Fabio Aru al traguardo di Santo Toribio de Liébana © Bettiniphoto
Fabio Aru al traguardo di Santo Toribio de Liébana © Bettiniphoto

Aru & Froome, grande reazione

Vuelta a España, il pagellino della 18esima tappa: Fabio e Chris molto bene dopo le difficoltà di ieri, Nibali in giornata no

Sander Armée – 10
Arriva in solitaria a Santo Toribio de Liébana dopo essersi scrollato tutti dalle ruote. Però prima di tagliare il traguardo c’è un particolare: ha la maglietta aperta. Tenta di chiudersela a dieci metri dalla linea d’arrivo ma pensa “chi me lo fa fare? Teniamola aperta e godiamoci questo momento”. Noi godiamo tutti con lui per il suo primo successo tra i professionisti, gli sponsor forse meno. Comunque da applausi.

Alexey Lutsenko – 9
Le candeline della torta del compleanno gliele ha soffiate Sander Armée. Va in fuga con la missione di bissare il successo di Alcossebre nel giorno in cui compie venticinque anni; non ci riesce per pochissimo visto che è stato l’ultimo ad arrendersi al belga della Lotto Soudal. In ogni modo essere protagonista sia nella prima che nell’ultima settimana di un grande giro significa avere veramente un grande talento. Ne sentiremo parlare ancora. E molto presto. Intanto buon compleanno Alexey.

Giovanni Visconti – 8.5
Sta correndo una Vuelta a España seguendo lo stesso copione del Giro d’Italia. Protegge ed aiuta in maniera eccellente Vincenzo Nibali e quando ha libertà si butta in fuga alla caccia di un successo di tappa. Ottiene una terza piazza sintomo di buona condizione. Difficilmente farà parte della spedizione azzurra di Bergen. Combattivo.

Fabio Aru – 8
Ecco il Cavaliere dei Quattro Mori che tutti conosciamo: un corridore che non si abbatte di fronte alla avversità e sputa sangue per non andare alla deriva. Parte a più di 40 chilometri dall’arrivo per recuperare il più possibile in classifica ed all’imbocco dell’ultima salita di giornata ha ben 1’20” sul gruppo maglia rossa. Purtroppo per lui però la forsennata andatura dei big dissolve quasi tutto il suo vantaggio; tant’è che riesce solamente a guadagnare 12″ sui primi della classe salendo di una posizione in classifica. Quello che però oggi ha impressionato non è stata la piazza recuperata e nemmeno i secondi che ha agguantato; bensì la voglia di mai darsi per vinto mostrando a tutto il mondo il suo carattere da vero sardo.

Matteo Trentin – 7.5
Gli italiani vogliono a tutti i costi vincere le maglie della Vuelta a España: Nibali punta alla rossa, Villella a quella a pois e poi c’è il trentino che vuole vestire quella verde. Va in fuga per conquistare più punti possibili portandone casa 13, tra traguardo volante ed arrivo, che gli consentono sia di scavalcare nella classifica a punti Vincenzo Nibali, sia di portarsi a sole 16 lunghezze da Christopher Froome. Mancano tre tappe e due di queste sono favorevoli al corridore della Quick-Step Floors. Il che fa ben piacere all’Italia che vuole bissare la vittoria nella speciale classifica a punti di Fabio Felline della scorsa stagione. La missione non è impossibile. E Matteo ci crede eccome.

Christopher Froome – 7.5
Reagire dopo una batosta non è mai semplice. E lui ce la fa. Come al solito il Team Sky controlla in maniera perfetta la corsa e negli ultimi 700 metri scatta proprio la maglia rossa che vuole dimostrare la sua forza. La Vuelta è sempre più sua è servirà una vera impresa per strappargliela. Il frullatore è tornato a frullare.

Alessandro De Marchi – 7
Almeno questa volta la fuga va in porto ed ottiene un discreto sesto posto anche se il Rosso di Buja voleva però ben altro. Sempre pimpante tra i fuggitivi; senza energie nel finale in ascesa. Domani ci riproverà ancora. E non sarà una novità.

Vincenzo Nibali – 5
Perde esattamente la metà dei secondi recuperati ieri a Christopher Froome. Certo il finale non gli si addiceva parecchio e la Vuelta non è per niente finita anche se ora a tre giornate dal termine recuperare 1’37” diventa complicato. Solo compiendo un’impresa più ribaltare la corsa e lo squalo ci ha già abilitiamo a tali gesta. Oggi lascia 21″ ma nelle prossime due tappe potrà lasciare tutti sul posto.

Miguel Ángel López – 5
Tanta grinta ma nel finale rimane senza gambe. Perde 37″ ed il podio si fa più lontano anche se la sua Vuelta rimane pur sempre molto positiva. Superman è tornato con i piedi per terra.

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La vignetta di Pellegrini

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