Matteo Trentin e Gianni Moscon, primo e secondo a Tomares © Bettiniphoto
Matteo Trentin e Gianni Moscon, primo e secondo a Tomares © Bettiniphoto

Trentin-Moscon, chiamatela Vuelta a Trentino

Vuelta a España, il pagellino della 13a tappa: De Marchi sempre in fuga; De La Cruz, Zakarin e López perdono 7″

Matteo Trentin – 10
Di giochi di parole se ne potrebbero fare molti. Ha vinto 3ntin. La carica dei Trentin. Matteo Trentin fa tre. Trentin supera le tredici vittorie in carriera. E potremmo stare qui a giocare tutta sera ma colui che in questa Vuelta sembra stia giocando in bicicletta è proprio il corridore di Borgo Valsugana. Con il suo viso da giocherellone, a tutti verrebbe voglia di giocare con lui anche se con questa gamba batterebbe chiunque. Invincibile.

Gianni Moscon – 9
Non ha paura di nulla. Prima protegge Froome dalle insidie del finale e poi decide di buttarsi nella volata finale con un coraggio da leoni. Incomincia lo sprint piuttosto indietro ma sulla linea d’arrivo è piuttosto davanti; o meglio, è alle spalle del solo Matteo Trentin. Tutto il Trentino ride. Davide Cassani anche.

Alessandro De Marchi – 7.5
Cosa dire del Rosso di Buja? Va veloce come un treno. Come al solito fa sudare il gruppo per andare a riprenderlo; anche se impressiona tutti, ingiustamente, non vince il premio di miglior combattivo. Presto però vincerà qualcosa di più grande e sarà questo quello che conterà. Stare nella pancia non fa per lui. Mai domo.

Christopher Froome – 6.5
Torna lucido come siamo abituati a vederlo. Rimane nelle prime posizioni nel finale ricco di curve ed alla fine arriva settimo senza rischiare l’osso del collo in volata. Altra tappa in maglia rossa archiviata.

Davide Villella 6.5
Non vuole lasciare nulla al caso. Dopo alcune tappe senza andare in fuga quest’oggi decide di provarci con un solo obiettivo: transitare per primo sull’Alto de Ardales dopo soli 27 km. E ci riesce. Poi, giustamente, si fa riprendere dal gruppo perché era inutile continuare a resistere in fuga in una tappa senza altri gran premi della montagna. La sua maglia a pois è sempre più salda sulla spalle. In silenzio raccoglie punti.

Thomas De Gendt – 6
Come in tutto il Tour de France anche alla Vuelta a España va in fuga alla caccia di un successo ma quest’ultimo non arriva mai. Più del numero verde di miglior combattivo si meriterebbe altro. Sempre a tutta. Sempre ripreso dal gruppo.

Ilnur Zakarin, Miguel Ángel López, David De La Cruz – 5
Perdere 7″ da tutti gli altri uomini di classifica perché si è rimasti nelle retrovie nel finale è veramente da polli. Con tutte le salite ancora da affrontare lasciare sulla strada questi secondi sono poca roba; tuttavia è sintomo di mancanza di lucidità.

Juan José Lobato – 5
Certo non è nelle migliori condizioni fisiche visto che durante la tappa ha chiesto assistenza dal medico di corsa, però perché la sua squadra si è impegnata insieme alla Quick-Step Floors ed alla Cannondale-Drapac per ricucire sui fuggitivi? Mistero.

Sacha Modolo – 4.5
Probabilmente soffre ancora i postumi della caduta di cinque giorni fa a causa di un cane il quale gli ha tagliato la strada. Probabilmente sta pagando il caldo di queste due settimane. Probabilmente soffre l’alta andatura a questa Vuelta a España. Probabilmente è venuto in Spagna non al cento per cento anche se al Tour of Pologne aveva vinto una tappa. E questa volta, non probabilmente, ma con certezza: la maglia azzurra per Bergen è un miraggio.

Dimension Data – s.v.
Decimati dalle cadute e dai problemi fisici, i corridori della squadra africana sono rimasti solamente in tre in corsa visto che dopo 140 km è tornato a casa anche Omar Fraile. I superstiti sono Igor Antón, Jacques Janse Van Rensburg e Lachlan Morton e toccherà proprio loro dare un senso a questa Vuelta. A vedere come sta andando il terzo grande giro del 2017 per loro arrivare a Madrid sarà già un successo. Sfortunati.

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