Matteo Trentin vittorioso per la seconda volta a Tours © ASO
Matteo Trentin vittorioso per la seconda volta a Tours © ASO

Trentin, il congedo è di extralusso

Matteo saluta la Quick-Step Floors vincendo la Parigi-Tours per la seconda volta; Andersen e Terpstra a podio, ottavo Pasqualon

Dal giorno del suo 28° compleanno Matteo Trentin è entrato in un’altra dimensione di corridore: quel 2 agosto si correva la seconda tappa della Vuelta a Burgos e la vittoria in volata del corridore della Quick-Step Floors ha aperto un periodo di forma spettacolare che probabilmente mai aveva raggiunto nel corso della propria carriera professionista. Quattro vittorie di tappa conquistate alla Vuelta, poi la Classic Impanis-Van Petegem e l’amaro quarto posto al Campionato del Mondo di Bergen con il podio che era lì davanti a pochissimi centimetri: oggi per riscattarsi, Matteo Trentin è andato ad iscrivere per la seconda volta il proprio nome nell’albo d’oro della Parigi-Tours, gara che non farà parte del calendario World Tour ma che resta sempre una classica storica e molto sentita da corridori e appassionati.

Con questa vittoria Matteo Trentin chiude nel migliore dei modi un capitolo della sua vita chiamato Quick Step e durato circa sei anni e mezzo: dal prossimo anno infatti il trentino di Borgo Valsugana passerà alla Orica-Scott dovrà finalmente potrà avere più spazio e più responsabilità nelle grande classiche a lui più adatte. Nel 2018 Trentin sarà chiamato a far vedere finalmente quanto vale: vedendo questo finale di stagione gli australiani si staranno fregando le mani al pensiero di un colpo di mercato che potrebbe rivelarsi molto più importante di quanto si potesse pensare in un primo momento.

Cinque in fuga dal km 10
In attesa del sempre scoppiettante finale di gara, in questa 111esima edizione della Parigi-Tours a ritagliarsi un po’ di visibilità sono stati cinque corridori che sono partiti all’attacco dopo circa dieci chilometri: in rappresentanza delle squadre Professional nelle fuga c’erano il francese Romain Combaud (Delko), l’olandese Brian Van Goethem (Roompot) ed i belgi Lawrence Naesen (WB Veranclassic) e Michael Goolaerts (Veranda’s Willems), assieme a loro poi c’era anche il 32enne francese Stéphane Poulhies della Continental Armée de Terre che ha voluto festeggiare così l’ultima gara professionistica della sua carriera.

La prima ora di corsa è stata coperta a 46.4 km/h dal quintetto in fuga che in questo arco di tempo ha messo assieme un vantaggio di circa sei minuti nei confronti del plotone inseguitori. Fin da subito sono state le squadre dei velocisti a prendersi la responsabilità di tenere sotto controllo la corsa ed il primo team ad entrare in azione è stato ovviamente quello del campione uscente e grande favorito di oggi Fernando Gaviria, la Quick-Step Floors: in assenza dell’infaticabile Julien Vermote, oggi è stato il fiammingo Iljo Keisse a prendersi un bel po’ di vento in faccia. Con il passare dei chilometri a dare una mano a Keisse, che comunque ha fatto il grosso del lavoro, sono arrivati anche uomini di Lotto Soudal e LottoNL-Jumbo: il distacco ha quindi iniziato a calare abbastanza velocemente per poi andarsi a stabilizzare attorno ai due minuti e mezzo.

Naesen e Van Goethem allungano sotto la pioggia
A 45 chilometri dal traguardo, con i cinque fuggitivi che ormai avevano solo più un minuto di vantaggio, sulla corsa ha fatto la comparsa una leggera pioggia che ha bagnato l’asfalto rendendolo più scivoloso e aggiungendo così una difficoltà in più ad un finale già molto tecnico tra salite, discese, stranine stresse e diverse curve in sequenza. Il primo effetto si è visto una decina di chilometri più avanti quando Michael Goolaerts è andato lungo ad una curva creando il primo frazionamento tra i fuggitivi: Romain Combaud, Brian Van Goethem e Lawrence Naesen hanno proseguito da soli, Stéphane Poulhies e lo stesso Goolaerts invece sono rimasti indietro e di lì a poco sono stati raggiunti dal plotone.

Poco dopo anche Combaud è stato costretto ad alzare bandiera bianca, mentre Brian Van Goethem (Roompot) e Lawrence Naesen (WB Veranclassic) hanno iniziato a premere con decisione sull’accelerazione per resistere il più a lungo possibile all’inseguimento delle squadre dei velocisti. A 25 chilometri dal traguardo la coppia di testa aveva ancora 45″ di margine sul plotone in testa al quale si erano portati gli uomini dell’AG2R La Mondiale di un Rudy Barbier galvanizzato dal successo alla Parigi-Bourges e desideroso di provarci anche oggi: la distanza, la pioggia ed il ritmo elevato intanto avevano iniziare a creare una certa selezione nelle retrovie.

Gaviria finisce a terra
Vittima dell’asfalto umido è stato anche il colombiano Fernando Gaviria che a 19 chilometri dall’arrivo e finito a terra da solo in una curva verso destra: la caduta in sé non ha creato grossi problemi al velocista della Quick-Step Floors, solo qualche lieve escoriazione su fianco e mano destra, ma il tempo perso per sistemare il manubrio e ripartire gli è stato fatale in questa fase di corsa. In testa al gruppo l’AG2R non si è certa fermata ad attenderlo anche perché davanti c’erno ancora Naesen e Van Goethem, ma soprattutto il gruppo si era leggermente spezzato nelle retrovie e questo ha reso più difficoltoso l’inseguimento.

