Professionisti

Tutti gli italiani del World Tour, seconda parte

26.01.2018 14:51

Da Jacopo Guarnieri a Elia Viviani: aspettative, programmi, ambizioni e tutto ciò che c'è da sapere sugli italiani che fanno parte del massimo circuito mondiale


Continuiamo la nostra analisi di tutti i corridori italiani che vestono la maglia di squadre World Tour: ieri nella prima parte vi abbiamo dato i primi 28 nomi, adesso chiudiamo la lista partendo da Jacopo Guarnieri e arrivando ad Elia Viviani toccando alcuni dei migliori talenti azzurri.

GUARNIERI Jacopo (Groupama FDJ, professionista dal 2009)
Già dai suoi anni in Katusha, il lombardo si è specializzato nel ruolo di ultimo uomo, in quel caso specifico di Alexander Kristoff. Dall’anno scorso, assieme a Cimolai, è passato alla corte di Arnaud Démare, che non a caso ha vissuto probabilmente la sua stagione migliore in termini di vittorie. Anche nel 2018 seguirà il programma del suo capitano, con obiettivo principale il Tour de France.

MARCATO Marco (UAE Team Emirates, professionista dal 2005)
Nel 2018 Marco Marcato avrà un duplice compito: aiutare Alexander Kristoff nelle classiche del nord e dare una mano a Fabio Aru nel grande giro che disputerà. Con la sua esperienza potrà essere una pedina importante in una squadra giovane come la UAE Team Emirates, pronta a vivere una stagione da grande protagonista dopo l’ottima campagna acquisti degli ultimi mesi.

MARTINELLI Davide (Quick-Step Floors, professionista dal 2016)
Il suo compito principale sarà ancora quello di guidare al meglio il proprio capitano alla volata. Se verrà affidato al gruppo Gaviria, debutterà al Tour de France, mentre con Viviani sarà sulle strade del Giro. Ma il bresciano in cuor suo culla anche il desiderio di ritagliarsi qualche gioia personale nel corso di una stagione che ci potrà dire molto sui traguardi ai quali potrà ambire il figlio di Giuseppe Martinelli.

MINALI Riccardo (Astana Pro Team, professionista dal 2017)
Il giovane velocista figlio d’arte ha mostrato le sue qualità fin dall’esordio nei professionisti mettendo la ruota davanti a gente come Cavendish e Degenkolb al Dubai Tour; gli è mancata la vittoria ma i piazzamenti sono stati numerosi. Il fatto che l’Astana non abbia velocisti di punta in rosa gli permetterà di godere di grande liberà e supporto nelle frazioni a lui adatte.

MODOLO Sacha (Education First-Drapac, professionista dal 2010)
Il 2017 ci ha dato un Modolo “diverso”, un po’ meno sprinter e più uomo da classica: il risultato più importante è certamente il sesto posto al Giro delle Fiandre, secondo solo a Kristoff nella volata del gruppo inseguitore. Dopo 4 anni nel gruppo Lampre/UAE, il veneto correrà per la prima volta per una compagine interamente straniera e si dividerà i gradi di velocista con Daniel McLay. Per quanto riguarda il pavè, sarà l’alternativa a Sep Vanmarcke, già sul podio a Fiandre e Roubaix.

MONTAGUTI Matteo (AG2R La Mondiale, professionista dal 2008)
La passata stagione gli ha portato in dono una meritatissima vittoria di tappa al Tour of the Alps (davanti a Pinot e Dennis), vittoria che inseguiva dal lontano 2010. Nell’anno corrente dovrebbe avere ancora la possibilità di andare all’attacco nei grandi giri, presumibilmente a Giro e Vuelta (saltata nel 2017 per una frattura alla mano), corse nelle quali la AG2R non avrà un leader per la classifica.

