Giacomo NIzzolo saluta l'obiettivo © Trek-Segafredo
Giacomo NIzzolo saluta l'obiettivo © Trek-Segafredo

Vuelta a San Juan, la chiusura è per Giacomo Nizzolo. Generale a Najar

Volata doveva essere e volata è stata nella settima e conclusiva frazione della Vuelta a San Juan. Dodici tornate a San Juan per complessivi 141.3 km sotto il bel tempo che ha caratterizzato la settimana in Argentina. Sette è anche il numero dei fuggitivi della prima ora, con gli argentini Sergio Aguirre (Municipalidad de Rawson) e Emiliano Contreras (Asociación Civil Mardan), i colombiani Omar Mendoza (Medellin) e Miguel Ángel Rubiano (Coldeportes), il canadese Alexander Cataford (UnitedHealthcare), l’italiano Giuseppe Fonzi (Wilier Triestina-Selle Italia) e il cileno Gonzalo Miranda (Municipalidad de Pocito) come coraggiosi.

L’azione è stata annullata a circa 50 km dal termine e il gruppo è andato in tranquillità fino ai meno 30 km, quando si è formato un nuovo drappello di battistrada. Hanno cercato fortuna lo spagnolo Álvaro Cuadros (Caja Rural-Seguros RGA), il brasiliano Rodrigo Do Nascimento (Brasile) e l’italiano Simone Velasco (Wilier Triestina-Selle Italia). Ai meno 20 km il terzetto possedeva 30″, azzerati ai meno 9 km per opera di Quick Step Floors, SEP San Juan e Trek-Segafredo.

Si giunge così alla scontata volata, nella quale la Quick Step Floors ha come d’abitudine preso le redini della situazione. Ma i belgi non sono riusciti a lavorare al meglio, lasciando spazio alla concorrenza. Ai meno 100 metri parte secco Giacomo Nizzolo: il brianzolo della Trek-Segafredo conduce un ottimo sprint e va ad esultare. Per il ventottenne si tratta di una vera e propria liberazione dopo un 2017 da buttare: l’ex campione d’Italia non esultava da 466 giorni, quando si impose all’Abu Dhabi Tour. Per la formazione statunitense è invece la quarta affermazione negli ultimi cinque giorni: l’anno scorso tale cifra venne toccata solamente a fine maggio.

Secondo e terzo posto per la Quick Step Floors con l’argentino Maxi Richeze e il colombiano Álvaro Hodeg. Seguono il tedesco Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe), il ligure Niccolò Bonifazio (Bahrain Merida), lo spagnolo Manuel Peñalver (Trevigiani Phonix-Hemus 1896), l’ottimo piemontese Federico Burchio (Italia), il belga Jens Keukeleire (Lotto Soudal), il canadese Guillaume Boivin (Israel Cycling Academy) e il colombiano Carlos Alzate (UnitedHealthcare).

La classifica generale non conosce mutamenti per cui a salire sul gradino più alto del podio è Gonzalo Najar. Il campione argentino regala ai locali del SEP San Juan l’alloro più importante della stagione, se non della pluriennale storia del team. Seconda posizione a 51″ per il veterano spagnolo Óscar Sevilla (Medellin) mentre terzo a 1’11” uno stupendo Filippo Ganna (UAE Team Emirates).

Completano la top 10 il colombiano Rodolfo Torres (Androni Giocattoli-Sidermec) a 1’41”, il polacco Rafal Majka (Bora Hansgrohe) a 1’58”, il belga Tiesj Benoot (Lotto Soudal) a 1’59”, i colombiani Omar Mendoza (Medellin) a 2’08” e Dayer Quintana (Movistar Team) a 2’58”, il bielorusso Kanstantsin Siutsou (Bahrain Merida) a 3’19” e il colombiano Jarlinson Pantano (Trek-Segafredo) a 3’32”.

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