Mathieu Van der Poel vince a Bogense © Beobank-Corendon
Mathieu Van der Poel vince a Bogense © Beobank-Corendon

Van der Poel mare muri e meraviglie

Coppa del Mondo, a Bogense quarta vittoria su quattro per Mathieu. WVA-Aerts a podio, Bertolini sfiora la top ten. Tra le donne vince Cant, Lechner 4a, Arzuffi 8a

La prima dichiarazione d’amore della giornata la dedichiamo al circuito di Bogense, Danimarca, sede della quarta tappa di Coppa del Mondo di Ciclocross: un percorso a dir poco stuzzicante, sia per i suoi saliscendi (veri e propri muri, un paio almeno; veri e propri scivoli, anche questi un paio), sia per il fatto – che, inutile negarlo, influenza pesantemente il giudizio positivo – che un lungo rettilineo corresse a un metro dal Mare del Nord, il quale nel corso della gara sbatteva sempre più forte, schizzando con la sua spuma gelida i corridori che passavano lì a un passo. Miniproiettili d’acqua, in pratica, a sferzare i crossisti. E dire che non è neanche la stagione più fredda dell’anno (e la giornata era asciutta); ma se pensiamo a quel che potrà essere nel gennaio 2019, col Mondiale che verrà ospitato proprio qui (anche se resta da vedere se il “lungomare” sarà confermato nel circuito iridato), ci viene il freddo nelle ossa sin da ora.

La seconda dichiarazione d’amore è piuttosto scontata e la dedichiamo a Mathieu Van der Poel, che a Bogense ha centrato la quarta vittoria su quattro in CDM, nonostante qualche acciacco (una ferita nei pressi del ginocchio picchiato domenica scorsa a Gavere), mostrando ancora una volta una superiorità incontenibile. Ormai il MVDP versione “tardo ’17” non fa più notizia, ma sarà il caso di tenere a mente le prestazioni che il Fenomeno sta esibendo settimanalmente, perché è roba che tra un po’ sarà nei libri di storia del ciclismo. E assistere in diretta, nel mentre la storia viene scritta, è alquanto gratificante.

La terza dichiarazione d’amore la concediamo a Toon Aerts, perché in un momento in cui Wout Van Aert non è il corridore che ci ha stregati nelle ultime stagioni, è il suo quasi omonimo a dimostrare che l’orco con la faccia da bambino può essere fronteggiato a viso aperto, senza timori reverenziali, gareggiando alla pari (almeno finché dura la benzina: nel nostro caso, fino a metà prova). Oggi Aerts ha poi perso anche la piazza d’onore, battuto in volata proprio da WVA, ma la sua attitudine all’attacco lo rende un protagonista sempre più saldo del cross internazionale. Anche perché quell’attitudine, qua e là, qualche vittoria gliela regala pure.

Infine, quarta dichiarazione d’amore in salsa patriottica, perché la eleviamo a Gioele Bertolini, che dopo aver balbettato nelle precedenti uscite, e dopo aver ingranato oggi un’altra partenza infelice, ha dato luogo a una gara a dir poco gagliarda, rimontando posizioni su posizioni (una ventina, diciamo, forse anche qualcosa in più) e risalendo la china giro dopo giro. Un crescendo in cui il baffetto valtellinese s’è lasciato alle spalle fior di avversari, dimostrando di non potersi magari ancora sedere allo stesso tavolo dei due dei (e del paio di crossisti attualmente nelle loro vicinanze, ovvero Aerts e Van der Haar), ma a quello di tutti gli altri sì. La condizione sta crescendo, i risultati migliorano, e di spazio per far bene e lasciare qualche bel segno ce n’è ancora tanto, da qui a febbraio.

