Mathieu van der Poel vince l'Iowa Cross © Hamvas - UCI
Mathieu van der Poel vince l'Iowa Cross © Hamvas - UCI

Van der Poel allucinante, la gara dura mezzo giro

Coppa del Mondo di ciclocross, a Iowa City è show per Mathieu. Van Aert in giornata nera. Katerina Nash vince tra le donne, Lechner decima, Compton ko

Gara 1: a un certo punto della prova Katerina Nash parte, e la rivedono all’arrivo. Gara 2: a un certo punto della prova Mathieu Van der Poel parte, e lo rivedono all’arrivo. Terzo di sei giri per la veterana ceca; metà del primo di 10 giri (aveva fretta!) per il gioello olandese.

Tutta qui la prima tappa di Coppa del Mondo di Ciclocross 2017-2018, disputatasi oggi negli Stati Uniti, a Iowa City? In un certo senso, sì. Nel senso che vuole sottolineare come entrambe le gare siano state dominate da un’azione solitaria. Nel senso che vuole approfondire quello che è successo, qualche parola in più potrà essere spesa. Nel senso del clima, caldo (anche se non afoso come nei giorni scorsi e in quelli a venire) e terreno asciutto. Per il fango si può aspettare…

 

Van der Poel ammazza la gara dopo mezzo giro
Partiamo dalla fonte di luce più abbacinante, partiamo da Mathieu Van der Poel. Reduce, col Rollingstone di Herentals, da una più che soddisfacente campagna stradistica estiva, si è tuffato senza soluzione di continuità nella stagione del cross. Come la cosa più naturale del mondo. E, secondo abitudine, ha dato spettacolo. L’altro, il Rollingstone, al secolo Wout Van Aert, ha invece vissuto una giornata che più loffia non avrebbe potuto essere.

Dopo aver subito preso la testa della corsa, e messo tutti in fila indiana, MVDP ha forzato sulla dura rampa che caratterizzava, a un terzo del circuito, il percorso; in cima l’olandese aveva qualche metro, e da lì in avanti non s’è fermato più. Alle sue spalle Wout Van Aert non è stato mai il più brillante tra quelli del gruppetto, lasciandosi preferire prima Quinten Hermans, poi Laurens Sweeck, poi Quinten Hermans e Laurens Sweeck insieme (in coppia dal quarto giro al traguardo).

Come non bastasse l’impressione di scarsa vena esibita nell’Iowa, Van Aert ha pure forato nel quinto dei dieci giri, nel punto probabilmente più lontano dai box… (no, questa è un’iperbole). Fatto sta che WVA ha perso quasi due minuti, ed è scomparso dai radar.

Quindi abbiamo assistito al monologo imperturbato di Van der Poel, all’inseguimento rassegnato di Hermans (classe ’95, grande esordio tra gli Élite per lui) e Sweeck, e al solito finale in crescendo di Kevin Pauwels, che dal terzo gruppetto si è portato sul secondo, poi da lì – nel settimo giro – ha allungato con Lars Van der Haar (che in precedenza aveva già provato ad attaccare, salvo cadere e rimbalzare indietro), infine ha staccato l’olandese per andare a conquistare la quarta piazza.

La seconda, a 43″ da Van der Poel (transitato al traguardo facendo il saluto militare…), se l’è assicurata Sweeck anticipando bene nella volata a due con Hermans per prendere in testa il rettilineo finale; il giovanotto della Telenet-Fidea è stato cronometrato a 44″, terzo; poi, come detto, Pauwels quarto, a 54″. Van der Haar quinto a 58″. Nell’ordine d’arrivo troviamo poi a 1’28” Michael Vanthourenhout, a 1’43” Toon Aerts, a 1’46” Gianni Vermeersch e Michael Boros, e a 1’59” Jens Adams a chiudere la top ten. Van Aert è arrivato solo 14esimo a 2’32” da Van der Poel. Al via non c’erano italiani. Purtroppo.

 

Anche Katerina Nash si regala un bel monologo
Nella prova femminile c’è stata più battaglia, anzi diciamo che per metà la gara è stata molto viva. Tra le protagoniste di questa fase, anche Eva Lechner, che dopo metà giro di studio si è lanciata subito all’attacco in discesa, ma senza fare il vuoto; restando però nella prima posizione del gruppetto delle migliori, l’altoatesina è riuscita a impostare al meglio la citata rampa, al secondo passaggio, facendola in bici mentre le colleghe dovevano scendere dal mezzo. Ciò ha dato un bel vantaggio a Eva, che è rimasta al comando per mezza tornata, finché la padrona di casa Katie Compton non ha deciso di fare un forcing dei suoi, azione che l’ha riportata sull’azzurra e le ha pure permesso di staccarla a fine secondo giro.

L’americana però è caduta malamente sulla discesa (molto insidiosa) successiva alla famosa rampa. Le botte sono state pesanti per Katie (sospetta frattura allo sterno, si è detto addirittura; sospetta slogatura della spalla, pure), ma lei ha voluto comunque portare a termine la gara, ovviamente chiusa molto nelle retrovie.

Con la Compton fuori causa, Katerina Nash ha deciso di attaccare, e l’ha fatto a metà del terzo giro, riuscendo poi a prendere il largo sulla prima delle due scalinate del percorso. L’olandese Sophie De Boer è stata la più convinta nell’inseguimento, ma la ceca ha iniziato a veleggiare presto molto più rapidamente di tutte le altre, sicché il suo margine è aumentato sensibilmente per due tornate intere. Intanto Eva Lechner aveva perso contatto dal gruppetto e stazionava intorno alla decima posizione.

Nel quinto e penultimo giro Kaitlin Keough ha voluto fare le veci della blasonata Compton, ed è uscita sola in caccia della Nash. Non è riuscita a raggiungere l’europea, ma quantomeno le rimane un secondo posto centrato in rimonta (12″ il distacco finale, mentre in precedenza Katerina aveva avuto fino a 21″ sul gruppetto), al termine di una gara gagliarda.

Al terzo posto dietro Nash e Kaough si è piazzata, a 30″, l’iridata Sanne Cant, autrice di una gara a tratti troppo anonima; già dal podio De Boer (a 31″), poi Maude Kapthejins a 34″, Caroline Mani a 36″, Annika Langvad a 37″, Ellen Noble a 57″, Nikki Brammeier a 1’07” e, decima, Eva Lechner a 1’20”. Non proprio la gara più memorabile della carriera dell’alfiera azzurra.

 

Classifiche e prossimo appuntamento
Le classifiche (sia della prova maschile che di quella femminile) ricalcano esattamente gli ordini d’arrivo, con nell’ordine 80 punti a chi è arrivato primo, 70 a chi è arrivato secondo, e poi a scalare 65, 60, 55, 50, 48, 46, 44 eccetera. Lechner ha 42 punti contro gli 80 di Nash. Tra i maschietti l’attuale quota di Van Aert è 37, ben 43 di distacco da Van der Poel: come potrà mai riprenderglieli?

Lo scopriremo nelle prossime tappe, a partire da domenica prossima, a Waterloo nel Wisconsin. Si correrà nel regno della Trek (che lì ha il suo quartier generale), organizzatrice dell’evento. Per la prima volta – annunciano orgogliosi i responsabili dell’azienda – il montepremi sarà uguale per uomini e donne. Anche questa è una buona notizia, speriamo che sia anche contagiosa. Appuntamento al 24 settembre per la seconda tappa di Coppa del Mondo, quindi. Qualcuno, finito il Mondiale su strada, magari troverà anche il piacere di buttare un occhio al cross, in serata.

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