Sonny Colbrelli vince la Coppa Bernocchi © Bettiniphoto
Sonny Colbrelli vince la Coppa Bernocchi © Bettiniphoto

Colbrelli familiarizza col clima Mondiale

Coppa Bernocchi, sotto la pioggia gran vittoria del bresciano della Bahrain Merida. Battuti Boivin e Modolo

In base alle statistiche, gli abitanti di Bergen sono costretti, nel mese di settembre di ogni anno, a trascorrere la bellezza di 23 giorni sotto la pioggia. Fosse per lui, Sonny Colbrelli quasi quasi si trasferirebbe lì. Sotto l’acqua, il bresciano della Bahrain Merida si trasforma e, una volta ancora, ha dimostrato di avere una marcia in più. Che sia benaugurante per la spedizione iridata che lo vedrà tra i capofila della spedizione azzurra? Intanto, per stare tranquilli, si è portato a casa l’unica prova del Trittico Lombardo che ancora mancava al suo palmares.

Tre in fuga, c’è anche Ganna. Dimension Data attivissima
Sotto un cielo carico di nuvole minacciose, la novantanovesima edizione della Coppa Bernocchi scatta alle 11.45 dal centro di Legnano. Due i non partenti, ossia Enrico Salvador (Tirol Cycling Team) e Fabio Tommassini (D’Amico Utensilnord). Dopo una breve passerella, subito tentativi di far partire la fuga: l’azione che caratterizza la giornata si forma al 13 km. A formarla Mehdi El Chokri (Dimension Data for Qhubeka), Patrick Gamper (Tirol Cycling), Filippo Ganna (UAE Team Emirates) e Alexander Vdovin (Lokosphinx).

Proprio il russo si rialza, mentre il marocchino, l’austriaco e l’italiano proseguono l’azione. Al km 20 il margine sul plotone sfiora il minuto; poco comprensibilmente la compagine sudafricana manda altri due elementi al contrattacco. Prima è l’eritreo Metkel Eyob, poi è il ruandese Joseph Areruya; se il primo ci prova per qualche km prima di rallentare e farsi riassorbire dal gruppo, il secondo resta inframezzato fino al km 85.

Sette passaggi sul Morazzone; nel penultimo Colbrelli prova ad allungare
Il terzetto continua a guadagnare, percorrendo nella prima ora 45.9 km e transitando al km 50 con quasi 8′ di vantaggio, che rappresenta il picco massimo. La corsa entra nel frattempo nel primo dei sette giri sul circuito della Valle Olona, caratterizzato dalla salita del Morazzone. Sul cosiddetto “Piccolo Stelvio”, lungo 1800 metri con pendenza media del 7%, è importante prendere il primo tornante nelle posizioni d’avanguardia, causa carreggiata particolarmente ristretta.

Il vantaggio dei battistrada scende gradualmente, mantenendosi a metà dei 194.5 km previsti sui 4’30”. Sulla terzultima ascesa provano ad allungare Nicola Bagioli (Nippo-Vini Fantini) e Sergiy Lagutin (Gazprom-RusVelo), ma non vanno da nessuna parte. Così come accade nella tornata seguente, quando a muoversi è uno dei favoriti per il successo. Ci prova infatti Sonny Colbrelli; il bresciano della Bardiani CSF cerca di portare via un drappello ma, una volta compreso che nessuno condivide l’idea, si rialza e si fa riprendere.

La nazionale fa tutto il lavoro, El Chokri non ce la fa più
A tirare il plotone è la nazionale azzurra, in particolar modo con Giovanni Carboni, prossimo al passaggio al professionismo con la Bardiani CSF, e con Davide Formolo. L’andatura dei due fa in modo che il gruppo, decisamente allungato, passi ai meno 55 km con solo 1’45” di gap dal trio. L’andatura si fa in seguito leggermente più blanda, facendo risalire sopra i 2′ la dote di El Chokri, Gamper e Ganna.

Sull’ultimo passaggio sul Morazzone il terzetto diventa coppia: El Chokri molla definitivamente, dopo una giornata comunque positiva per il ventenne magrebino, tra i corridori più promettenti del ciclismo africano. Nel gruppo tentano di andarsene Maxime Bouet (Fortuneo-Oscaro) e lo stagista Alexandr Riabushenko (UAE Team Emirates) ma ancora una volta la squadra diretta da Amadori e Cassani non fa scappare nulla, stavolta con Daniele Bennati e Andrea Pasqualon intenti a lavorare.

Si muove un gruppetto, dentro Albasini, Finetto e Gavazzi
La diretta conseguenza è la rapida caduta del vantaggio dei due fuggitivi superstiti, che ai meno 40 km escono dal tracciato della Valle Olona con 1’10” dalla loro. Margine sostanzialmente invariato ai meno 30 km. Rimane una rampetta, quella che porta verso il Monastero di Torba. Sono solo 800 metri, ma la situazione sino ad allora placida cambia radicalmente.

Attaccano Rémi Di Gregorio (Delko Marseille Provence KTM) e Lorenzo Rota (Bardiani CSF), con quest’ultimo che allunga assieme a Mauro Finetto (Delko Marseille Provence KTM), Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli), Cesare Benedetti (Bora Hansgrohe), il già citato Bennati e un non meglio atleta della Rally Cycling. Nel falsopiano seguente rientrano altri elementi, fra cui il vecchio volpone Michael Albasini (Svizzera).