 

Un Toon Aerts d’attacco a Bogense
È bastato un giro, a Bogense, per delineare l’andamento della quarta tappa di Coppa del Mondo 2017-2018: Mathieu Van der Poel subito a menare, Wout Van Aert a cercare di non mollarlo, Lars Van der Haar a litigare con gli ostacoli (una vera odissea tra l’olandesino e le due barriere poste a metà circuito: ci sarà inciampato tre o quattro volte in nove giri), e Toon Aerts a studiare la situazione pronto a colpire in contropiede al primo rallentamento altrui.

Il primo degli allunghi di Aerts si è verificato proprio in chiusura di primo giro, poi nella tornata successiva il 24enne di Malle ha insistito nella sua azione, chiamando alla reazione Van der Poel: detto fatto, si è formata la coppia che avrebbe condotto la gara fino al quinto giro.

Sul primo dei due muri del circuito, Van der Poel ha dato spettacolo, affrontandolo quasi tutto in bici (a fine corsa è riuscito a scollinarlo in sella, impresa quasi sovrumana), mentre tutti gli altri arrancavano sin dai primi – pendentissimi – centimetri. Ogni volta, in quel tratto del circuito, Mathieu prendeva metri, mettendo certamente pressione ad Aerts, il quale però si è ben guardato dall’arrendersi. Viceversa, la seconda delle due picchiatine ha più volte creato qualche problema di equilibrio a MVDP, che lì ha ripetutamente lasciato secondi.

Nel terzo giro Van Aert si è disfatto della compagnia di Van der Haar, restando solo soletto al terzo posto (a 10″ abbondanti dai primi), intanto alle spalle dei primi quattro si era formato un gruppetto con Quinten Hermans, Tim Merlier, Corné Van Kessel, Michael Boros e Vincent Baestaens, in lotta per il quinto posto in questa fase di gara, prima che nella seconda metà della prova da dietro rinvenissero anche Laurens Sweeck, Michael Vanthourenhout e Kevin Pauwels.

 

Van der Poel in volo verso la vittoria, Bertolini gran rimonta
Al quinto giro WonderPoel ha spaccato definitivamente la corsa, staccando Aerts proprio nel punto in cui aveva già dimostrato la propria superiorità, ovvero sul primo muro. L’allungo di Mathieu stavolta è stato fragoroso, e gli ha permesso di mettere come niente una decina di secondi tra sé e l’inseguitore. Da qui alla fine la sua corsa è stata solitaria, al contrario di quella di Aerts, sul quale invece, a causa di una foratura nel settimo giro, è rinvenuto Van Aert.

La lotta tra i due belgi per il secondo posto ha acceso le ultime due tornate: Van Aert, che sulla foratura di Aerts aveva pure preso qualche metro, ha cambiato bici all’ottavo giri e n quell’occasione Toon gli è piombato di nuovo addosso; non contento, quest’ultimo ha rilanciato, staccando l’iridato una prima volta (ma qui WVA è stato bravissimo a recuperare, facendo in bici – al contrario dell’altro – il costone che precedeva l’ultima discesa); e staccandolo una seconda volta all’inizio del nono e ultimo giro. Qui sembrava che per Toon fosse fatta, e invece ancora una volta Van Aert ha stretto i denti, si è rifatto sotto nei tratti a piedi, e si è predisposto a giocarsi la piazza d’onore in volata.

Lo sprint a due è stato tiratissimo, Van Aert è dovuto partire lungo per chiudere il buco sul connazionale, e nonostante questo ha esibito uno spunto superiore a quello di Aerts, il quale ha masticato amaro per aver perso un secondo posto che forse sentiva di meritare.

