Matteo Trentin vince la tredicesima tappa alla Vuelta a España © Photo Gómez Sport
Matteo Trentin vince la tredicesima tappa alla Vuelta a España © Photo Gómez Sport

Tre Trentin trotterellavano a Tomares

Vuelta a España, nuova vittoria per l’azzurro. Secondo Moscon, sesto un attento Nibali. Domani arrivo in salita

A separare Borgo Valsugana e Livo sono un’ottantina di km, pur essendo le due località in provincia di Trento. E proprio questa provincia continua a mettersi in mostra alla Vuelta a España; il valsuganotto non si stanca di vincere e di indossare la maglia verde, il noneso, non pago dell’eccellente lavoro quotidiano per il proprio capitano, prova a giocarsi le sue carte in un traguardo parziale, andando vicino alla gioia. Chi sorride più di tutti, oltre ai rappresentanti della Federciclo tridentina, è Davide Cassani, che si sta sfregando le mani. Da troppo tempo la nazionale azzurra non si avvicinava ad un Mondiale con simili credenziali.

Cinque in fuga, ci sono De Marchi e Villella
Tornano protagonisti, finalmente in un certo senso, anche i velocisti, che in questa Vuelta a España sono stati bistrattati forse come non mai. E così costoro, o meglio, i pochi di loro ancora presenti, possono tornare a divertirsi nella tredicesima sfida spagnola. Da Coín a Tomares sono 195.1 km decisamente facili, con solo una salita nella parte iniziale di tappa. Piccola curiosità: rispetto a quanto pronosticato, il tracciato è inferiore di 3.3 km a causa di una deviazione viabilistica nel finale, in occasione del transito a Siviglia.

Diversamente dalle giornate precedenti, nessuna battaglia ad inizio tappa. La fuga, infatti, si forma immediatamente, e il plotone lascia spazio. Questo nonostante l’identità degli evasi, tutti di rango. Presenti infatti in avanscoperta i francesi Arnaud Courteille (FDJ) e Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale), il belga Thomas De Gendt (Lotto Soudal) e l’azzurro Davide Villella (Cannondale-Drapac). Al bergamasco si aggiunge un altro italiano, ossia l’udinese Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), che rientra dopo una manciata di metri.

Villella primo al gpm e poi si rialza
Il gruppo lascia guadagnare loro 3’40” al km 20, dove inizia l’Alto de Ardales, unico gpm di giornata. In vetta (km 27) scollina al comando, come da previsione, Villella, che così incamera i 3 punti in palio e aumenta la leadership nella apposita classifica. Come da previsione, il lombardo, portato a termine l’obiettivo di giornata, si rialza e si fa riassorbire dal gruppo nel corso della discesa. Si transita così al km 40 con i quattro attaccanti superstiti che viaggiano con 4’20” sul plotone.

Questo margine rappresenta il picco massimo di giornata; alle spalle, in gruppo, Cannondale-Drapac, Quick Step Floors e Team Lotto NL-Jumbo posizionano un uomo ciascuna nella parte frontale, con l’ovvio compito di tenere a bada i quattro fuggitivi, che terminano la seconda ora di corsa con una media di 42.8 km/h (la prima è stata chiusa con 43.1).

Problemi di stomaco per Fraile: il basco abbandona
La corsa prosegue sotto un sole cocente lungo la pianura andalusa, che non permette il benché minimo refrigerio dell’ombra, data la totale assenza di piante. Il vento, per altro, ci sarebbe a tratti, pur non spirando con intensità. Giornata quindi non semplice da questo punto di vista. Ed è ancor peggiore per Omar Fraile: il basco del Team Dimension Data, due volte vincitore della maglia a pois, soffre sin dal mattino a causa dei problemi di stomaco che hanno decimato in precedenza la compagine sudafricana.

Lo spagnolo, ottimo secondo ieri, si è svegliato con questo tipo di inconvenienti; dopo essersi staccato e poi aver saputo rientrare, Fraile è stato costretto al ritiro a circa 65 km dal traguardo. Una mattanza per il Team Dimension Data, che affronta così la seconda parte di Vuelta con soli tre elementi in gruppo. Igor Antón, Jacques Janse van Rensburg e Lachlan Morton proveranno quindi a resistere fino a Madrid in condizioni non certo ottimali.

Caduta per Bol e Lindeman, che si rialzano. Gran lavoro per tre in gruppo
Il vantaggio dei quattro uomini al comando rimane cristallizzato a lungo: ai meno 70 km passano con 1’55”, ai meno 60 km con 1’50”, ai meno 50 km 1’40” e ai meno 40 km 1’35”. Da segnalare una caduta che si registra in coda al gruppo: a circa 52 km dal termine vanno giù due atleti della Aqua Blue Sport, che si rialzano prontamente, e gli olandesi Jetse Bol (Manzana Postobón) e Bertjan Lindeman (Team Lotto NL-Jumbo). Proprio il primo dei due appare il più segnato dalla scivolata: per lui una forte grattata con il polpaccio destro, che lo costringe all’aiuto da parte dell’automedica.

Continua intanto in gruppo il lavoro di William Clarke (Cannondale-Drapac), Floris De Tier (Team Lotto NL-Jumbo) e Tim Declercq (Quick Step Floors), impegnati rispettivamente per Van Asbroeck, Lobato e Trentin. A fine giornata, per loro, oltre 150 km a menare il plotone che, grazie a loro, inizia gli ultimi 30 km con 1’35” di distacco da Courteille, De Gendt, De Marchi e Gougeard.

