Ennesima prova di forza di Mathieu Van der Poel in Coppa del Mondo © Photopress.be
Ennesima prova di forza di Mathieu Van der Poel in Coppa del Mondo © Photopress.be

Van der Poel manda tutti a fare le sabbiature

Altra cavalcata di Mathieu in Coppa del Mondo e vittoria a Koksijde su Van der Haar. Van Aert terzo: respinto con perdite

In sede di pronostico uno può anche fare il seguente ragionamento: questo qui è caduto ieri, ha picchiato la spalla, ha concluso dolorante la gara di Superprestige a Boom, addirittura dopo il traguardo è rimasto disteso, riverso nel retropalco, per secondi che sono sembrati lunghissimi, in una sorta di stretching estremo, o per un semplice bisogno di recuperare. Come potrà mai uscire vivo (sportivamente parlando) da un percorso assurdo come quello di Koksijde, in uno dei più bei ciclocross dell’anno, tra banchi di sabbia, dune di sabbia, sabbia di sabbia?

E invece oggi Mathieu Van der Poel, presentatosi al via della terza tappa di Coppa del Mondo fasciato da fiammanti kinesio tape su tutta la parte destra, ha lasciato tutti disarmati, a partire dal suo rivale numero uno Wout Van Aert. Di sabbiature per curare le giunture non ha avuto bisogno, al limite possiamo dire che le abbia prescritte agli avversari, praticamente seppelliti dall’onda che provocava il suo passaggio sui tratti più duri e inguidabili. Capitolo ennesimo della carriera da Fenomeno che si sta costruendo nel cross ma non solo.

Agli altri le briciole, WVA ha perso pure la seconda posizione perché gli intoppi che aveva patito Mathieu a Boom oggi son toccati a lui, leggi alle voci “salto di catena” e “foratura”. La ruota gira, e più in generale in Coppa è il momento dell’Olanda: a Koksijde primo e secondo (Lars Van der Haar ha preso la piazza d’onore oggi) tra gli élite, prima e seconda (Maud Kaptheijns e Sophie De Boer) tra le donne, primo e secondo tra gli juniores (Pim Ronhaar e Ryan Kamp), solo tra gli under 23 la vittoria è sfuggita agli oranje, premiando quell’altro giovane talento che risponde al nome di Thomas Pidcock, Gran Bretagna.

 

Una gara resa subito durissima da Mathieu
Non ha perso un metro di tempo, Mathieu Van der Poel, per incanalare la gara nella direzione voluta: rendendola da subito durissima, al punto che già nel primo giro con lui è rimasto solo Wout Van Aert, con Toon Aerts che ha tentato di resistere coi due, ma ne è risultato schiantato, andando già nella seconda tornata in pesante debito d’ossigeno (acido lattico, invece, quanto ne voleva).

Non è che per Van Aert fosse una passeggiata tenere il ritmo di MVDP. A ogni passaggio sulla sabbia le traiettorie dell’olandese brillavano di luce vivida, mentre il Campione del Mondo tutte le volte non riusciva a esprimere in pieno la propria potenza, essendo obbligato a scendere di bici a metà rampa sabbiosa mentre Mathieu restava in sella, e puntualmente guadagnava 5-10 metri. Chiudi una volta, chiudi due, chiudi tre, alla fine anche anche Wout è andato in riserva piuttosto presto, e alla fine del secondo giro ha dovuto rinunciare all’idea di poter restare col rivale.

E solo la sua grande classe gli ha permesso di salvare la baracca, perché un altro al posto suo avrebbe pagato salatissimo quel quarto d’ora di asfissianti fuori giri a cui lo costringeva un Van der Poel realmente inavvicinabile. La luce è rimasta spenta per un paio di giri, nei quali (più precisamente al terzo) è stato raggiunto da due corridori che in questo periodo esibiscono puntuali una gran bella condizione: Laurens Sweeck e Lars Van der Haar.

