A Bergen c'è anche un tratto in pavé © UCI
A Bergen c'è anche un tratto in pavé © UCI

Ma com’è il circuito di Bergen?

Scopriamo nel dettaglio il percorso su cui si disputeranno i Campionati del Mondo su strada

Il giovedì della settimana iridata, oltre che ad essere spesso l’unica giornata in cui non si disputa nessuna corsa, segna lo spartiacque tra le tre giornate dedicate alle cronometro individuali e le altrettante riservate alle prove in linea. E proprio quest’ultime, essendo quelle che regalano maggiori emozioni, sono le più attese. Tutte e cinque le categorie affronteranno un medesimo circuito nella città di Bergen, la più popolata della Norvegia dopo la capitale Oslo. Il circuito, anche se presenta pochi tratti in salita, è comunque tortuoso lungo i suoi 19.1 chilometri ragion per cui i favoriti saranno quei corridori veloci in volata ma che sappiamo tenere bene sugli strappi.

Le prime a scendere in strada saranno le ragazze junior, le quali nella mattinata di venerdì 22 settembre percorreranno quattro giri del percorso iridato per un totale di 76.4 chilometri; invece il doppio delle tornate, sulla distanza di 152.8 chilometri, verranno affrontate il giorno successivo dalle donne élite. Due giri in più di quest’ultime sarà la lunghezza della prova iridata di venerdì pomeriggio riservata agli under 23; una distanza di 191 chilometri che è piuttosto elevata per i ragazzi di questa categoria.

Se la gara mondiale delle donne, sia junior che élite, e degli uomini under 23 si disputerà solamente lungo i 19.1 chilometri di Bergen, un diverso scenario vedrà protagonisti gli uomini junior ed élite per la prima parte di corsa. Perché affronteranno un tratto di 39.5 chilometri lungo la costa della Norvegia occidentale prima di entrare nel circuito finale che verrà affrontato per 5 volte, per un totale di 135.5 chilometri, dagli junior e per 12 volte dai professionisti, i quali complessivamente correranno per 276.5 chilometri. Ma andiamo ora ad analizzare nel dettaglio il percorso iridato.

Su e giù per i ponti nel primo tratto in linea
Gli uomini junior ed élite partiranno dalla cittadina di Rong e potranno godersi il paesaggio selvaggio della zona più occidentale della nazione. Subito in partenza di affronterà lo spettacolare ponte di Rongesund: nel primo tratto di corsa la strada sarà molto scorrevole, quasi priva di curve che possano creare pericoli nel gruppo. Fino a Kolltveit dopo circa 20 chilometri ci saranno solo lievi dislivelli: attenzione però ai vari ponti che collegato fiordi ed isolette che potrebbero essere esposti al vento, ma sono tutti abbastanza brevi per poter creare scompiglio.

A Kolltveit una rotonda porterà il gruppo ad affrontare un tunnel lungo poco più un chilometro. A seguire ancora qualche dislivello ed i soliti ponti, tra quello quello di Sotra, ennesima costruzione tipica norvegese che con i suoi 1236 metri collega le città di Fjell e Bergen. In località Gyldenpris, al chilometro 39.5, inizierà finalmente il circuito iridato identico alle altre prove in linea. Da segnalare però che per gli uomini junior ed élite il primo giro sarà lungo solamente 17.9 chilometri visto che si entrerà sul tracciato senza percorrere i primi 1200 metri con il ponte Puddefjords.

Salita e discesa di Salmon Hill non fanno paura
Il giro completo del circuito di Bergen ha inizio a Festplassen, letteralmente la piazza delle feste, e dopo 200 metri pianeggianti i corridori imboccheranno il tunnel di circa 400 metri che abbiamo già visto durante le cronometro: usciti dalla gallery si prenderà subito il ponte Puddefjords, lungo per l’esattezza 461 metri. Due chilometri più avanti a Sohleimsvikem ecco la prima asperità: anche questa ha già caratterizzato il percorso delle prove contro il tempo, si tratta di uno strappo abbastanza secco di meno di 500 metri ma che non può fare male ai favoriti per la maglia iridata.

La strada, al termine di un breve tratto di discesa, salirà ancora leggermente per un chilometro prima di spianare per altrettanti mille metri. Ed eccoci ad Årstad dove, a 6.9 chilometri dal passaggio sotto al traguardo, inizierà la salita simbolo di questo Campionato del Mondo, la Salmon Hill. Si tratta di un’ascesa di 1500 metri una pendenza media del 6,4%: la parte più dura della salita sono i primi 500 metri al 7,8% mentre poi nel restante ultimo chilometro la strada si fa più dolce restando attorno al 5.8% di pendenza media; da notare come la salita sia molto filante senza curve che obblighino i corridori a rilanciare l’andatura. Sarà importante prendere la salita davanti: la carreggiata non è strettissima, ma l’imbocco di Salmon Hill avviene attraverso una curva abbastanza chiusa verso sinistra.

Il culmine dell’ascesa chiave del mondiale è situato a 176 metri di quota ma da lì mancheranno ancora 10.7 chilometri prima dell’arrivo. La discesa è anch’essa abbastanza agevole: un tornante a sinistra abbastanza ampio, un tratto veloce, un tornante anche questo bello largo verso destra e poi un altro paio di curve rapide riporteranno il gruppo sulla strada principale in pianura. Da qui si torna sullo stresso tracciato filante delle cronometro: per alcuni chilometri non si devono toccare i freni, la strada è ottima per fare alte velocità e servirà attenzione solo per una breve galleria.

Uno strappetto in pavé, poi occhio alle curve nel finale
Negli ultimi cinque chilometri c’è qualche insidia in più: la strada si stringe leggermente, poi una curva a destra porterà i corridori ad affrontare lo strappetto in pavé dove nella cronometro uomini élite era posta la zona di cambio bici. In tutto sono 600 metri in pavé con un primo tratto al 5% e poi un secondo al 4% intervallati da un po’ di respiro, se così si può dire: non è un passaggio banale, servirà anche molta sensibilità con il cambio per evitare fastidiosi salti di catena.

Superato questo passaggio si potrà iniziare al pensare all’arrivo, ma prima di entrare all’ultimo chilometro si percorrerà anche un breve lungo la costa, con il mare che sarà alla destra dei corridori. Bisognerà far particolare attenzione agli ultimi ottocento metri che presentano ben tre curve molto ravvicinate: la prima a destra molto veloce, poi due svolte a quasi 90° sinistra-destra che porteranno al breve rettilineo finale (circa 250 metri) che all’inizio tende leggermente a scendere.

Maltempo? Domenica si prevede gara asciutta
Ebbene sì, le condizione atmosferiche possono giocare un ruolo molto importante nello svolgersi delle prove iridate. Basti pensare che Bergen è la città più piovosa di tutta la Norvegia ed in un mese le giornate soleggiate le si possono contare sulle dita di una mano. Tutto ciò ci fa capire quanto è alta la probabilità che i corridori possano incappare in una giornata piovosa. E proprio ventiquattro anni fa, l’ultima volta che si disputò nella nazione scandinava, il mondiale venne pesantemente condizionato da un diluvio ed in quell’occasione si laureò campione del mondo Lance Armstrong.

E però per quanto riguarda la gara dei professionisti in programma domenica 24 settembre i meteorologi sembrano tutti concordi nel prevedere una giornata asciutta, per lo più soleggiata e neanche troppo fresca. Lo stesso dovrebbe avere anche per donne élite e uomini juniores in programma sabato, mentre per domani si alzano le possibilità di avere due gare bagnate.

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