De Gendt e De Marchi staccano i francesi, il gruppo reagisce. De Marchi superstar
A circa 24 km dalla conclusione, appena usciti dal centro di Alcalá de Guadaíra, De Marchi e De Gendt si sbarazzano dei due transalpini, provando a continuare la loro azione sopra ai 50 km/h. Il gruppo, conscio della pericolosità dei due passistoni di primissimo rango, reagisce; è soprattutto la Quick Step Floors ad incaricarsi del lavoro, con Enric Mas e Bob Jungels a dar manforte a Declercq.

Ai meno 20 km il vantaggio dei due rimasti in avanscoperta scende a 1’20”, per poi ridursi sotto il minuto ai meno 17.5 km. Gli ultimi 15 km si aprono con una nuova trenata di De Marchi provoca la perdita di contatto di De Gendt; l’ennesimo segnale di come, se in giornata giusta, il “rosso di Buja” sia inarrestabile anche per altri dotatissimi come il belga. Quasi in contemporanea, il BMC Racing Team deve far fronte alla foratura della ruota anteriore per Nicolas Roche; l’irlandese sostituisce in fretta il mezzo e, con l’aiuto di due compagni, rientra in gruppo.

Ripreso De Marchi, ci prova Kragh Andersen. Gran lavoro Quick Step
Allo sprint intermedio di Siviglia (km 184) De Marchi transita con soli 30″ su un gruppo che già si prepara per la volata e nella quale si fanno vedere anche altre formazioni come Aqua Blue Sport, Bora Hansgrohe e Team Sunweb. Nonostante lo sforzo, l’azzurro continua a vedersi ridurre il vantaggio: il trentunenne entra negli ultimi 10 km con 10″ di vantaggio, che vengono annullati del tutto ai meno 7.2 km. Ennesima prova di livello per l’azzurro, che ha ancora una volta avanzato con le giuste credenziali la candidatura per il Mondiale.

Ci si indirizza quindi verso la volata conclusiva, con Cannondale e Quick Step Floors decisamente intenzionate a far la voce grossa. Fra svincoli, semicurve e rotatorie iniziano gli ultimi 3400 metri con un leggerissimo strappettino, nel quale nessuno decide di provare il colpaccio. Terpstra, Jungels e Lampaert fanno un ritmo decisamente indiavolato e allungano il gruppo. L’unico a tentare ai meno 2.5 km, una volta conclusosi lo zampellotto, è Søren Kragh Andersen (Team Sunweb), venendo bloccato da Bob Jungels

Lutsenko ci prova, ma sarà volata. Tutto facile per Trentin
Il campione lussemburghese porta il gruppo in fila indiana all’ultimo km. Ai meno 900 metri prova la sparata Alexey Lutsenko (Astana Pro Team), ma il kazako dura lo spazio di 130 metri. Si mette dunque in testa Julian Alaphilippe, e la sua sparata spezza il gruppo attorno alla quindicesima piazza. La volata è quindi riservata a pochi eletti, fra i quali si trovano i primi della generale, rimasti molto attenti in un finale assai concitato.

Il rettifilo finale lo imbocca in testa Schwarzmann, ma per il tedesco non c’è nulla da fare. Alle sue spalle parte, infatti, Matteo Trentin; l’azione del valsuganotto segue la falsariga delle giornate precedenti in cui si era mostrato superiore alla concorrenza. Per la maglia verde una ottima progressione che gli garantisce il terzo successo in questa indimenticabile Vuelta a España.

Secondo Moscon, sesto Nibali. Graduatoria quasi invariata, domani si sale
Al secondo posto, pur se distanziato, un altro italiano e trentino. È Gianni Moscon (Team Sky), che una volta tanto può giocarsi le proprie chance. Terzo Søren Kragh Andersen, quindi a seguire terminano Michael Schwarzmann, Tom Van Asbroeck e molti uomini di classifica, tutti rimasti attentissimi. Nell’ordine, Vincenzo Nibali, Christopher Froome, Wilco Kelderman, Alberto Contador, Nicolas Roche, Steven Kruijswijk, Fabio Aru, Michael Woods e Esteban Chaves. 7″ di ritardo invece per David De la Cruz, Ilnur Zakarin e Miguel Ángel López.

In classifica quasi tutto invariato. Christopher Froome (Team Sky) si approccia al finesettimana con 59″ su Vincenzo Nibali (Bahrain Merida), 2’13” su Esteban Chaves (Orica Scott), 2’17” su Wilco Kelderman (Team Sunweb), 2’23” su David De la Cruz (Quick Step Floors), 2’37” su Fabio Aru (Astana Pro Team), 2’41” su Michael Woods (Cannondale-Drapac) e 3’13” su Alberto Contador (Trek-Segafredo).

Domani un appuntamento decisamente importante. La Écija-Sierra de La Pandera di 175 km con, di fatto, solo una salita impegnativa, quella finale. 12 km di ascesa fin sul traguardo per una scalata non certo regolare. Il tratto centrale è costantemente fra l’8% e il 13%, senza alcuna possibilità di respirare.

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