Professionisti

Tutti gli italiani del World Tour, prima parte

25.01.2018 17:03

Da Valerio Agnoli a Oscar Gatto: aspettative, programmi, ambizioni e tutto ciò che c'è da sapere sugli italiani che fanno parte del massimo circuito mondiale


Siamo tanti, cinquantacinque, e di ottima qualità. Sì, perché non c'è nessuna nazione al mondo che abbia così tanti ciclisti nel World Tour. Analizziamo la stagione 2018 per gli atleti tricolori (in rigoroso ordine alfabetico): da Aru a Nibali, passando per la promessa Moscon, senza dimenticare la possibile consacrazione di Viviani e Trentin. Ecco qui la prima parte di questo nostro speciale.

AGNOLI Valerio (Bahrain Merida, professionista dal 2005)
Il fiuggino si “staccherà” probabilmente dal fido capitano Nibali per correre il Giro d’Italia al supporto di Domenico Pozzovivo. Proseguirà probabilmente la stagione alla Vuelta a España dove la Bahrain Merida non avrà un vero e proprio capitano per la generale. Agnoli potrebbe quindi godere di più libertà per inserirsi nei tentativi di fuga, che in Spagna hanno spesso successo.

ALAFACI Eugenio (Trek-Segafredo, professionista dal 2012)
Altra stagione di grande sacrificio per Alafaci, ormai specializzatosi nel ruolo di prezioso gregario abile a neutralizzare le fughe e a condurre i compagni allo sprint. Sicuramente il passista cercherà di aiutare l’amico Giacomo Nizzolo a conquistare la tanto agognata vittoria al Giro.

ARU Fabio (UAE Team Emirates, professionista dal 2013)
Dopo 2 anni di assenza, il sardo tornerà a correre la Corsa Rosa (nonostante manchi ancora l’ufficialità) e questa volta il podio sarà l’obiettivo minimo per il campione italiano, supportato da un buon gruppo di connazionali in squadra. La stagione inizierà ad Abu Dhabi per poi continuare alla Tirreno-Adriatico. Il passo successivo potrebbe essere il debutto alla Liegi-Bastogne-Liegi. Ingaggiato dalla UAE Emirates con un lauto contratto, Aru parteciperà anche alla Vuelta a España, sempre con un occhio di riguardo verso il Mondiale di Innsbruck che correrà, verosimilmente, con il ruolo di seconda punta dietro a Vincenzo Nibali.

BASSO Leonardo (Team Sky, neoprofessionista)
Il trevigiano è passato un po’ a sorpresa tra le file del Team Sky nel mese di dicembre. Già nel 2015 aveva disputato alcune gare da professionista con la Trek Factory Racing come stagista, ottenendo subito un terzo posto in Colorado. Verrà certamente utilizzato a servizio dei compagni, e dovrà cogliere le rarissime occasioni in cui gli sarà dato il via libera.

BATTAGLIN Enrico (Team LottoNL-Jumbo, professionista dal 2012)
Terzo anno nella compagine olandese per il classe ’89, capace in carriera di conquistare ben 2 tappe al Giro d’Italia (2013 e 2014). Quest’anno andrà a caccia di ulteriori tappe e il percorso offre varie occasioni per chi, come lui, è dotato di spunto veloce negli strappi brevi. Ci si aspetta però una maggiore costanza di risultati dal nativo di Marostica, passato tra i pro con elevate aspettative.

BENEDETTI Cesare (Bora Hansgrohe, professionista dal 2010)
Spesso lo si trova in fuga. Spesso lo si vede a lavorare nelle prime ore di corsa. Stiamo parlando di Cesare Benedetti che per il quarto anno vestirà i colori nero-verdi della squadra tedesca. Il suo obiettivo stagionale sarà quello di lavorare per il campione del mondo Peter Sagan ed anche per il suo nuovo capitano, nonché amico, Davide Formolo.

