La Cofidis impegnata nella cronometro a squadre della Vuelta a España © Breakthrough Media
La Cofidis impegnata nella cronometro a squadre della Vuelta a España © Breakthrough Media

Tutti vogliono la Cofidis

Il bilancio delle wildcard 2017: i francesi precedono un’ottima Wanty, bene anche CCC. Così così le italiane

Per le diciotto squadre del World Tour questo non è un problema. Lo è, invece, per le ventidue compagini Professional che, per partecipare agli eventi del massimo circuito, sono costrette ad affidarsi alla benevolenza degli organizzatori. Non sempre va bene, come ormai sanno alcune formazioni, quelle italiane in modo particolare. E l’anno prossimo la lotta per gli inviti a Giro, Tour, Vuelta, monumento e quant’altro sarà ancor più serrata, dato che saranno ben sei le squadre a far parte del secondo scalone internazionale.

Dieci nuove corse: super partecipazione per Strade Bianche, fiasco Turchia
La grande novità del World Tour 2017 è stata l’allargamento del calendario, passato da ventisette a trentasette appuntamenti. Ben diverso il gradimento manifestato per queste prove che, giova ricordarlo, prevedevano la partecipazione su base volontaria e non obbligatoria per i sodalizi di prima categoria. L’unica corsa a fregiarsi della presenza di tutti e diciotto le compagini World Tour è stata la Strade Bianche; un soddisfazione meritata per una delle gare più attese del calendario, nonostante la breve storia alle spalle.

Molto gettonate Abu Dhabi Tour, Dwars door Vlaanderen e Tour of Guangxi, ciascuna con 16 team presenti. Molto bene anche Omloop Het Nieuwsblad con 15, Prudential RideLondon con 14 e Cadel Evans Road Race con 13. Tutto sommato sopra la sufficienza Tour of California con 12 e Eschborn-Frankfurt con 11. Unica corsa bocciata è il Tour of Turkey, con solamente 4 squadre World Tour al via. E gli anatolici devono stare attenti perché, in caso di edizione 2018 con meno di 10 team World Tour al via, perderanno lo status, tornando alla più consona Hors Catégorie.

Cofidis pigliatutto, nonostante i risultati
Passando in rassegna le Professional, per il secondo anno di fila a ottenere il maggior numero di inviti è la Cofidis, Solutions Crédits che, non per caso, è di gran lunga la più ricca delle squadre del secondo livello. Che poi sappia ottenere risultati, questo è un altro paio di maniche, tanto che, in queste settimane, è stato licenziato il team manager Yvon Sanquer, sostituito dal più moderno Cédric Vasseur.

Ben diciannove le wildcard ricevute dai nordisti, gli unici a prender parte a due grandi giri, e un totale di 90 giorni di gara. A essi aggiunge, anche in questo caso è un unicum, tutte le cinque classiche monumento. Più Paris-Nice, Critérium du Dauphiné, tutte le corse spagnole, quasi tutte le classiche belghe e altro ancora. Tutto quel che ha voluto, in pratica, lo ha ottenuto, forse con le sole eccezioni di Strade Bianche e Amstel Gold Race. A tanta bontà non è corrisposto però il rendimento su strada. Vi riuscirà nel 2018?

La Wanty fa il Tour e balza sul podio, Direct Énergie in calo
Inserimento, non a sorpresa, al secondo posto. La virtuale medaglia d’argento spetta alla Wanty-Groupe Gobert, autrice di un’ottima campagna nel World Tour nonostante la solita e incomprensibile dimenticanza (chiamiamola così) da parte di RCS Sport. 17 inviti per complessivi 61 giorni di corsa, fra cui il primo grande giro nella storia del team. Ma non di solo Tour si vive in Vallonia, e così ecco, accanto alle scontate partecipazioni sulle strade di casa, anche tre corse a tappe all’estero come Vuelta a Catalunya, Tour de Romandie e Critérium du Dauphiné.

Terzo posto per la Direct Énergie che, nonostante l’allargamento del calendario, prosegue il trend di decrescita. Dagli 86 giorni del 2015 e i 67 del 2016, si è ora passati ai 56 del 2017, complice anche la mancata presenza alla Vuelta. I vandeani hanno preso parte, Milano-Sanremo a parte, a tutte le monumento; inoltre sono gli unici ad aver partecipato alle contemporanee Critérium du Dauphiné e Tour de Suisse, per complessivi 14 inviti ottenuti.