MORI Manuele (UAE Team Emirates, professionista dal 2004)                                                                  Recuperato completamente dalla frattura alla scapola destra rimediata al Tour de France, l’empolese anche in questa stagione si dedicherà a mettersi a disposizione dei propri capitani con il sogno di vincere una tappa alla Grande Boucle come seppe fare suo papà Primo.

MOSCON Gianni (Team Sky, professionista dal 2016)
Inutile negare che le aspettative su questo ragazzo siano altissime, d’altronde fare quinto alla Roubaix e terzo al Lombardia (senza tralasciare il sesto posto nella crono Mondiale a 8” dal podio) alla seconda stagione da pro non è da tutti. Il trentino ha vissuto anche qualche momento di tensione, come la vicenda Réza e quella Reichenbach, e anche questo farà parte del bagaglio di esperienze utili al corridore. Nel 2018 sarà chiamato a confermare e migliorare ulteriormente i risultati del 2017: correrà le classiche del pavè con un ruolo di primo piano e poi dovrebbe debuttare al Tour de France per supportare Chris Froome (se la sentenza gli darà il via libera). A fine stagione farà parte della selezione mondiale di Cassani, e potrebbe non avere solo compiti di gregariato.

MOSER Moreno (Astana Pro Team, professionista 2012)
Il trentino viene da un’annata che non l’ha mai visto entrare nei primi 10, complice anche un citomegalovirus che l’ha colpito tra aprile e maggio. È un vero peccato perché la stagione 2016 ci aveva restituito un Moser a tratti pimpante e competitivo. Quest’anno proverà a supportare Miguel Ángel López al Giro d’Italia e, perché no, a conquistare quella tappa che gli è maldestramente sfuggita 2 anni fa.

NIBALI Antonio (Bahrain Merida, professionista dal 2015)
Il 2017 è coinciso con l’esordio nella categoria World Tour e Antonio ha dimostrato di poterci stare nella massima categoria, soprattutto alla Vuelta a España dove ha supportato il fratello maggiore. Quest’anno continuerà ancora la sua crescita e potrebbe esordire al Giro, doppiando poi con la Ronda spagnola.

NIBALI Vincenzo (Bahrain Merida, professionista dal 2005)
Il 2018 sarà un anno pieno di obiettivi stimolanti per lo Squalo dello Stretto: in primavera tornerà alla Liegi e questa volta con una forma migliore, che gli dovrebbe permettere di provare a giocarsela. La Doyenne è sempre più una corsa per scattisti e se c’è uno che può rompere questo tabù, quello è Nibali. Il secondo grande obiettivo sarà il Tour de France, che quest’anno presenta un percorso molto variegato e, mai come negli ultimi anni, adatto al siciliano. Dopo la Grande Boucle, Vincenzo correrà anche la Vuelta, ma gli servirà per far crescere la condizione in vista del Mondiale di Innsbruck, uno dei Mondiali più duri di sempre, che vedrà il messinese tra i grandi favoriti.

NIZZOLO Giacomo (Trek-Segafredo, professionista dal 2011)
Per l’ex campione italiano sarà molto semplice fare meglio dell’anno scorso: nel 2017 ha infatti collezionato meno di 30 giorni di corsa a causa di una tendinite al ginocchio prima e di una sindrome da sovrallenamento poi. Il 2018 di Nizzolo verterà sicuramente sulle classiche (come alternativa a Degenkolb) e sulla conquista di una tappa nei grandi giri (più facile che corra il Giro e magari doppi con la Vuelta).

OSS Daniel (Bora Hansgrohe, professionista dal 2009)
Il possente passista, autore di un’ottima prestazione alla Parigi-Roubaix, è finalmente giunto alla corte dell’amico Peter Sagan. Il suo compito principale sarà appunto quello di supportare il campione del mondo nelle classiche del nord, dove spesso gli è mancato l’aiuto della squadra. L’ex BMC sarà certamente utilissimo nel proteggere i capitani dei grandi giri (Majka e König su tutti) nelle frazioni pianeggianti.