BENNATI Daniele (Movistar Team, professionista dal 2002)
Come si fa a rinunciare al panterone? A 37 anni è ancora uno dei più preziosi gregari al mondo e sarà certamente al Tour de France per proteggere Quintana dalle insidie della prima settimana. In primavera disputerà le principali classiche del nord dove, in una squadra come la Movistar, avrà sostanzialmente carta bianca.

BETTIOL Alberto (BMC Racing Team, professionista dal 2014)
L’ex corridore della Cannondale ha mostrato che gli ottimi segnali di fine 2016 non erano solo una casualità, riuscendo anche a conquistare la maglia azzurra per Bergen ed onorandola al meglio. La scelta di passare alla BMC ha fatto storcere il naso a qualcuno in quanto nella squadra svizzera troverà capitani come Greg Van Avermaet e Dylan Teuns. Bettiol ha giustificato la sua scelta descrivendo la BMC come una squadra che lo potrà far crescere ulteriormente. È probabile che il toscano correrà sia le classiche del pavè che quelle delle Ardenne per poi staccare e presentarsi al Tour de France in aiuto a Porte.

BOARO Manuele (Bahrain Merida, professionista dal 2011)
Il veneto di Bassano del Grappa avrà il compito di tenere coperti i propri capitani nelle prime posizioni del gruppo, compito che svolge al meglio già da anni. In questa stagione dovrebbe affiancare Pozzovivo al Giro d’Italia. Potrebbe togliersi qualche soddisfazione nelle prove contro il tempo, specialità che ha un po’ abbandonato per ordini di squadra.

BONIFAZIO Niccolò (Bahrain Merida, professionista dal 2014)
Per la prima volta da quando è professionista, Bonifazio ha concluso un’intera annata senza alzare le braccia. I piazzamenti sono stati numerosi ma la squadra si aspettava qualcosa di più dal piemontese, che raramente ha brillato dopo la Sanremo 2015, la corsa in cui si era mostrato al mondo. Per il 2018 è possibile il debutto al Giro d’Italia e una vittoria di tappa darebbe certamente una svolta alla sua carriera.

BONO Matteo (UAE Team Emirates, professionista dal 2006)
Chi ormai da anni si dedica a lavorare per i propri capitani è anche Matteo Bono. Capace anche di mettersi in mostra in lunghe fughe come alla Sanremo o alla Liegi, in questo 2018 la sua mansione sarà quella di aiutare i vari leader della squadra, da Aru a Martin, passando per Kristoff.

BRAMBILLA Gianluca (Trek-Segafredo, professionista dal 2010)
Il Brambilla del 2017 è stato purtroppo solo un lontano parente di quello visto l’anno prima, capace di conquistare la vittoria di tappa al Giro e alla Vuelta ed indossare la Maglia Rosa. Colpa di una fastidiosissima epatite A che l’ha colpito nella prima parte di stagione. Il lombardo è passato alla Trek-Segafredo, con la quale svolgerà il ruolo di capitano al Giro d’Italia, per tornare a vincere una tappa e, perché no, a centrare una top 10 in classifica generale.

CAPECCHI Eros (Quick-Step Floors, professionista dal 2006)
L’umbro vivrà la sua seconda stagione tra le fila della squadra belga ed il suo compito sarà quello di dare una mano nelle classiche ma soprattutto nei treni presenti ai grandi giri (specialità nella quale si diletta da pochi anni). Senza vittorie dal 2012, cercherà gioia personale in quale traguardo parziale delle varie gare a tappe a cui prenderà parte e nei suoi programmi dovrebbe esserci il Giro d’Italia, corsa, tra l’altro, che nel 2011 gli ha regalato la gioia più grande della sua carriera.