Bel calendario per Roompot, Gazprom e CCC
Dietro di loro, a 13 wildcard per complessivi 33 giorni, la solida Roompot-Nederlandse Loterij, che spesso giustifica sul campo le benevolenze degli organizzatori. Ben 12 le corse a cui a preso parte la Sport Vlaanderen-Baloise che, alla tradizionale abbuffata di prove di casa e neerlandesi, aggiunge Paris-Roubaix, Eschborn-Frankfurt e RideLondon. Con risultati modesti, per la verità. Considerazione che si ripete anche per l’ultima formazione in doppia cifra, ossia la Gazprom-RusVelo: la squadra russa ha vissuto un’annata disastrosa nonostante le ben 11 wildcard (e 45 giorni), fra cui Giro d’Italia, Milano-Sanremo e Il Lombardia. Difficile che una simile apertura di credito possa essere ripetuta nel 2018, nonostante il cambio di guida tecnica e il potente sponsor.

Tra le rimanenti compagini già Professional nel 2016, ottime notizie per la CCC Sprandi Polkowice con i suoi 9 inviti e ben 54 giorni: tale numero deriva dalle 5 corse a tappe disputate (Vuelta a Catalunya, Giro d’Italia, Tour de Suisse, Tour de Pologne, Tour of Turkey), per altro tutte in paesi diversi, che dimostra ancor di più il bel calendario di una delle formazioni non certo più ricche del panorama. 7 gli inviti (e 48 giorni) per la Caja Rural-Seguros RGA, derivanti dalle prove spagnole a cui si sommano RideLondon e Tour of Turkey.

Fortuneo e Delko snobbate, Novo Nordisk ringrazia RCS Sport
Sorprendente, e sicuramente destinato a salire dati gli ingaggi effettuati nel corrente ciclomercato, il numero di wildcard della Fortuneo-Oscaro: solo 6 per 33 giorni, con il Tour come punto cardine del calendario. L’altra francese continua a stagnare nelle posizioni di retroguardia: 4 inviti per la Delko Marseille Provence KTM, che non si è mai mossa dall’Esagono (Paris-Nice, Paris-Roubaix, Critérium du Dauphiné e GP Plouay).

Le tre Professional extraeuropee con esperienza chiudono il quadro. Fra tutte, meglio è andata al Team Novo Nordisk, favorita dall’apertura di credito (reciproca, data la sponsorizzazione della casa farmaceutica) da parte di RCS Sport, che li ha chiamati per Abu Dhabi Tour, Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo. A esse si sommano Tour of California e Tour de Pologne, per 5 inviti e complessivi 26 giorni. Due inviti a testa per Soul Brasil, che conta 13 giorni fra Vuelta a Catalunya e Tour of Turkey, e UnitedHealthcare, impegnata per 8 giorni fra Cadel Evans Race e Tour of California.

Le italiane puntano (quasi solo) sul Giro: Bardiani davanti a Wilier, parità fra Androni e Nippo
Le quattro formazioni italiane si posizionano nella parte mediana della graduatoria. Per tutte vale però un discorso, che su queste pagine ripetiamo da tempo: rispetto alla stragrande maggioranza delle altre Professional, quelle tricolori sono poco interessate e interessanti per affrontare appuntamenti all’estero. La mentalità è ancora troppo Girocentrica; e il rischio, diventato realtà nel 2017 e assai probabilmente ripetuto nel 2018, è che due di esse rimangono scottate. E perché, dunque, non cercare di allargare gli orizzonti? L’esempio sopra citato della CCC è quello più evidente: sodalizio a fortissime tinte nazionali ma che non disdegna ripetute gite all’estero, per altro in luoghi diversi fra loro.

