Peter Sagan vince ad Ardooie © Bettiniphoto
Peter Sagan vince ad Ardooie © Bettiniphoto

Sagan ne mette un’altra in banca

Peter vince anche la terza tappa del BinckBank Tour e si avvicina alla vetta. Buon ottavo posto per Simone Consonni

La mancanza di un successo nelle grandi classiche di primavera e l’addio anticipato al Tour de France rendono il 2017 di Peter Sagan un anno non certo felicissimo, ma il campione del mondo sta comunque continuando a migliorare il proprio bottino complessivo almeno dal punto di vista strettamente numerico: oggi la stessa della Bora-Hansgrohe ha fatto sua la terza tappa del BinckBank Tour, seconda vittoria in questa prima edizione con la nuova denominazione della corsa che si snoda tra Belgio e Olanda e decima stagionale. E intanto si avvicina anche il traguardo delle 100 vittorie da professionista: al momento sono 99, 102 quelli totali in corse UCI, e quindi attenzione nei prossimi giorni perché Sagan potrà trovare terreno a lui favorevole.

Cinque in fuga, il gruppo controlla
Dopo le prime due giornate in Olanda il BinckBank Tour si è spostato oggi in Belgio per la Blankenberge-Ardooie, una frazione di 185 chilometri disegnata per assistere ad un arrivo in volata a ranghi compatti: curiosamente l’anno scorso la terza tappa si disputava proprio tra le stesse due località, una manciata di chilometri in meno, ma il vincitore era stato lo stesso di oggi. Al via non c’era uno dei possibili outsider di oggi, il velocista belga Timothy Dupont, al quale è stata negata la partenza dalla sua stessa squadra Véranda’s Willems come sanzione disciplinare per alcuni comportamenti poco professionali.
Nelle prime fasi di gara, quindi, il gruppo ha lasciato spazio alla solita fuga da lontano senza grosse speranze di arrivare fino in fondo: nel gruppetto di attaccanti abbiamo ritrovato Elmar Reinders (Roomport) e Piet Allegaert (Sport Vlaanderen) che già erano stati in fuga nella prima tappa, con loro poi c’era un altro specialista delle fughe come Frederik Backaert (Wanty) ed infine anche Kristijan Koren (Cannondale) e Sander Cordeel (Véranda’s Willems) per dare vita ad un quintetto comunque interessante.

Questa mattina alla partenza della tappa i distacchi in classifica generale erano quelli maturati nella breve cronometro di ieri, e anche per questo motivo il vantaggio massimo del quintetto di testa non ha superato 3’50”: il più vicino al leader Stefan Küng era lo sloveno Koren a 46″, ma in scia al futuro corridore della Bahrain-Merida c’erano anche Cordeel e Reinders rispettivamente a 47″ e 48″. A stabilizzare il distacco attorno ai tre minuti ci ha pensato fin da subito la BMC in qualità di squadra del capoclassifica in maglia verde.

Si prova a fare dei ventagli
Il destino di Allegaert, Backaert, Cordeel, Koren e Reinders sembrava assolutamente segnato già ad una novantina di chilometri dal traguardo quando in gruppo ha prodotto una violenta accelerazione: la corsa infatti stava attraversando un tratto abbastanza esposto al vento, ma le condizioni meteo non erano tuttavia quelle ideali per riuscire a spezzare il plotone. Il risultato di questo cambio di ritmo è stato che i cinque fuggitivi si sono trovati a poco meno di 30″ di distanza quando ancora mancavano 84 chilometri all’arrivo: decisamente troppo, e quindi non vedendo segni di possibili frazionamenti il gruppo principale si è rialzato e ha permesso agli attacchi di riguadagnare terreno fino a 1’50”.

Una trentina di chilometri più avanti il gruppo ci ha riprovato sulla spinta di Lotto Soudal, Bora-Hansgrohe e Orica-Scott: altra accelerazione secca per sfruttare il vento e le stradine strette e tortuose: a 52 chilometri dall’arrivo il vantaggio dei cinque battistrada si era ridotto ad appena 13″, ma davanti Allegaert, Backaert, Cordeel, Koren e Reinders sono stati bravi a non mollare perché proprio in quel momento il gruppo principale ha tirato nuovamente il freno a meno una volta che ci si era resi conto che non si era formato alcun buco tra i corridori. La fuga ha quindi allungato la propria vita riuscendo a riportare il gap a 1’20”.

