Yumi Kajihara, dominatrice dell'Omnium di Coppa del Mondo a Milton © UCI
Yumi Kajihara, dominatrice dell'Omnium di Coppa del Mondo a Milton © UCI

Coppa del Mondo, in pista è nata una stellina?

Si chiama Yumi Kajihara, giapponese, ha 20 anni e a Milton ha vinto l’Omnium dominando tutte e quattro le prove. Oggi speranze Barbieri-Frapporti nella Madison

All’improvviso un’aliena: nella seconda giornata della terza tappa di Coppa del Mondo su Pista, a Milton in Canada, è esplosa fragorosamente la stella di Yumi Kajihara, e se non l’avete mai sentita nominare siete giustificati perché la ragazza ha appena 20 anni e mezzo, e fin qui si era fatta appena notare nelle seconde file di alcune tappe di CDM, quarta a Glasgow 2016, ottava nella classifica generale, sesta quest’anno a Manchester dopo essere passata da un undicesimo posto al Mondiale di Hong Kong. La specialità? L’Omnium. Nel quale si è anche laureata Campionessa Asiatica quest’anno (oro continentale anche nella Corsa a Punti, mentre nel 2016 si affermò nello Scratch).

La prestazione di Yumi Kajihara a Milton ha fatto davvero impressione, per un semplice motivo: la giovane giapponese ha vinto tutte e quattro le gare in programma, con una progressione straordinaria. Nello Scratch si è tolta lo sfizio di battere la Campionessa del Mondo di specialità, nientemeno che Rachele Barbieri (terza la messicana Lizbeth Salazar, quarta la canadese Allison Beveridge). Per i colori italiani pareva un antipasto di fanfare, con la Barbieri attesa a un ottimo risultato, visto che un po’ di avversarie, in quel dell’Ontario, mancavano.

E invece il crescendo è stato tutto di Yumi: la ventenne nipponica ha stravinto la Tempo Race, aggiudicandosi ben 11 sprint su 26; seconda Beveridge con 5, poi la britannica Eleanor Dickinson ha conquistato la terza piazza con 2 punti; Rachele non ha vinto alcuna volata ed è stata solo decima in questa prova che in qualche misura l’ha condannata a una posizione di immediato rincalzo rispetto alla zona podio.

Terza gara, l’Eliminazione, e terza vittoria per Kajihara, davanti a Dickinson e Beveridge (Barbieri sesta). La Corsa a Punti conclusiva, affrontata già con discreto margine sulle inseguitrici (12 punti su Beveridge, 16 su Dickinson, 30 su Salazar e Barbieri), ha consacrato la giornata di ultragrazia dell’asiatica, che ha fatto punti in 6 degli 8 sprint in programma (due li ha proprio vinti), e poi, non contenta, ha pure conquistato il giro (coi 20 punti annessi), unica a riuscirci tra le 15 atlete in gara.

La classifica finale è a senso unico, 154 punti per Kajihara, 120 per Beveridge, 118 per Dickinson. Giù dal podio Salazar a 98, e per Barbieri l’unico sprint a punti della gara (ne ha conquistati 3 nel secondo) è stato utile quantomeno per respingere il tentativo di rimonta delle varie Baleisyte, Copponi, Sheath. Per l’emiliana – 93 il suo punteggio complessivo – un quinto posto che comunque migliora nettamente il 17esimo raccolto esattamente un mese fa a Pruszkow nella prima tappa di Coppa (nella seconda, a Manchester, aveva gareggiato Elisa Balsamo, pure lei quinta).

 

Le altre gare femminili: Inseguimento tristissimo, Velocità sempre di marca Vogel
Rapida carrellata sulle altre gare della seconda giornata a Milton: il tristissimo Inseguimento a squadre femminile, conteso da soli quattro quartetti, si è chiuso con il prevedibile successo delle atlete di casa, le canadesi, che nella finale si sono imposte raggiungendo le neozelandesi dopo il terzo chilometro di gara. Terze le francesi sulle giapponesi, tempi abbastanza trascurabili per tutte, citiamo comunque le vincitrici: Allison Beveridge (sempre lei) con Ariane Bonhomme, Kinley Gibson, Annie Foreman-Mackey.

