Elena Pirrone e Alessia Vigilia festeggiano le loro medaglie sul podio © Bettiniphoto
Elena Pirrone e Alessia Vigilia festeggiano le loro medaglie sul podio © Bettiniphoto

Pirrone-Vigilia, un inizio da sogno

Nella cronometro donne juniores dei Mondiali di Bergen l’Italia domina con Elena Pirrone d’oro e Alessia Vigilia d’argento

È un autentico trionfo azzurro la prima gara per nazionali dei Campionati del Mondo di Bergen: le ragazze della categoria juniores ancora una volta non tradiscono le attese, ma stavolta riescono addirittura a replicare il risultato del Campionato Europeo conquistando sia la medaglia d’oro che la medaglia d’argento. A vincere è stata la 18enne bolzanina Elena Pirrone, già titolata all’Europeo di Herning, che ha preceduto di 6″38 la concittadina e coetanea Alessia Vigilia: un successo straordinario per l’Italia che a cronometro tra le juniores realizzò una doppietta iridata anche nel 2002 a Zolder con Anna Zugno davanti a Tatiana Guderzo, ma un grande successo anche per il GS Mendelspeck la squadra di club in cui hanno militato Elena ed Alessia in questi anni.

Vigilia la prima a prendere il via
Che oggi sarebbero potute arrivare ottime notizie da Bergen per l’Italia si era capito quasi subito: grazie alla presenza di Elena Pirrone, iscritta di diritto in quanto campionessa europea, erano ben tre le azzurre in gara a questo Campionato del Mondo e così una di loro è stata la prima a prendere il via tra le 47 atlete iscritte. L’onore e l’onere di inaugurare le partenze è toccato ad Alessia Vigilia: in assenza di altri riferimenti, gli intermedi ed il tempo finale di 23’26” avevano poco significato all’inizio, ma la media di 41.2 km/h lasciava ben sperare perché realizzata su un tracciato di 16.1 chilometri che soprattutto all’inizio era tutt’altro che scorrevole tra tante curve ed un tratto di salita abbastanza sensibile.

Con il susseguirsi delle partenze ogni minuto e mezzo la prestazione di Alessia Vigilia ha assunto uno spessore sempre maggiore: tra prime atlete in gara nessuna è anche solo riuscita ad avvicinarsi ai parziali della bolzanina che si è messa dietro atlete di nazioni importanti come Stati Uniti, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Russia e Germania. Con soli due posti a disposizione, Vigilia non era stata convocata per l’Europeo di Herning, ma non bisogna comunque dimenticarsi che si tratta di un’atleta che l’anno scorso al primo anno nella categoria juniores era riuscita a laurearsi campionessa italiana e aveva vinto la medaglia d’argento nella rassegna continentale di Plumelec.

Pioggia e radio ko: giornata no per Paternoster
La diciottesima atleta a prendere il via oggi è stata la trentina Letizia Paternoster, campionessa italiana juniores di specialità, vicecampionessa europea e plurimedagliata nella categoria tra strada e pista. Proprio mentre l’atleta della Vecchia Fontana si trovava sulla rampa di partenza, su Bergen ha incominciato a cadere qualche goccia di pioggia che ha reso inavitabilmente più tecnico il tracciato norvegese: nonostante questa insidia in più, Letizia Paternoster ha fatto registrare il miglior tempo in cima alla salitella dopo 3.2 chilometri battendo proprio Alessia Vigilia che nel percorrere quel breve tratto aveva impiegato 33 centesimi di secondo in più.

Oltre alla pioggia, che è stata causa di una brutta caduta della britannica Dolan, la prestazione della Paternoster è stata condizionata in negativo da un problema tecnico che nel tratto centrale della cronometro l’ha privata del collegamento con l’ammiraglia da cui non ha più potuto avere consigli e riferimenti: all’intermedio degli 11.5 chilometri la trentina è sprofondata a 58″ dalla Vigilia e poi ha continuato a perdere terreno fino al traguardo lasciando quasi un minuto e mezzo. Su di lei c’erano ben altre aspettative, ma il problema di comunicazione le ha sicuramente tolto un po’ di sicurezza ed in ogni caso ci può stare una giornata negativa dopo una stagione così intensa e ricca di soddisfazioni come la sua.

Nessuna di avvicina a Vigilia
Nella fase centrale della cronometro la pioggia ha sicuramente condizionato la prestazione di diverse atlete, ma difficilmente i ritardi nei confronti di Alessia Vigilia che era in testa in quel momento erano spiegabili solamente con le difficoltà atmosferiche. L’unica a limitare i danni è stata l’australiana Madeleine Fasnacht che comunque è apparsa molto a disagio nel dover disegnare le traiettorie nelle curve più veloci: alla fine il suo ritardo nei confronti della Vigilia è stato di 36″ e l’azzura ha potuto restare ancora sulla poltrona riservata alla prima della classifica provvisoria.

Il copione è rimasto lo stesso anche nel finale: la russa Novolodskaya è partita forte pur restando dietro alle azzurre e poi è andata un po’ in calando nella seconda parte, francesi, belghe e olandesi non sono mai state della partita così come la lussemburghese Anne-Sophie Harsch e la tedesca Lea-Lin Teutenberg, figlia dell’ex professionista Lars e nipote di Ina-Yoko. La penultima atleta a prendere il via era la danese Emma Cecilie Norsgaard Jorgensen, una delle possibili favorite di oggi dopo il terzo posto al Campionato Europeo: fin dal primo intermedio la futura atleta della Cervélo-Bigla ha accusato un distacco pesantissimo che ha avuto una giustificazione dopo la corsa quando si è saputo che un’ora prima del via la giuria ha ravvisato che il telaio della bicicletta non era tra quelli approvati dall’UCI nonostante avesse già superato diverse ispezioni durante la stagione.

Pirrone parte per ultima e va vincere
Ultima in gara oggi era quindi la terza azzurra iscritta, l’altra bolzanina Elena Pirrone, che ha trovato pioggia meno intensa rispetto alle atlete precedenti ma sicuramente una strada più bagnata rispetto alla compagna di squadra e amica Alessia Vigilia che era partita più di un’ora prima. Al primo intermedio Pirrone ha subito fatto segnare il miglior tempo: 84 centesimi di vantaggio su Letizia Paternoster, 1″17 su Alessia Vigilia per un autentico tripudio italiano visto che in quel breve tratto la quarta, la russa Novolodskaya, aveva già più di 10″ di ritardo rispetto alle nostre.

A quel punto per la medaglia d’oro italiana sembrava cosa fatta, restava solo da capire a chi sarebbe andata dal momento che una partenza veloce non dava assolutamente garanzie vista l’esperienza di Paternoster: e invece Elena Pirrone ha addirittura aumentato nel tratto centrale della cronometro portando a 8″ il vantaggio sulla compagna di squadra poi nel finale un leggerissimo calo ma che non le ha impedito di trionfare con 6″38 di vantaggio su Vigilia completando così la fantastica doppietta azzurra in cui le nostre sono state le uniche atlete in gara a superare i 41 km/h di media, con Paternoster che alla fine ha chiuso nona. Sul terzo gradino del podio alla fine è salita l’australiana Madeleine Fasnacht staccata di 42″ che ha anticipato la tedesca Hannah Ludwig di appena 3″.

Ma la campagna norvegese della nostra fantastica nazionale juniores non è finita oggi: sia Pirrone che Paternoster, infatti, venerdì saranno in gara anche nella prova in linea dove c’è da difendere il titolo conquistato l’anno scorso a Doha da Elisa Balsamo.

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