 

La giornata no tocca a Van Aert
Nell’ottica di una perdurante lotta con la sabbia, al quinto giro Van Aert ha perso un pedale, concedendo margine a Sweeck e Van der Haar, ma poi è rientrato sui due; intanto MVDP continuava a volteggiare sulle rampe mentre gli altri vi affondavano, più o meno. Margine in forte crescita per il Fenomeno, che è arrivato ad avere 1’04” di vantaggio massimo all’ultimo passaggio dall’arrivo, prima di dedicarsi a un giro finale di gestione rilassata dello sforzo.

Alle sue spalle un Van Aert finalmente all’altezza di sé ha stampato il giro veloce (6’48”) nella sesta tornata, riducendo per un attimo il gap dal primo (in quel momento si era sul mezzo minuto) e staccando nuovamente Sweeck e Van der Haar. Mentre Van der Poel rispondeva a tono (giro veloce in 6’47” alla settima tornata), Van Aert ripiombava nei problemi già sperimentati in precedenza: ottavo giro, quasi si è ribaltato sulla seconda rampa sabbiosa, e la manovra gli è costata un salto di catena che l’ha poi obbligato a fermarsi per rimettere in sesto la bici, fatto che ha permesso a Sweeck di rientrare.

Nello stesso giro Wout ha forato nei pressi dei box (in realtà ne aveva già superato l’ingresso, ma era ancora nell’area in cui era concesso tornare indietro per cambiare bici: avesse forato pochi metri più avanti, sarebbe stato costretto a fare un intero giro con la gomma a terra, e ciò gli sarebbe costato minuti di ritardo, non secondi).

La manovra ha in ogni caso respinto indietro ancora una volta Van Aert, che si è ritrovato a inseguire Sweeck e Van der Haar. Impresa riuscita a metà, perché nell’ultimo giro Lars ha proposto una poderosa progressione che gli ha permesso di assicurarsi la seconda piazza, mentre Sweeck pagava dazio e veniva risucchiato e poi disperso da WVA.

 

Poca Italia anche nelle altre gare
All’arrivo quindi esultanza (molto contenuta, quasi compassata) per Mathieu Van der Poel, e briciole agli altri: Van der Haar ha chiuso a 39″, Van Aert a 50″, Sweeck a 1’15”. A 1’29” David Van der Poel ha battuto Daan Soete per il quinto posto, dopodiché a 1’47” è arrivato Quinten Hermans, a 2′ Michael Vanthourenhout, a 2’12” Vincent Baestaens, a 2’18” Jens Adams. Diciamo “briciole agli altri” perché il dominio in gara si riflette in maniera precisa nella classifica di Coppa del Mondo: MVDP è primo a punteggio pieno con 240 punti (tre vittorie su tre per lui), un abisso lo separa da Sweeck (160), Van der Haar (159) e tutti gli altri; Van Aert, che sconta un pessimo inizio di stagione in America, è settimo con 150 punti (comunque in risalita).

Nella gara di Koksijde c’era anche un po’ di Italia: Gioele Bertolini ha chiuso in 35esima posizione a 6’44” dal vincitore; 42esimo posto per Nicolas Samparisi a 4 giri, 44esimo per suo fratello Lorenzo a 5 giri.

Tra le donne – come accennato in apertura – netta vittoria dell’olandese Maud Kaptheijns sulla connazionale Sophie De Boer che ha tagliato il traguardo con 52″ di ritardo; terzo posto a 1’27” per la belga Sanne Cant che resta prima della classifica con 210 punti contro i 190 della De Boer. Continua ad aspettare tempi migliori (e una condizione più rifinita) Eva Lechner, anche oggi in lotta solo per una top ten (ma poi 11esima) come nelle prime due tappe di CDM; ha esordito invece nella challenge Alice Arzuffi, 19esima.

Prima gara della challenge per gli Under 23, Thomas Pidcock ha battuto il ceco Adam Toupalik (13″ il suo distacco) e il belga Eli Iserbyt, ed è anche leader della classifica. Qui non c’erano italiani in gara.

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