Tour de Pologne strizzavano l’occhio ai velocisti, la terza, invece, permette ai classicomani di mettersi in mostra. La Jaworzno-Szczyrk di 161 km presenta quattro gpm nella seconda metà di gara e un finale all’insù. Questo è quanto devono affrontare i 151 partenti; rispetto a ieri manca il solo Sam Bewley (Orica-Scott), rimasto giù dalla bici a causa di problemi già manifestati nelle prime due giornate.

Al traguardo volante di Myslowice, posto già al km 10.6, si impone a sorpresa Bob Jungels; il lussemburghese del Quick Step Floors è fresco di rinnovo per tre stagioni con la compagine belga, ed è uno dei grandi favoriti per la vittoria della classifica generale. Dietro di lui nell’improvvisata volata si piazzano gli Astana Luis León Sánchez e Matti Breschel. Pochi km dopo lo sprint intermedio, si forma la fuga di giornata, con sette elementi di buon lignaggio. Si tratta del francese Rémi Cavagna (Quick Step Floors), del portoghese José Gonçalves (Team Katusha-Alpecin), dell’olandese Bert-Jan Lindeman (Team LottoNL-Jumbo), del belga Maxime Monfort (Lotto Soudal), dello svizzero Sébastien Reichenbach (FDJ) e dei polacchi Maciej Paterski (CCC Sprandi Polkowice) e Adam Stachowiak (Nazionale polacca).

Visita parenti per Niemiec, caduta e ritiro per Hermans
Il gruppo lascia fare, ma non troppo; al km 60 il margine è di 3’30” per poi raggiungere il picco attorno di 3’50” al km 75, poco prima del passaggio sul traguardo. Nel mentre, al traguardo volante di Bielsko Bala (km 67.2), è Paterski che transita in testa. Nulla da segnalare in gruppo, se non la visita parenti per una delle colonne del ciclismo locale come Przemyslaw Niemiec; il corridore della UAE Team Emirates, pur se trentasettenne, non ha alcuna intenzione di smettere la carriera, e anche nel 2018 sarà in gruppo.

Il vantaggio dei sette cala progressivamente; al transito sul gpm di Salmopol (km 92.1), dove Paterski anticipa Monfort nella lotta per i punti, il distacco è di 2’30”. Grossomodo medesimo ritardo al gpm di Zameczek (km 106.7), dove l’idolo di casa della CCC viene anticipato poco prima dello scollinamento da Reichenbach; l’accelerazione causa la perdita di contatto di Gonçalves, che riesce a rientrare nella prima parte di discesa. In gruppo si registra una caduta, che causa un ritiro: abbandona la corsa Ben Hermans, belga del BMC Racing Team.

La Bora tira e riprende la fuga; Villella ci prova, ma senza esito. Nibali attento
Fra discesa e falsopiano la Bora Hansgrohe prende in mano le operazioni, mettendosi a tirare ad alta andatura. Il primo risultato immediato è il crollo del vantaggio dei battistrada, che scende a 35″ ai meno 43. La vicinanza fra i due tronconi favorisce l’attacco da parte di Davide Villella; il lombardo della Cannondale-Drapac va a riprendere e superare i fuggitivi della prima ora, i quali vengono riassorbiti dal gruppo ai meno 38 km, poco prima della seconda ascesa di Zameczek.

La selezione da dietro provoca diverse vittime già prima dell’inizio della salita; tutti i velocisti perdono contatto, così come i fuggitivi e buona parte dei gregari. Villella viene presto ripreso da un gruppo sempre più ridotto ma che viaggia forte in salita; si fanno vedere nelle prime posizioni Laurens De Plus (Quick Step Floors), Chad Haga (Team Sunweb) e Giovanni Visconti (Bahrain Merida), con il belga che transita per primo. Molto attento anche Nibali, che scollina per quarto.

La Katusha prepara il terreno all’attacco di Zakarin; ma il russo non va lontano
Nelle prime fasi di discesa tenta di andarsene, senza fortuna, Dayer Quintana (Movistar Team). È così il Team Sky con Ian Boswell che porta il plotone, ridotto a circa una cinquantina di elementi, all’interno degli ultimi 30 km. Riescono a rientrare al termine della discesa altri trenta elementi, fra i quali Enrico Battaglin, Floris Gerts e Franco Pellizotti. Proprio in prossimità del cartello dei meno 25 km attacca Toms Skujins (Cannondale-Drapac), con lo scopo di passare al comando al traguardo volante di Wisla; obiettivo raggiunto per il lettone, che poi si rialza rientrando in gruppo.

