Julián Arredondo esulta al Giro d'Italia 2014 © Gian Mattia D'Alberto - Lapresse
Julián Arredondo esulta al Giro d'Italia 2014 © Gian Mattia D'Alberto - Lapresse

Operazione riuscita per Julián Arredondo, che ora punta a tornare al suo livello

Dopo un’annata terribile, nella quale ha corso solo fino a marzo, per Julián Arredondo è finalmente giunta una buona notizia: allo scalatore colombiano, vincitore nel 2014 di una tappa e della maglia azzurra al Giro d’Italia, è stato diagnosticato il problema che gli ha impedito di essere competitivo e che lo ha tenuto ai box così a lungo.

Lo spiega, al quotidiano El Colombiano, lo stesso atleta della Nippo-Vini Fantini: «Dalla sera alla mattina ho avuto questo problema. C’era addirittura chi mi imputava che la causa fosse mentale, però, come si è visto, non era così. Soffro di una sindrome del piramidale, una contrattura che comprime il nervo sciatico e che mi ha ridotto di molto la forza agli arti inferiori. Per questo non ero capace di pedalare: la gamba destra era di fatto inutilizzabile e il dolore si propagava fino alla schiena. Ho girato Italia, Spagna e Stati Uniti da osteopati, biomeccanici e fisioterapisti. E nessuno ha saputo darmi una risposta. Fortunatamente ho incontrato qui in Colombia il dottor Luis Eduardo Contreras, che mi ha diagnosticato il problema».

Martedì scorso il ventinovenne è stato quindi operato e l’intervento è andato per il meglio. Sempre Arredondo, il cui contratto non è stato rinnovato dalla compagine italo-giapponese, aggiunge: «Non riuscire a terminare le gare mi ha fatto pensare al ritiro. Ora, però, sono felice». I tempi di recupero per questo infortunio sono però lunghi, dato che dovrà star fermo per cinque mesi, almeno due dei quali a riposo completo in casa. Con la speranza, poi, di poter tornare al proprio livello.

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