Gli atleti del Team LottoNL-Jumbo in allenamento © Cor Vos
Gli atleti del Team LottoNL-Jumbo in allenamento © Cor Vos

I team 2018: Team LottoNL-Jumbo

Tanti leader ma nessuna stella per i gialloneri: Bennett, Gesink e Roglic puntano al Giro, Groenewegen e Kruijswijk al Tour

È entrata nella mente degli appassionati come Rabobank ed è una delle colonne del panorama internazionale. Al trentaquattresimo anno di attività, il Team LottoNL-Jumbo non ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, per via del noto caso che ha portato al licenziamento di Juan José Lobato e alle sospensioni di due mesi dei giovani Antwan Tolhoek e Pascal Eenkhoorn. Tuttavia per il sodalizio olandese, il quale anche nel 2018 metterà a disposizione dei suoi corridori bici Bianchi, è già il momento di voltare pagina e ripartire dal più che positivo 2017 e dai rinnovi dei capitani Dylan Groenewegen e Primoz Roglic. Quattro i nuovi acquisti, tutti di talento.

ROSA
Enrico Battaglin (Ita, 1989), George Bennett (Nzl, 1990), Lars Boom (Ned, 1985), Koen Bouwman (Ned, 1993), Stef Clement (Ned, 1982), Floris De Tier (Bel, 1992), Pascal Eenkhoorn (Ned, 1997), Robert Gesink (Ned, 1986), Dylan Groenewegen (Ned, 1993), Amund Grøndahl Jansen (Nor, 1994), Steven Kruijswijk (Ned, 1987), Sepp Kuss (Usa, 1994), Tom Leezer (Ned, 1985), Bert-Jan Lindeman (Ned, 1989), Paul Martens (Ger, 1983), Daan Olivier (Ned, 1992), Neilson Powless (Usa, 1996), Primoz Roglic (Slo, 1989), Timo Roosen (Ned, 1993), Bram Tankink (Ned, 1978), Antwan Tolhoek (Ned, 1994), Jos van Emden (Ned, 1985), Gijs Van Hoecke (Bel, 1991), Danny van Poppel (Ned, 1993), Robert Wagner (Ger, 1983), Maarten Wynants (Bel, 1982)

L’ANALISI

Steven Kruijswijk
Steven Kruijswijk

CORSE A TAPPE: Sicuramente il settore di punta della squadra, la quale può contare su una serie di corridori in grado di fare classifica sia nei grandi giri che, soprattutto, nelle brevi corse a tappe. Primo tra Primoz Roglic, grande protagonista nel 2017 tra Paesi Baschi, Tirreno-Adriatico e Romandia. Lo sloveno combina in modo perfetto grandi doti a crono e in salita, il che gli permette di poter puntare costantemente alle primissime posizioni in una gara di una settimana. Meno positivo, rispetto a quello del’ex prodigio del salto con gli sci, è stato il 2017 di Steven Kruijswijk: il nativo di Neunen però ha concluso la Vuelta in crescendo, riuscendo a strappare un 9° posto nella generale che dopo dieci giorni sembrava pura utopia, e per il 2018 ha deciso di spostare il focus dal suo amato Giro al Tour, l’unico grande giro in cui ancora non è riuscito ad arrivare in top 10. Alla Corsa Rosa i gradi di capitano spetteranno così al roccioso George Bennett, regolarista neozelandese, vincitore dell’ultima edizione del Giro di California, a cui solo la sfortuna ha portato via un piazzamento di prestigio all’ultima Grande Boucle. Chi invece dovrebbe lasciar perdere le ambizioni di classifica è Robert Gesink: l’ormai ex grande promessa del ciclismo olandese prenderà parte al Giro con l’obiettivo di vincere almeno una tappa, provando a ripetere quanto fatto alla Vuelta 2016, dove fu spesso e volentieri protagonista e trionfò sull’Aubisque. Il supporto dei tre capitani è composto per lo più da corridori giovani e di prospettiva come gli statunitensi Sepp Kuss e Neilson Powless, quest’ultimo molto forte anche nelle prove contro il tempo, il redivivo Daan Olivier, il vincitore della maglia a pois del Delfinato Koen Bouwman e quel Antwan Tolhoek che ha ben impressionato durante l’ultima Vuelta.

Dylan Groenewegen
Dylan Groenewegen

VOLATE: La punta di diamante per gli sprint sarà, ovviamente, Dylan Groenewegen, ormai uno dei primi dieci velocisti al mondo, fresco di trionfo su nientemeno che il rettilineo dei Campi Elisi. A spalleggiarlo ci sarà l’esperto tedesco Robert Wagner, mentre per gli sprint ristretti ecco il norvegese classe ’94 Amund Grøndahl Jansen, corridore che, sul finire dell’estate, si è messo in mostra in diverse corse belghe di categoria .1 e HC. Conclude il reparto il neoacquisto Danny van Poppel, in arrivo dopo gli anni in chiaroscuro al Team Sky: il figlio del grande Jean Paul è ancora molto giovane e possiede un indubbio talento e tali doti gli permetteranno maggior spazio anche in prove importanti, dove potrà togliersi grandi soddisfazioni.

Lars Boom
Lars Boom

PAVÉ: Non eccezionale la truppa della che si concentrerà sul pavé. Il capitano sarà Lars Boom, il quale negli ultimi due anni non è più riuscito a ripetere le belle prestazioni del 2015 sulle pietre. I mesi conclusivi del 2017, in cui è tornato alla vittoria, potrebbero avergli infuso la fiducia necessaria per tornare ai suoi livelli nella prossima primavera. Il veloce Timo Roosen, Jos Van Emden, Gijs Van Hoecke e l’esperto Maarten Wynants dovrebbero essere gli altri corridori che vedremo con costanza affiancare l’ex crossista sulle pietre. Potrebbe cimentarsi sul pavé anche il giovanissimo Pascal Eenkhoorn, grande talento olandese in parte ancora da plasmare, che tanto bene fece da junior prima di perdere un po’ di vista questo tipo di gare negli anni da under 23 per concentrarsi principalmente sulle cronometro.

Robert Gesink
Robert Gesink

CLASSICHE: Ancor più che il pavé il punto debole del sodalizio olandese saranno le altre classiche dove il capitano potrebbe e dovrebbe essere Robert Gesink, ammesso che non si infortuni come spesso è accaduto nelle ultime stagioni. Paul Martens negli anni ha dimostrato di essere un corridore solido e in grado di piazzarsi bene nelle corse di un giorno più dure, ma a 34 anni non dà più le garanzie di una volta, così come non le dà il nostro Enrico Battaglin, unico italiano in rosa, corridore veloce e di talento che però sembra non avere il fondo necessario per arrivare a giocarsi i grandi traguardi. Bert-Jan Lindeman nel 2017 è arrivato tra i primi 5 alla Freccia del Brabante e potrebbe essere competitivo in qualche semiclassica non complicata dal punto di vista altimetrico mentre Floris De Tier nel 2016 si piazzò nei primi venticinque sia all’Amstel che alla Freccia Vallone, obiettivi che potrebbe provare a migliorare ora nella parte centrale della sua carriera.

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