CARUSO Damiano (BMC Racing Team, professionista dal 2009)
I tifosi italiani sperano di vederlo finalmente capitano durante il Giro d’Italia ma la BMC ha già fatto sapere che Caruso si concentrerà sul Tour de France in appoggio a Richie Porte; troppo importante il suo supporto per l’australiano. Come già successo nel 2017, il siciliano dovrebbe potrebbe avere carta bianca in qualche corsa a tappe di una settimana, a maggior ragione dopo il secondo posto al Tour de Suisse. Dopo l’ottima prestazione di Rio 2016, è uno dei papabili 9 per il Mondiale di Innsbruck.

CATALDO Dario (Astana Pro Team, professionista dal 2007)
L’abruzzese sarà uno dei principali uomini a supporto dei leader nei grandi giri per la squadra kazaka. La partenza di Fabio Aru gli darà qualche libertà in più per conquistare finalmente una tappa al Giro d’Italia, corsa in cui avrà anche un occhio di riguardo per il capitano Miguel Ángel López. Una stagione di alto livello potrebbe fargli indossare la maglia azzurra nel mese di settembre.

CIMOLAI Davide (Groupama FDJ, professionista dal 2010)
Dalla scorsa stagione Cimolai ha in parte rinunciato alle ambizioni personali per far parte del treno di Arnaud Démare, correndo nelle principali corse francesi e conducendolo anche alla vittoria di tappa al Tour de France. Questo non significa che il 28enne non potrà giocarsi anche le sue carte, testimone la tappa vinta al Catalunya e le due top 10 al Tour dopo l’abbandono di Démare.

COLBRELLI Sonny (Bahrain Merida, professionista dal 2012)
Il debutto nel World Tour è stato piuttosto dolce per il bresciano: ha alzato le mani alla Parigi-Nizza e ha centrato la top 10 a Fiandre, Harelbeke e Amstel. In stagione ha avuto un rendimento costante ed è per questo che dovrebbe ripercorrere su per giù lo stesso programma del 2017 con classiche e Tour de France (dove ha un po’ sofferto il caldo l’anno passato); lo straripante Sonny visto alla Freccia del Brabante può davvero fare scintille.

CONCI Nicola (Trek Segafredo, neoprofessionista)
Una delle più grandi speranze future del ciclismo italiano. Lo scalatore di Pergine Valsugana, dotato peraltro di un buon spunto veloce, viene da una buona stagione, caratterizzata da 2 vittorie e il settimo posto al Giro d’Italia Under 23 (non preparato al meglio causa la rottura della clavicola). A soli 21 anni, verrà sicuramente gestito oculatamente dalla Trek, in modo da farlo crescere senza troppa fretta.

CONSONNI Simone (UAE Team Emirates, professionista dal 2017)
Nella sua stagione di esordio Simone Consonni si è messo in mostra alla Tre Giorni di La Panne, dimostrando di avere qualità sulle pietre con il terzo posto nella frazione che prevedeva il muro di Grammont. Quest’anno affronterà senza particolare pressione le principali classiche e si cimenterà anche negli sprint di gruppo quando necessario, pur prediligendo quelli a ranghi ristretti.

CONTI Valerio (UAE Team Emirates, professionista dal 2014)
Il laziale ha mostrato una volta in più di amare i percorsi misti, caratterizzati da continui su e giù (vedasi la tappa di Peschici al Giro). In questa stagione dovrebbe correre ancora in appoggio ai capitani Ulissi ed Aru ma ci si aspetta che nelle classiche italiane possa ottenere vari piazzamenti grazie anche al suo buon spunto veloce.

DE MARCHI Alessandro (BMC Racing Team, professionista dal 2011)
Il Rosso di Buja sarà fautore di un’altra generosa stagione. È probabile che la squadra lo elegga tra gli uomini di Richie Porte, facendogli quindi correre il Tour de France. Se il programma continuerà, come nel 2017, con la Vuelta, il friulano avrà la chance di andare all’attacco a più riprese per mettersi in mostra agli occhi di Davide Cassani, che su percorsi impegnativi l’ha sempre convocato.