I due sono arrivati a 8″ da Van der Poel (in realtà Aerts è stato cronometrato a 9″), quindi solo a 47″ si è piazzato il quarto di giornata, Van der Haar; a 1’21” Tim Merlier ha chiuso al quinto posto una delle migliori uscite stagionali; quindi si sono piazzati a 1’28” Corné Van Kessel, a 1’48” Laurens Sweeck, a 1’52” Quinten Hermans, a 2’05” Michael Vanthourenhout e a 2’06” Kevin Pauwels. Undicesimo posto a 2’09” per Gioele Bertolini, la cui rimonta si era dispiegata nella seconda parte di gara, permettendogli di risalire fino al gruppetto di Pauwels; purtroppo per il valtellinese, l’esperto Kevin ha trovato il modo di evadere dal drappello nel corso dell’ultimo giro, lasciando tutti gli altri fuori dalla top ten. Gioele ha comunque preceduto avversari come Vincent Baestaens, Tom Meeusen, Gianni Vermeersch, Marcel Meisen, Jens Adams e Jim Aernouts, per restare a quelli piazzatisi nell’ordine alle sue spalle. Di gran lunga la miglior prestazione stagionale per l’azzurro.

In classifica Mathieu Van der Poel procede a punteggio pieno con 320 punti e 100 lunghezze tonde tonde di vantaggio sul secondo, Van Aert a 220. Terzo è Van der Haar a 219, quarto Sweeck a 208, quinto Hermans a 203, e poi abbiamo Michael Vanthourenhout a 200, Aerts a 199, Van Kessel a 196, Pauwels a 191 e Soete a 186. Bertolini (40 punti oggi) sale in 29esima posizione a quota 56.

 

Le altre gare: cresce Eva Lechner
Tra le donne il successo ha arriso all’iridata Sanne Cant, la quale ha avuto il suo bel daffare per piegare la resistenza della coriacea Helen Wyman. La britannica ha poi ceduto al penultimo giro, ma ha fatto ancora in tempo a rimettere in discussione il risultato, visto che proprio nella tornata conclusiva la Cant, che era in testa da sola, è incappata in un salto di catena che ha permesso all’avversaria di raggiungerla e superarla. Ma la reazione di Sanne è stata mirabile, e in poche pedalate Wyman era già stata ripresa, e per giunta di nuovo staccata.

Cant ha chiuso con 9″ sulla rivale; intanto era infuriata anche la lotta per il terzo posto, con Eva Lechner in forte crescita rispetto alle ultime gare, e Kaitlin Keough che si conferma una volta di più uno dei nomi nuovi più intriganti per il cross femminile. L’americana ha avuto uno spunto migliore nell’approccio allo sprint, e ha subito chiuso la questione con l’altoatesina, che ha mollato la presa accontenandosi del quarto posto (cronometrata a 51″ da Cant, mentre Keough ha chiuso a 48″).

Alle spalle di Eva, a 1’19” si è piazzata Ellen Van Loy, quindi a 1’20” Katerina Nash, a 1’31” Loes Sels, a 1’42” Alice Maria Arzuffi (che ha pagato una partenza difficoltosa), a 1’45” Laura Verdonschot, a 1’50” Nikki Brammeier. Sanne Cant rafforza la sua leadership in Coppa con 290 punti complessivi, seguita a distanza dalla Keough (251), dalla De Boer (230), dalla Van Loy (181) e, appaiate a 180, dalla Nash e dalla Lechner.

Tra gli under si è imposto – come a Koksijde – il britannico Thomas Pidcock, con 15″ su Eli Iserbyt, 49″ su Sieben Wouters, 1’13” su Toon Vandebosch, 1’23” su Adam Toupalik, 1’46” su Antoine Benoist, 1’54” su Yannick Peeters, 1’59” su Thijs Aerts, 2’02” su Jelle Schuermans, 2’05” su Joshua Dubau. Jakob Dorigoni, unico italiano in gara, si è piazzato 22esimo a 3’34” da Pidcock. Quest’ultimo è ovviamente primo anche nella generale: 120 i suoi punti, 95 quelli di Iserbyt secondo, 85 quelli di Toupalik terzo. Il prossimo appuntamento di CDM è previsto già sabato prossimo, 25 novembre, a Zeven in Germania.

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