L'arrivo solitario di Jack Haig (Orica-Scott) a Zakopane, Tour de Pologne © Bettiniphoto
L'arrivo solitario di Jack Haig (Orica-Scott) a Zakopane, Tour de Pologne © Bettiniphoto

Haig higher, sempre più in alto!

Tour de Pologne, a Zakopane vince in solitaria l’australiano della Orica. Salta Sagan, i migliori in gruppetto: Nibali sesto, Teuns nuovo leader

Finalmente sono arrivate le salite vere in questo Giro di Polonia, ma l’impegnativa tappa di Zakopane sui Monti Tatra ha detto poco o nulla su chi sarà il vincitore finale della corsa: abbiamo capito che Peter Sagan non sarà della partita, ma gli altri uomini di classifica si sono marcati stretti rimandando tutto al tappone conclusivo di domani. Questo controllo, anche un po’ esasperato, ha lanciato verso il successo il giovane australiano Jack Haig che anche da professionista sta iniziando a fare vedere il potenziale mostrato da Under23: nel 2015 fece secondo al Tour de l’Avenir dietro a Marc Soler, ma a livello internazionale ha brillato a suon di piazzamenti che lo hanno reso uno dei più interessanti tra i suoi coetanei. Il corridore della Orica-Scott è partito tutto solo nel finale di tappa e non è più stato ripreso anche perché non era una minaccia diretta in classifica, ma forse non sarebbe stato facile raggiungerlo neanche se da dietro avessero spinto a tutta.

Moreno Moser nella fuga del giorno
Per questa quinta tappa del Tour de Pologne, che prevedeva ben cinque gran premi della montagna tutti classificati di prima categoria, l’attenzione era tutta incentrata sulla battaglia per la vittoria finale: ma su un percorso così accidentato una fuga da lontano ben formata poteva avere anche ottime chance di riuscita. La prima parte di gara è stata quindi molto battagliata e c’è voluta praticamente un’ora, e quasi 50 chilometri percorsi, affinché il gruppo desse finalmente il via libera a tre corridori: si trattava di Adam Stachowiak (Polonia), Antwan Tolhoek (Team LottoNL-Jumbo) e dell’italiano Moreno Moser (Astana).

Una volta partito questo terzetto il gruppo principale si è finalmente potuto rilassare un po’ e così il ritardo dalla testa della corsa si è dilatato abbastanza rapidamente: a metà dei 199 chilometri previsti oggi Moser, Stachowiak e Tolhoek avevano cinque minuti e mezzo di vantaggio con il 23enne olandese del Team LottoNL-Jumbo che per diversi chilometri ha vestito la maglia gialla virtuale di leader della classifica visto che alla partenza aveva 4’08” di ritardo nei confronti di Peter Sagan. A quel punto della corsa, però, non erano ancora iniziate le difficoltà di giornata e infatti il vantaggio dei battistrada non è aumentato ulteriormente anzi, molto presto ha iniziato a calare.

Il Bahrain accelera, poi ci prova Robert Power
La prima squadra a produrre un’accelerazione molto decisa in gruppo è stata la Bahrain-Merida che, tra i meno 80 ed i meno 65 chilometri, ha più che dimezzato il ritardo da Moser, Stachowiak e Tolhoek portandolo da quattro minuti e mezzo a soli due minuti. La sorte della fuga a quel punto era segnata e non c’è voluto molto perché il gap scendesse addirittura sotto al minuto: allora a 51 chilometri dall’arrivo l’olandese Antwan Tolhoek ha provato a fare tutto da solo togliendosi di ruota sia Adam Stachowiak che Moreno Moser che da lì a poco sono stati raggiunti dal gruppo.

Quasi contemporaneamente ha attaccato dal plotone l’australiano Rober Power della Orica-Scott che è andato a riprendere il fuggitivo solitario a circa 45 chilometri dalla fine, dopo il gran premio della montagna di Glodowka, il terzo di giornata. Logicamente Tolhoek non ha potuto dare una mano a Power essendo in fuga da partecchi chilometri: il gruppo comunque non è si è fatto impressionare dall’azione del giovane e promettente australiano, la BMC si è comunque portata in testa per imporre il proprio ritmo in vista di quella che poteva essere la fase decisiva della corsa.

Sagan cede di schianto ai meno 30
A 37 chilometri dall’arrivo, su un tratto in salita non valido come gran premio della montagna, Robert Power è rimasto da solo in testa a questa sesta tappa del Tour de Pologne vanificando anche un tentativo di rimonta di Jan Tratnik, ma è ai meno 30 che c’è stato il primo colpo di scena: i corridori, infatti, si sono trovati davanti un muro dalle pendenze molto importanti, Power si è piantato ed è stato ripreso, ma poco dopo è stato costretto a rialzarsi anche il Campione del Mondo Peter Sagan che non è più riuscito a reggere il ritmo imposto da Bob Jungels e dagli uomini della BMC.