FABBRO Matteo (Team Katusha Alpecin, neoprofessionista)
L’ex atleta del Cycling Team Friuli è passato professionista grazie alle notevoli doti di scalatore dimostrate nella sua ultima stagione da Under 23, pur minata da numerosi infortuni. Difficilmente verrà subito schierato nei grandi giri ma avrà modo di mostrare le sue qualità nelle brevi corse a tappe, aiutando i capitani Zakarin e Spilak.

FELLINE Fabio (Trek-Segafredo, professionista dal 2010)
Purtroppo per il piemontese, ogni anno c’è sempre qualcosa che non gli permette di rendere al meglio: se nel 2016 era stata la caduta nelle Ardenne, nel 2017 è stata la toxoplasmosi a debilitarlo da luglio in poi. Si spera che l’imminente stagione possa essere più clemente e che Felline riesca a dimostrare il suo valore a tutto tondo: nelle classiche del nord e nelle Ardenne, senza dimenticare le corse a tappe dove può alzare le braccia nelle frazioni miste.

FERRARI Roberto (UAE Team Emirates, professionista dal 2007)
Il corridore lombardo è diventato uno dei migliori ultimi uomini del gruppo negli ultimi anni (per referenze chiedere a Sacha Modolo) sacrificando le velleità di vittoria. Nel 2017 ha però dimostrato che in volata può ancora dire la sua raccogliendo quattro top 10 al Giro d’Italia. Non è ancora chiaro se in questa stagione sarà in appoggio ad Alexander Kristoff o se potrà godere di maggiore libertà nella Corsa Rosa.

FORMOLO Davide (Bora Hansgrohe, professionista dal 2014)
Le aspettative su questo ciclista sono sempre tante, fin da quando nel 2014 tenne testa ad un Nibali che di lì a un mese avrebbe conquistato il Tour de France. Dopo il nono posto alla Vuelta 2016 e il decimo al Giro 2017, ci si aspetta un ulteriore salto di qualità dal veneto, auspicando che la Bora sia la squadra adatta a farglielo compiere. Il programma ricalcherà grossomodo quello dello scorso anno, con la Liegi e il Giro d’Italia come principali obiettivi. Finale di stagione che dovrebbe prevedere la Vuelta a España e, se non ci saranno intoppi, Mondiale su strada.

GANNA Filippo (UAE Team Emirates, professionista dal 2017)
Il giovane talento di Verbania è una delle grandi speranze tricolori per il pavè e per le prove contro il tempo. Nella sua prima stagione da pro ha sacrificato la campagna del nord per preparare i Mondiali su pista (correndo solo la Gand-Wevelgem). Certamente nel 2018 debutterà nelle maggiori classiche per fare esperienza e aiutare il nuovo acquisto Alexander Kristoff, già vincitore nelle Fiandre nel 2015.

GASPAROTTO Enrico (Bahrain Merida, professionista dal 2005)
È il corridore che negli ultimi 10 anni ci ha dato le maggiori soddisfazioni nelle Ardenne, conquistando per 2 volte l’Amstel e un terzo posto alla Liegi. Nel 2017, una caduta proprio nella corsa più amata gli ha precluso la possibilità di essere competitivo nelle classiche. Alla soglia dei 36 anni proverà a dire ancora la sua e, se necessario, a supportare Vincenzo Nibali nel tentativo di portarsi a casa la Liegi-Bastogne-Liegi.

GATTO Oscar (Astana Pro Team, professionista dal 2007)
Il vincitore della tappa di Tropea al Giro 2011 ha persone un po’ lo spunto veloce che in quegli anni gli permetteva di aggiudicarsi le corse, prediligendo ora percorsi più impegnativi: l’anno scorso è riuscito a battere il compagno López nel breve prologo (800 metri) in salita del Giro d’Austria. Nel 2018 difficilmente correrà i grandi giri ma si concentrerà sulle classiche del pavè per le quali l’Astana non ha un vero e proprio leader designato.

 
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