PELLIZOTTI Franco (Bahrain Merida, professionista dal 2001)
A 39 anni il Delfino di Bibione ha vissuto una grandissima stagione da gregario di Vincenzo Nibali, scortandolo in salita nelle tappe più dure (quinto sull’Angliru). Scontato dire che quest’anno Pellizotti supporterà lo Squalo sulle strade del Tour e non è assolutamente da escludere che possa farlo anche ad Innsbruck.

PELUCCHI Matteo (Bora Hansgrohe, professionista dal 2011)
Il classe ’89 si è trovato un po’ chiuso dai numerosi uomini veloci presenti nel team tedesco, Sagan in primis, ma anche Bennett, Ackermann e Selig. In stagione ha ottenuto numerose top 10 ma la vittoria gli manca dal 2015. Quest’anno dovrà cogliere le possibilità che gli saranno date nelle brevi corse a tappe.

PETILLI Simone (UAE Team Emirates, professionista dal 2016)
L’immagine impressa nella nostra mente è ancora quella della sua terribile caduta allo scorso Lombardia. Il lecchese ha vissuto un inverno nel quale è riuscito a recuperare da quel brutto incidente ed è pronto a ritornare alle corse. Il suo obiettivo nel 2018 sarà quello di crescere ancora soprattutto nelle corse a tappe. Senza particolati pressioni potrà cimentarsi nelle frazioni di montagna adatte alle sue caratteristiche ed essere utile alla causa di Fabio Aru.

POZZOVIVO Domenico (Bahrain Merida, professionista dal 2005)
Lo scalatore lucano ha vissuto una delle sue migliori stagioni, caratterizzata da numerosi risultati di rilievo tra cui il sesto posto al Giro d’Italia, il quarto al Tour de Suisse e il sesto a Il Lombardia. Passato alla corte di Vincenzo Nibali, ha ottenuto il ruolo di capitano nella Corsa Rosa, con l’accordo di aiutare poi il siciliano in Francia. Sicuramente Pozzovivo punterà alla prima convocazione mondiale in maglia azzurra nella categoria élite, in un percorso per scalatori come quello di Innsbruck.

PUCCIO Salvatore (Team Sky, professionista dal 2012)
Il siculo-umbro della Sky ha concluso una stagione molto solida che lo ha visto prendere parte a 3 monumento e a 2 grandi giri, tanto da conquistare la maglia azzurra per la rassegna iridata di Bergen. Per il 2018 ha già espresso la volontà di replicare il programma con Giro-Vuelta, con la speranza di fare bene soprattutto nelle tre tappe siciliane.

RAVASI Edward (UAE Team Emirates, professionista dal 2017)
Dopo il secondo posto all’Avenir 2016, ci si aspettava sicuramente di più da questo giovane scalatore, che non ha mai trovato il giusto colpo di pedale anche a causa di un fastidioso problema al ginocchio nel mese di marzo. Quest’anno metterà le sue doti in salita a disposizione del capitano Fabio Aru, con tutte le probabilità, al Giro d’Italia.

ROSA Diego (Team Sky, professionista dal 2013)
Annata sottotono quella del 2017, con 2 sole top 10 individuali (per giunta nella stessa corsa, la Vuelta a Andalucía di febbraio). Il passaggio alla Sky non è stato del tutto positivo ed è sembrato quasi un passo indietro rispetto al Diego Rosa del 2016, capace di sfiorare la vittoria al Giro di Lombardia. Il piemontese deve certamente cambiare marcia ma non sarà facile scalare le rigide gerarchie della squadra britannica; lo vedremo probabilmente supportare Kwiatkowski nelle Ardenne e Froome sulle strade del Giro.

SABATINI Fabio (Quick-Step Floors, professionista dal 2006)
Il corridore toscano è uno dei tanti italiani specializzatisi nel ruolo di ultimo uomo e ha avuto l’onere, e l’onore, di pilotare Marcel Kittel verso le 5 vittorie di tappa al Tour de France. Con la partenza del tedesco, Sabatini farà parte del treno di Elia Viviani e siamo certi che questa connection tutta italiana porterà ottimi risultati nel 2018 (già una vittoria in Australia).