Sfruttando la scia delle ammiraglie Gaviria è riuscito a riportarsi su un drappello di corridori attardati, poi tutto solo ha dovuto chiudere l’ultimo buco e solo quando ha ritrovato la coda del gruppo principale Fernando ha trovato Cavagna, Lampaert e Stybar pronti ad aiutarlo per guadagnare posizioni. A quel punto di era a 14 chilometri dal traguardo ed a poco più di tre dall’inizio del primo dei due strappi che caratterizzano il finale della Parigi-Tours, la Côte de Beau Soleil: la difesa diventava quindi molto più difficoltosa, ma questo problema ha dato anche il definitivo via libera a Matteo Trentin per una corsa d’attacco.

Trentin è il primo ad attaccare
Ed è stato proprio Matteo Trentin il primo ad attaccare appena iniziata la Côte de Beau Soleil, dove è terminata anche la lunga azione di Brian Van Goethem e Lawrence Naesen che complessivamente sono rimasti in testa per più di 210 chilometri di gara. Il più pronto a seguire l’accelerazione dell’italiano della Quick-Step Floors è stato il danese Søren Kragh Andersen (Sunweb) e poi s’è formato in testa un drappello che comprendeva anche Jempy Drucker (BMC), Lorrenzo Manzin (FDJ), Amund Jansen (LottoNL) ed un altro uomo della Quick-Step, l’argentino Maxi Richeze, mentre per poco non è riuscito ad accordarsi anche il belga Lampaert.

Intanto anche dietro il gruppo s’è frazionato, ma tra la cina della Côte de Beau Soleil ed il successivo tratto di discesa i distacchi sono comunque rimasti minimi anche se nessuno ha avuto occasione per rifiatare. Anche perché poi è subito iniziato l’ultimo strappo, quella della Côte de l’Epan: proprio mentre i primi inseguitori, guidati ad un André Greipel in ottime condizioni di forma, stavano riportandosi sulla testa della corsa, davanti ha accelerato di nuovo Matteo Trentin che è portato dietro ancora Søren Kragh Andersen. In cima all’ultima salitella di giornata, a poco più di 7 chilometri dall’arrivo, Trentin si è accorto che da dietro stava rientrando anche il suo compagno di squadra Niki Terpstra e così è bastato un leggerissimo rallentamento per creare un terzetto al comando con la Quick-Step Floors ancora una volta in netta superiorità numerica: è stata la mossa decisiva perché nel frattempo dietro di loro il gruppo principale era letteralmente esploso in mille pezzi.

La Quick-Step punta su Matteo e non sbaglia
I chilometri finali sono stati molto intensi, ma la situazione era troppo perfetta per i tre davanti per mettersi a fare calcoli o stupidi giochi tattici: tutti avevano interesse a spingere e così è stato. Al loro inseguimento, staccati di una decina di secondi ma spesso con il vantaggio del contatto visivo, c’era un gruppetto di una dozzina abbontante di corridori tra cui André Greipel, Oliver Naensen, Andrea Pasqualon e Daniel Oss, ma anche con Maxi Richeze e Yves Lampaert molto impegnati a rompere i cambi per proteggere la fuga dei compagni di squadra. A seguire c’erano altri gruppetti più o meno numerosi, tutti a poca distanza uno dall’altro: tutti hanno continuato a spingere a tutta perché in un finale sarebbe stato troppo rischio perdere secondi per aspettare quelli dietro, ma inevitabilmente questo ha aiutato Trentin, Terpstra e Andersen che avevano più gamba di tutti.

Nonostante la superiorità numerica, la Quick-Step Floors ha fatto la scelta precisa di puntare tutto su Matteo Trentin e così, dopo l’ultimo giro di tirate, Niki Terpstra si è messo in testa all’ultimo chilometro per tenere alto il ritmo, impedire il ritono al gruppo di Greipel e lanciare quindi la volata al compagno di squadra. In volata Søren Kragh Andersen non è certo fermo, ma il giovane danese del Team Sunweb nulla ha potuto contro questo scatenato Matteo Trentin: all’inizio i due sono rimasti quasi spalla a spalla, poi più ci si avvinava alla linea del traguardo più aumentava il vantaggio dell’azzurro che quindi è andato a conquistare la settima vittoria stagionale, la seconda in carriera sull’Avenue de Grammont.

Nei primi 10 anche Pasqualon
Per Søren Kragh Andersen il secondo posto resta comunque uno dei migliori risultati della carriera: questo ragazzo di 23 anni, al secondo anno da professionista, sta crescendo e non è passato inosservato il fatto che anche al Mondiale di Bergen fosse nel gruppo buono pur piazzandosi “solo” al dodicesimo posto. Il podio è stato completato invece da Niki Terpstra che dopo aver lavorato per Trentin non si è rialzato ma ha comunque continuato a spingere fin sulla linea: nel 2017 l’olandese è rimasto a secco di vittorie ed il terzo posto di oggi, il secondo a Tours, pareggia il miglior risultato stagionale che era stato ottenuto ormai sei mesi al Giro delle Fiandre.

Qualche rimpianto lo avrà senza dubbio il tedesco André Greipel che oggi è andato fortissimo e che poi si è anche vinto la volata per la quarta posizione a soli 7″ da Matteo Trentin: la Quick-Step Floors ha coronata una straordinaria prova di squadra con il quinto posto di Maxi Richeze ed il settimo di Yves Lampaert, mentre ancora una volta è stato bravissimo Andrea Pasqualon, ottavo al traguardo. Altri velocisti come Groenewegen e Bouhanni sono arrivati a 28″, Barbier e Gaviria invece hanno chiuso nel gruppo più grosso a 45″ dove c’era anche un oggi impalpabile Cavendish.

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