La fuga resiste fino ai 6.5 km
Come già avvenuto nella prima tappa, nonostante la classifica molto corta sono stati quindi i fuggitivi a spartirsi i secondi di abbuono del cosidetto Chilometro d’Oro che era in programma a 25 chilometri dal traguardo. A quel punto il ritardo del plotone era di 55″ e poi un po’ a sorpresa si sono portati in testa al gruppo gli uomini dell’AG2R La Mondiale: una mossa decisamente strana quella della squadra francese considerando il numero di velocisti di altissimo livello al via di questo BinckBank Tour, ma in volata vedremo poi che avevano ragione loro.

A 8 chilometri dall’arrivo, in testa alla corsa c’è stato lo scatto di Elmar Reinders che si è portato dietro Sander Cordeel e Frederik Backaert, mentre gli altri due membri della fuga si sono fatti riprendere. L’avventura di questo terzetto comunque era destinata a spegnersi assai presto: il ricongiungimento definitivo è avvenuto a 6.5 chilometri dalla conclusione durante una fase in cui tutte le squadre stavano organizzando dei treni e portando davanti le loro ruote veloci grazie ad un tratto di strada abbastanza largo.

Una caduta nel finale, poi spazio a Sagan
Proprio mentre il gruppo annullava la fuga di giornata, da cielo sono iniziate a cadere le prime gocce di pioggia che hanno complicato non poco gli ultimi chilometri: puntualmente la caduta è arrivata a 1400 metri dall’arrivo in un tratto di strada stretta e abbastanza tortuosa in mezzo alle case che già aveva messo quasi in fila indiana i corridori. Uno tra coloro che è finito a terra era il belga Sep Vanmarcke (Cannondale), anche se in apparenza nessuno dovrebbe aver riportato conseguenze serie: il plotone però si è spezzato e sono rimasti in pochi davanti a lottare per la vittoria in volata.

Sfruttando da quel momento di indecisione che si è inevitabilmente formato subito dopo la caduta, il lussemburghese Jempy Drucker ha provato a sorprendere il gruppo con una mossa da finisseur: l’allungo del corridore della BMC è stato di quelli decisi, ma dietro sono si sono riorganizzati abbastanza in fretta da non lasciargli molto spazio. Drucker è stato comunque ripreso a circa 150 metri dall’arrivo mentre ormai Peter Sagan aveva già lanciato la sua volata: ancora una volta lo sprint lungo ha premiato lo slovacco, sebbene oggi il successo sia stato abbastanza netto da non richiedere l’esame del fotofinish.

Theuns e Barbier a podio, bene Consonni
Alle spalle di Peter Sagan la seconda posizione è stata conquistata in rimonta dal belga Edward Theuns mentre terzo è arrivato il 24enne francese Rudy Barbier, non certo uno degli uomini più attesi, che con questo piazzamento ha legittimato il lavoro precedente dell’AG2R La Mondiale. In quarta posizione è arrivo Dylan Groenewegen, quinto posto invece per il belga Loïc Vliegen che si è buttato nella mischia pur non essendo certo un velocista pura. Molto bene anche l’italiano Simone Consonni (UAE) che è riuscito a cogliere un buon ottavo posto in un finale non certo tra i più banali.

Chi invece continua a non convincere è André Greipel che si è letteramente perso negli ultimi metri: ad un certo punto il tedesco sembrava anche in buona posizione, ma poi non è più riuscito a trovare lo spazio e la forza per uscire fuori ed ha chiuso fuori dai 10 in tredicesima posizione. Marcel Kittel e Arnaud Démare invece la volata non l’hanno neanche fatta chiudendo lontanissimi: all’ultimo chilometro e mezzo erano entrambi troppo indietro nel gruppo e la caduta di Vanmarcke li ha tagliati fuori, ma l’impressione è che non sarebbero comunque stati della partita. Niente sprint anche per Elia Viviani, anch’esso ostacolato nel finale.

Peter Sagan sale in classifica
La classifica generale è rimasta invariata nelle prime tre posizioni con lo svizzero Stefan Küng che guida con 4″ di vantaggio rispetto a Maciej Bodnar e 5″ su Tom Dumoulin: l’olandese del Team Sunweb però adesso è stato pareggiato da Peter Sagan che con altri 10″ di abbuono si è portato anche lui a 5″ dalla testa. Domani la quarta tappa dovrebbe essere ancora adatta ad un arrivo in volata, ma la tappa si snoderà in prossimità del confine tra Belgio e Olanda ed a pochi chilometri da Maastricht quindi i corridori dovranno fare i conti con qualche piccola ondulazione in più rispetto a questi primi tre giorni.

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