Gran lavoro di Toniatti. Ci provano Rota e Masnada
Il gruppo è in lunga fila indiana e nessuno lavora; a darsi da fare è solo la Bahrain Merida con un elemento, vale a dire Andrea Toniatti. Il trentino, in gara come stagista, riesce a portare dentro tutti quanti con uno sforzo non indifferente. Un suo corregionale, vale a dire Benedetti, attacca di nuovo e rimane davanti fino al seguente zampellotto quando, ancora una volta, scatta Finetto. Alla ruota del veronese rimangono un ottimo Niccolò Bonifazio (Bahrain Merida), Egan Bernal (Androni Giocattoli), Andrea Pasqualon, Francesco Gavazzi, Lorenzo Rota e il resto del plotone.

Allo scollinamento Rota prende qualche metro, e se ne va via. Lo spagnolo Jonathan Lastra (Caja Rural-Seguros RGA) prova a riaccodarsi, invano. Il bergamasco, che sta crescendo di rendimento nelle ultime uscite, viene ripreso poco dopo i 20 km dal traguardo. Sull’ultimo strappetto a Gorla Maggiore parte in contropiede Fausto Masnada (Androni Giocattoli): il neopro’ prende qualche metro, mentre alle sue spalle si seleziona un drappello.

Si forma un drappello interessante, ma Bennati governa bene il momento
Fra di loro vi sono i già citati Benedetti, Bennati, Bernal, Bouet, Colbrelli, Riabushenko e Simone Consonni (UAE Team Emirates), Benjamin Dyball (Delko Marseille Provence KTM), Marco Canola (Nippo-Vini Fantini), Gino Mäder (Svizzera), Simone Ponzi (CCC Sprandi Polkowice), Ivan Santaromita (Nippo-Vini Fantini) e non meglio specificati atleti di Lokosphinx e Wilier Triestina-Selle Italia. Il gruppo alle loro spalle è sfilacciato, e pare che tale tentativo possa aver buon esito.

Ma la sapienza tattica di Bennati si manifesta una volta ancora: l’aretino, saggiamente, rompe i cambi nel drappello, che non guadagna nulla sui due di testa, che ai meno 15 km hanno ancora 18″. Il duo si spezza ai meno 13 km, con Gamper che prosegue mentre Ganna rallenta per andare a lavorare nel drappello alle spalle. Ma il verbanese non può fare molto, perché il gruppo è andato a riprendere il drappello inframezzato ai meno 12 km.

Mentre inizia a piovere, Gamper prova l’impresa. Dietro si cade
Il corazziere Gamper passa ai meno 10 km con una decina di secondi sul plotone ancora disorganizzato. Provano a mettere una pezza alla situazione Fortuneo-Oscaro e ancora una volta la selezione azzurra, con Pasqualon e il giovane Matteo Moschetti. Tuttavia l’austriaco continua a far felice Roberto Damiani, suo direttore sportivo nonché presidente dell’U.S. Legnanese che organizza la prova, passando con un vantaggio sempre nell’ordine dei 10/12″.

I corridori trovano, all’ingresso a Legnano, l’asfalto abbondantemente bagnato, a cui si accompagna la pioggia proveniente dal cielo. Tale situazione atmosferica sorride al fuggitivo, che continua la sua cavalcata a tutta andatura. Più difficoltà per il gruppo, nel quale Moschetti cade in una curva a sinistra mentre impegnato a lavorare, provocando così un nuovo rallentamento.

L’austriaco ripreso all’ultimo. Volata imperiale di Colbrelli, al terzo centro stagionale
Il tirolese entra negli ultimi 2 km con 9″ e la speranza di cogliere un clamoroso successo. Ancora all’ultimo km mantiene qualche speranza, mentre dietro si cade, stavolta nella parte terminale con Eduardo Sepúlveda (Fortuneo-Oscaro). L’avventura di Gamper termina a soli 500 metri dal traguardo; ma, come ampiamente visto nei km precedenti, non c’è nessuno capace di creare un trenino a regola d’arte.

E così chi lavora meglio, ossia la Bahrain Merida, va ad esultare. Niccolò Bonifazio si cimenta in un bel lavoro di apripista, dando il là a Sonny Colbrelli. Il bresciano parte lungo, ma non c’è problema; nessuno riesce a pareggiare il suo sprint e così il ventisettenne può andare ad esultare per la terza volta in stagione, dopo le vittorie conquistate alla Paris-Nice e alla Brabantse Pijl.

Sul podio Boivin e Modolo, a seguire Albasini e Viviani. Ottimo settimo Archbold
Secondo posto per l’ottimo canadese Guillaume Boivin (Israel Cycling Academy), mentre terzo è Sacha Modolo (UAE Team Emirates). Quarto posto per il solito Michael Albasini (Svizzera), che consolida la vetta del Trittico Lombardo; la sua Orica-Scott è presente nella startlist della prova che si disputerà martedì 3 ottobre, per cui le possibilità di vincere il diamante sono decisamente elevate.

Quinto posto per un Elia Viviani (Italia) partito molto indietro nella sua volata, e incapace di rimontare più di così. Sesto Simone Consonni (UAE Team Emirates) mentre merita un applauso il settimo, ossia Shane Archbold. Il neozelandese della Bora Hansgrohe è al secondo giorno di gara del 2017 (il primo, ieri) a causa di un infortunio che lo ha costretto ad un lunghissimo stop. Ancora senza contratto per il 2018, “the flying mullet” dimostra di saperci fare. Chiudono la top 10 l’estone Mihkel Räim (Israel Cycling Academy), lo spagnolo Eduard Prades (Caja Rural-Seguros RGA) e Davide Ballerini (Androni Giocattoli).

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