TRENTIN Matteo (Mitchelton-Scott, professionista dal 2012)
Una delle assolute rivelazioni della stagione 2017, con ben 7 vittorie negli ultimi 2 mesi. Il trentino ha conquistato 4 tappe alla Vuelta, sfiorando la maglia verde, e per la seconda volta ha portato a casa la Parigi-Tours (senza dimenticare il quarto posto al Mondiale Bergen). Questi risultati gli hanno permesso di passare alla Mitchelton-Scott con un ruolo di leader per le corse del pavè, con le quali ha sempre dimostrato un ottimo feeling. Questa annata ci dirà quindi se Trentin avrà la stoffa per occupare il ruolo di protagonista assoluto a livello World Tour. Non mancheranno però le occasioni per mettersi al servizio di Caleb Ewan

TROIA Oliviero (UAE Team Emirates, professionista dal 2017)
Il passista classe ’94 si è messo subito in luce con un secondo posto alla Vuelta a San Juan e con attacchi da lontano al Fiandre e alla Roubaix. Quest’anno proseguirà il suo percorso di crescita nelle maggiori classiche del nord mettendosi al servizio del capitano, il norvegese Alexander Kristoff.

ULISSI Diego (UAE Team Emirates, professionista dal 2010)
Ogni stagione viene da pensare “questo è l’anno della verità per Ulissi” e puntualmente si torna a dirlo all’inizio della stagione successiva. Nel 2017 ha debuttato al Tour de France (sfiorando la vittoria di tappa), ha vinto il GP Montréal e il Tour of Turkey ma nelle Ardenne non è stato all’altezza delle attese. Forse l’arrivo di Daniel Martin gli toglierà un po’ di pressione e lo farà correre più liberamente. Al momento la certezza sono le classiche di primavera ed è probabile che poi il toscano segua parte del programma di Fabio Aru (più Giro che Tour) per supportarlo ma anche per andare a caccia di tappe. Anche Ulissi è uno dei possibili convocati per il Mondiale austriaco.

VILLELLA Davide (Astana Pro Team, professionista dal 2014)
Il bergamasco ha passato un po’ un’annata di luci ed ombre con alcune buone prestazioni come l’attacco nei chilometri finali della Liegi, la classifica degli scalatori alla Vuelta e il quinto posto alla Tre Valli Varesine. Col passaggio all’Astana dovrà trovare più continuità per fare bene nelle classiche e nelle tappe miste dei grandi giri, dove dovrebbe avere una discreta libertà di attaccare.

VISCONTI Giovanni (Bahrain Merida, professionista dal 2005)
Se l’anno scorso Visconti ha seguito il programma del corregionale Nibali, in questo 2018 le strade dei due siciliani del team emiratino si divideranno. L’ex tre volte campione italiano concentrerà la sua stagione sulle classiche primaverili e sul Giro d’Italia dove non svolgerà solo un importante lavoro di supporto a Domenico Pozzovivo ma potrà andare a caccia del suo terzo successo di tappa nel primo grande giro stagionale, sperando che possa arrivare proprio in una delle tre tappe siciliane.

VIVIANI Elia (Quick-Step Floors, professionista dal 2010)
Forse per la prima volta in carriera, l’oro di Rio 2016, avrà un vero treno al suo supporto, e a dire il vero se l’è ampiamente meritato con un favoloso finale di stagione 2017 (Amburgo e Plouay le perle). La stagione attuale è partita altrettanto bene con la vittoria di tappa al Down Under. Lasciato il Team Sky, Viviani avrà finalmente la possibilità di tornare a correre i grandi giri (alternandosi con Gaviria) e punterà forte alla Sanremo e al Giro d’Italia, cercando di rivivere le emozioni della vittoria di Genova del 2015.
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