Il Team Katusha-Alpecin lavora con ben quattro elementi (Belkov, Gonçalves, Kochetkov, Mamykin) per condurre al meglio i capitani Spilak e Zakarin sulle rampe del quarto gpm di giornata. Molto attenti Visconti e Nibali, posizionati sempre nelle prime dieci posizioni. Il grosso lavoro dei russi trova il suo fine nell’attacco, ai meno 14.5 km, di Ilnur Zakarin; il ventisettenne guadagna alcune decine di metri, ma si rialza e viene ripreso ai meno 13 km, quando è Rohan Dennis (BMC Racing Team) che fa il ritmo di un plotone con una trentina di elementi, fra i quali continua ad essere presente Peter Sagan.

Ci prova Haig, ma viene ripreso all’ultimo km. Anche Conti si fa vedere, ma vanno via Teuns e Yates
L’andatura non va bene alla Orica-Scott, che ai meno 12.5 km manda in avanscoperta Jack Haig. L’aussie, buon protagonista al Tour de Slovénie, scollina ai meno 10.9 km con 17″ sul gruppo dove si è messo a lavorare Diego Rosa. Sempre molto attento Nibali, così come Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale). Il ventitreenne guadagna anche qualche secondo, tanto che entra negli ultimi 5 km con un vantaggio di 19″. Purtroppo per lui, alle sue spalle, il connazionale Dennis torna a tirare con il rapportone, passando ai meno 3 km con soli 5″ di distacco.

Dennis termina di lavorare ai meno 1.8 km, ma non è che Rosa vada tanto più piano; Haig continua stoicamente, venendo ripreso all’inizio dell’ultimo km. Che somiglia prepotentemente al Muro di Huy: la pendenza tocca in più tratti il 15%, con punte del 18%. Prova ad anticipare Valerio Conti; il romano della UAE Team Emirates prende qualche metro, sfruttando l’immobilismo alle sue spalle. Attorno ai meno 400 metri attacca il favorito di giornata, ossia Adam Yates; il britannico della Orica-Scott viene marcato stretto da Dylan Teuns (BMC Racing Team), e i due, che guadagnano qualcosa sul resto della compagnia, vanno a prendere e superare l’azzurro.

Il belga accelera e va a vincere, precedendo Sagan e Majka
La pedalata dell’ex pistard albionico si fa più pesante con il passare dei metri; e di questo se ne avvede anche Teuns che, senza troppa difficoltà, lo supera, andando ad involarsi. Dietro al belga accelerano sul gruppo prima Wilco Kelderman (Team Sunweb) e poi la coppia Bora formata da Rafal Majka e Peter Sagan. Proprio lo slovacco aumenta la cadenza, recuperando a vista d’occhio su Teuns; e pare che il ricongiungimento possa avvenire nelle ultimissime pedalate. Ma così non è, e il venticinquenne prodotto del vivaio BMC prosegue il suo periodo d’oro (due tappe e classifica al Tour de Wallonie).

Secondo posto per un eccellente Peter Sagan, davanti a Rafal Majka e ad un buon Wilco Kelderman, tutti classificati con il tempo del vincitore. Quinto a 5″ Tom Jelte Slagter (Cannondale-Drapac), sesto a 7″ l’ottimo Odd Christian Eiking (FDJ), settimo a 8″ Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale), ottavo a 9″ Adam Yates (Orica-Scott), nono a 12″ il ritrovato Wout Poels (Team Sky) e decimo a 14″ il giovane Sam Oomen (Team Sunweb).

Nibali a 14″, Spilak lontanissimo. Sagan torna leader
Con lui sono arrivati, fra gli altri, anche Vincenzo Nibali (Bahrain Merida), che su muri di questo tipo non è mai a suo agio, e Alberto Rui Costa (Team UAE Emirates). Fra gli altri pretendenti per la generale, Bob Jungels (Quick Step Floors) e Ilnur Zakarin (Team Katusha-Alpecin) hanno pagato 23″ come Valerio Conti; è già fuori da ogni discorso Simon Spilak (Team Katusha-Alpecin), arrivato a 2’22”.

La maglia di capoclassifica torna ad essere indossata da Peter Sagan; lo slovacco ha ora 6″ su Teuns e 12″ su Majka. Domani lunga frazione (238 km) da Zawiercie a Zabrze; qualche ondulazione nel finale, ma probabile arrivo per velocisti.

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