La sfida tutta azzurra viene portata a casa dalla Bardiani CSF, che sfrutta il 2016 per costruirsi un discreto calendario. Gli emiliani sono gli unici a ottenere tutte le sei wildcard possibili da RCS Sport. A esse aggiunge Amstel Gold Race, GP Plouay e Tour of Turkey, per un totale di 9 inviti e 43 giorni di corsa. Secondo posto per la Wilier Triestina-Selle Italia, l’altra compagine nostrana al via del Giro. A esso aggiunge ben tre monumento, ossia Milano-Sanremo, Ronde van Vlaanderen e Il Lombardia, la RideLondon, il GP Plouay e Tour of Turkey, per un totale di 7 inviti e 32 giorni di gara.

6 wildcard a testa per le due squadre non presenti alla Corsa Rosa 2017, ossia Androni Giocattoli e Nippo-Vini Fantini. I piemontesi si destreggiano fra Strade Bianche, Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, RideLondon, Il Lombardia e Tour of Turkey: 17 giorni e solo due gare fuori dall’Italia. Con la Ciclismo Cup e la conseguente garanzia di essere a Gerusalemme per il via del Giro 2018, la speranza è che il programma nel World Tour sia più internazionale. Gli italo-nipponici gareggiano a Abu Dhabi Tour, Strade Bianche, Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, Il Lombardia e Tour of Guangxi, per un totale di 20 giorni di corsa. Da notare come, anche in questo caso, siano solamente due le prove all’estero. Trend necessariamente da cambiare al più presto.

Le debuttanti: super Aqua Blue Sport, le belghe legate al territorio
Il 2017 è stato anche l’anno dell’approdo tra le Professional di ben cinque nuove formazioni. E ben due di esse hanno subito ottenuto la fiducia da parte degli organizzatori di un grande giro, convinti dal progetto loro presentato. Ecco così la presenza della Aqua Blue Sport e della Manzana Postobón alla Vuelta a España. Entrambe protagoniste di una corsa ben sopra la sufficienza, coronata per gli irlandesi da una splendida vittoria di tappa. I dubliners si sono visti in totale in 8 occasioni (fra cui Liège-Bastogne-Liège) per 36 giorni. Solo Vuelta a Catalunya per i colombiani, che hanno portato a casa 2 inviti e 28 giorni di gara.

Sei wildcard, tutte per altro in corse di un giorno, per la Israel Cycling Academy: tre appuntamenti in Belgio, le due prove canadesi e la RideLondon per gli ambiziosissimi israeliani, che nel 2018 saranno sicuramente grandi protagonisti negli inviti che contano. Fedeli alle radici la Veranda’s Willems-Crelan e la WB Veranclassic: per i primi 7 corse e 13 giorni in un calendario tutto belga, fatta eccezione per la Eschborn-Franfkurt. Gita tedesca e al Tour of Turkey per i secondi, con 8 corse e 13 giorni, delusi dall’assenza (per motivi “politici”, dato che si tratta di un team vallone) alla Ronde van Vlaanderen. I risultati ottenuti, però, possono rappresentare un bel biglietto da visita per il futuro.

A questo link è possibile consultare la classifica completa degli inviti ottenuti dalle formazioni Professional per le prove World Tour 2017.

Dall’anno prossimo sei nuove squadre: le possibilità si riducono
Da segnalare, inoltre, la presenza di cinque nazionali nelle prove di casa. A esse si sono aggiunte, con una speciale deroga, due formazioni statunitensi al Tour of California. Il permesso dato a Jelly Belly e Rally Cycling ha però fatto storcere il naso: perché, negli altri appuntamenti (la mente corre subito a Eschborn-Frankfurt e Tour of Turkey), tale permesso non è stato dato?

E nel 2018 la lotta sarà ancora più ardua, dato che ben sei formazioni hanno chiesto la licenza Professional. Due di esse, ossia la Burgos BH e la Euskadi Basque Country-Murias, sono spagnole, riducendo così lo spazio per le compagini straniere nelle varie prove iberiche. A esse si sommano le statunitensi Hagens Berman-Axeon, Holowesko Citadel e Rally Cycling, che proveranno a catturare anche quale esperienza anche in Europa. La più agguerrita tra le nuove è il Team Vital Concept che, dall’alto della bandierina francese e di un roster discretamente qualificato, sarà una minaccia in molte prove del calendario. Non cambierà nulla, invece, dal punto di vista dei partenti per squadra, dato che la riduzione degli organici (8 atleti al via nei grandi giri, 7 nelle altre prove) non vedrà incrementare il numero di team schierabili nelle gare.

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