Sempre tra le donne, Kristina Vogel ha aggiunto un altro mattoncino al suo straordinario palmarès, vincendo un bel torneo della Velocità individuale, facendo piangere (metaforicamente) un paio di olandesi: Shanne Braspenninckx in finale, Laurine Van Riessen in semi, entrambe per 2-0 e senza tanti complimenti. La Van Riessen si è consolata vincendo il bronzo sulla neozelandese Natasha Hansen. Due azzurre in gara, entrambe eliminate ai sedicesimi: Elena Bissolati contro l’americana Madelyn Godby, e Miriam Vece contro la giapponese Yuka Kobayashi.

Vedremo se nella terza giornata l’immensa Vogel farà hat trick, conquistando Keirin e Velocità a squadre (ieri ha già vinto le qualifiche della specialità). Per lei non sarebbe una novità, certo in questo caso gli sforzi saranno piuttosto concentrati (in genere la Velocità a squadre viene “sbrigata” nella prima giornata). Nel primo turno di codesto torneo rivedremo anche la coppia italiana: Miriam Vece e Elena Bissolati, brave a superare le qualifiche, saranno opposte alle sudcoreane Kim Wongyeong e Lee Hyejin.

 

Le gare maschili: De Ketele vince la Madison anche senza De Pauw
Tra gli uomini si è sprintato parecchio in questa seconda giornata. La Velocità a squadre ha sorriso al terzetto neozelandese formato da Edward Dawkins, Ethan Mitchell e Sam Webster: gli All Blacks hanno battuto in rimonta la Gran Bretagna in finale (43″336 contro 43″992). Terzi i cechi davanti ai francesi. Anche qui una certa scarsità di contendenti (solo 8 i terzetti in gara).

Il Keirin ha parlato olandese grazie a Harrie Lavreysen, che in finale ha piegato il britannico Lewis Oliva e il tedesco Joachim Eilers. Francesco Ceci non è riuscito a superare i ripescaggi.

Nella Madison netto dominio dei belgi, con Kenny De Ketele affiancato per una volta non al sodale di sempre Moreno De Pauw, ma al giovane Lindsay De Vylder (22enne, quest’anno è stato anche stradista con la Sport Vlaanderen-Baloise), il quale ha fatto preziosa esperienza andando addirittura a vincere col compagno. 32 punti per il duo fiammingo, 26 per la Nuova Zelanda (Thomas Sexton-Campbell Stewart), 25 per la Gran Bretagna (Mark Stewart-Oliver Wood). In gara la coppia azzurra formata da Filippo Ferronato e Matteo Donegà: i due non sono praticamente mai stati nel vivo dell’azione, e hanno chiuso 13esimi (su 15) con -40 punti per aver perso due giri. Ma certo non si chiedeva nulla ai due ragazzi, spediti in Canada solo per cominciare a prendere confidenza con tali scenari internazionali; la prossima volta andrà meglio.

 

L’ultima giornata: speranze per Barbieri-Frapporti nella Madison femminile
Di Vece-Bissolati nella Velocità a squadre femminile abbiamo già scritto. Tra le altre finali della terza giornata ci sarà il citato Keirin femminile (anche qui ci sarà Bissolati), e ancora tra le donne avremo la Madison (Rachele Barbieri e Simona Frapporti potranno dire qualcosa, anche se per l’oro il discorso sembra chiuso per la presenza delle britanniche Katie Archibald ed Eleanor Dickinson).

Anche tra gli uomini saranno tre le gare che assegneranno medaglie. L’Inseguimento a squadre vedrà primo turno e finali, ricordiamo che in qualifica i migliori erano stati i neozelandesi su Canada, Usa e Germania. Nella Velocità individuale ci sarà Francesco Ceci, ma i migliori sono lontanissimi: sarà presumibilmente questione tra olandesi (Lavreysen, Hoogland) e neozelandesi (Webster, Mitchell), con possibile inserimento dei britannici Oliva e Hindes, del tedesco Levy o del polacco Rudyk. Omnium tutto da interpretare, poi, dato che mancano i big del settore; occhio al danese Niklas Larsen. Per l’Italia vedremo un altro giovane, Carloalberto Giordani.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile Versione stampabile