C’era grande curiosità oggi di scoprire se Sagan sarebbe stato in grado di reggere, ma le salite ripetute di questa tappa sono state troppo per lui che, una volta staccatosi, ha preferito rialzarsi completamente per non buttare via energie preziose ed è quindi uscito totalmente dai giochi della classifica generale, non solo per la vittoria finale ma anche per un piazzamento. Ma questa fase di corsa è costata carissima a molti corridori e solo una quindicina si sono ritrovati davanti sulle prime rampe della salita di Bystryk, la penultima di giornata e che già era stata affrontata in precedenza.

Jack Haig parte sulla penultima salita
La mossa decisiva per la vittoria di tappa è arrivata a 20 chilometri dall’arrivo: l’australiano Jack Haig, anche lui della Orica-Scott, è scattato trovando la pronta risposta di Samuel Sánchez (BMC) e Domenico Pozzovivo (AG2R), ma anziché rialzarsi Haig ha continuato a forzare l’andatura e la seconda accelerazione è stata quella che gli ha permesso di prendere un centinaio di metri di vantaggio sul gruppo dei migliori proprio in vista del quarto gran premio della montagna di giornata.

Nella terza tappa di questo Giro di Polonia, che si concludeva in cima al muro di Szczyrk, Jack Haig aveva accusato un ritardo superiore al minuto e mezzo nei confronti dei big e per questo motivo oggi nessuno degli uomini di alta classifica si sentiva minacciato dal suo scatto: dietro uno straordinario Tejay Van Garderen aveva ormai esaurito il suo lavoro e subito dopo si è staccato anche Samuel Sánchez, lasciando da solo il belga Dylan Teuns che intanto era diventato il leader virtuale della corsa dopo le difficoltà di Sagan.

Gli uomini di classifica si marcano
Jack Haig ha potuto affrontare la salita di Butorowy Wierch che terminava a 9 chilometri dall’arrivo con un ritmo alto ma regolare e adatto alle proprie possibilità, alle sue spalle nel drappello di 11 inseguitori si procedeva a scatti ma tutti sembravano essere più intimoriti dalla possibilità di prestare il fianco al contropiede di un rivale che non desiderosi di provare a un’azione per guadagnare terreno sugli altri. E così mentre prima Domenico Pozzovivo e poi anche un più deciso Vincenzo Nibali tentavano degli allunghi, davanti Jack Haig portava il suo vantaggio a più di 40″.

Lo scatto di Vincenzo Nibali è stato molto bello a vedersi perché il siciliano della Bahrain-Merida è partito praticamente dall’ultima posizione del gruppo e nell’immediato nessuno era riuscito a prendergli la ruota: però tale scatto è avvenuto in uno dei tratti più agevoli della salita e non ci hanno messo molto gli altri a riprendere Vincenzo; anzi lo stesso Squalo dello Stretto è andato un po’ in difficoltà poco prima del Gpm quando uno scatto di Wout Poels ha fatto selezione. Con l’olandese del Team Sky si sono mossi anche Rafal Majka, Wilco Kelderman, Adam Yates e Ilnur Zakarin: per Majka e Kelderman soprattutto la situazione era molto allettante con Teuns staccato, ma purtroppo per loro c’era uno Yates formato stopper che, se anche avesse voluto guadagnare lui stesso sul belga della BMC, si è dovuto invece rassegnare a difendere la fuga verso la vittoria del compagno di squadra Jack Haig.

Haig vince, Teuns in giallo
La Orica-Scott ha quindi giocato perfettamente gli uomini e le loro forze portando il giovane Jack Haig, 24 anni il prossimo 6 settembre, a conquistare la prima vittoria da professionista in carriera dopo aver già assaggiato per due volte il podio al Giro di Slovenia. Nel finale il gruppetto di inseguitori si è ricompattato ed è stato Dylan Teuns a fare l’andatura tagliandosi automaticamente fuori dalla volata per la seconda posizione che metteva in palio qualche secondo di abbuono. Lo sprint ha visto un comico successo di Wout Poels che ha esultato ignaro del fatto che davanti a tutti ci fosse Haig: dietro di lui Bob Jungels ha fatto un cenno no con la testa, ma di certo non per la delusione per il terzo posto. Vincenzo Nibali alla fine ha chiuso in sesta posizione, Domenico Pozzovivo è arrivato 11° davanti al solo Dylan Teuns.

Oltre a Peter Sagan, dai piani alti della generale è scoparso anche il norvegese Odd Christian Eiking della FDJ, pertanto la nuova classifica vede ora Dylan Teuns in maglia gialla con 6″ su Rafal Majka, 10″ su Wilco Kelderman, 13″ su Wout Poels, 18″ su Domenico Pozzovivo, 19″ su Adam Yates, 24″ su Sam Oomen, 25″ su Vincenzo Nibali, 28″ su Rui Costa, 29″ su Bob Jungels, 33″ su Ilnur Zakarin e 43″ su Jack Haig. Questi 12 corridori sono quelli che domani si giocheranno la vittoria finale di questo Tour de Pologne nel tappone pieno di salite di Bukowina Tatrzanska.

Ciclismo in Tv

Non ci sono eventi imminenti.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile Versione stampabile