Sonny Colbrelli vince a Hatta Dam al Dubai Tour 2018 © Bettiniphoto - Roberto Bettini
Sonny Colbrelli vince a Hatta Dam al Dubai Tour 2018 © Bettiniphoto - Roberto Bettini

Un Colbrelli rapace spegne i sogni di un baby talento

Dubai Tour, lo statunitense McNulty ripreso sul filo di lana. Sonny supera tutti a Hatta Dam, nei 10 Nizzolo e Viviani che conserva la vetta della classifica

Ogni volta che questa tappa è stata disputata si è rivelata decisiva ai fini della attribuzione del Dubai Tour. E anche quest’anno lo è stato. Ma poteva esserlo ben di più per merito di una azione tanto folle quanto vicina a realizzarsi. Merito di un teenager statunitense, il cui talento è già noto agli appassionati e agli addetti ai lavori. Il salto fra under 23 e élite è però sempre infido e ricco di insidie, come testimonia un suo connazionale altrettanto talentuoso ma che non è riuscito a tenere botta a livello di motivazioni. È nata una stella? Probabile, meglio però non azzardare troppo. Certo che spettacolo di corridore che è Brandon McNulty.

Cinque in fuga, c’è ancora Bevilacqua
Da Dubai a Hatta Dam, dunque, per l’ormai arcinoto muretto finale con punte al 17%, in una giornata che si preannuncia meno calda e meno ventosa del previsto (e del recente passato). Per i 172 km previsti si sono lanciati 106 corridori, con tre assenti rispetto a ieri. Il trio è quello della nazionale emiratina, con Mohamad Al Balooshi, Jaber Al Mansoori e Mohammad Al Murawwi che terminano anzitempo la corsa di casa.

La fuga buona parte già all’interno del primo km. Si avvantaggiano lo statunitense Robin Carpenter (Rally Cycling), l’irlandese Conor Dunne (Aqua Blue Sport) e il cinese Sun Xiaolong (Mitchelton-BikeExchange). Neppure un km più tardi e rientrano l’azzurro Simone Bevilacqua (Wilier Triestina-Selle Italia), lo statunitense Brandon McNulty (Rally Cycling) e l’australiano Christopher Williams (Team Novo Nordisk).

In tre proseguono, l’Astana tenta di ravvivare il clima
Il gruppo lascia subito fare, con il gap che tocca i 60″ dopo 5 km e si moltiplica a 5’20” dopo 20 km. L’apice viene raggiunto al km 70 quando il sestetto passa con 6’30” di vantaggio sul gruppo, ancora tranquillamente controllato dalla Quick Step Floors. Ai due traguardi volanti si registra interesse fra i sei: al primo, posto in località Al Madam (km 87.3), Williams supera Bevilacqua e Sun. Il neopro’ vicentino si vendica sull’aussie ad Al Malaiha (km 109.9), con McNulty terzo.

Con la strada che leggermente ma costantemente sale verso Shawka sia Sun che Williams non riescono a tenere le ruote, venendo irrimediabilmente staccati. E poco più tardi, attorno ai meno 45 km con il gap a 4’25”, anche Bevilacqua saluta. Nel gruppo si inizia a sentire puzza di bruciato e l’Astana Pro Team cerca di smuovere le acque: Zhandos Bizhigitov e Daniil Fominykh vengono mandati in avanscoperta ai meno 35 km con lo scopo di far nascere una reazione. Che non c’è però, e i due kazaki si rialzano al termine della discesa ai meno 26 km, quando il distacco è sempre nell’ordine dei 4′.

Dietro si lavora, McNulty va tutto solo
Tim Declercq e Maximilian Schachmann per la Quick Step Floors, Amanuel Gebreigzabhier e Jay Robert Thomson per il Team Dimension Data, Yousef Mirza per la UAE Team Emirates e Toms Skujins per la Trek-Segafredo si danno cambi regolari dopo trenate a tutta. Ma anche così non si registra un significativo sbalzo del ritardo: merito del gigante (206 cm) Dunne, del poliedrico Carpenter e soprattutto del diciannovenne McNulty, che opera la maggior parte del lavoro e continuando a essere, come nel resto della giornata, leader virtuale.

Lo strappettino di Huwaylat, corto ma arcigno con le pendenze vicine al 15%, vede smembrarsi la fuga: ai meno 12.5 km Carpenter getta la spugna, venendo ringraziato dal compagno McNulty. Il quale, messosi in testa, con un’accelerazione distanzia quasi immediatamente lo sfinito Dunne, provando a involarsi tutto solo con 1’40” di margine residuo. L’Astana prova ancora a cambiare le carte in tavola con Ruslan Tleubayev il quale si rialza a fine salitella. In cima il gruppo è decisamente sfilacciato, con nomi come Groenewegen e Kittel leggermente attardati.

Ci prova Christian, ma è un fuoco di paglia. McNulty pedala per l’impresa
McNulty entra negli ultimi 10 km con 1’20” e con una pedalata ancora pimpantissima mentre dietro il britannico Mark Christian (Aqua Blue Sport) evade ai meno 9.5, nella fase finale dell’ascesa. Al termine del declivio, però, il mannese si lascia riprendere da un gruppo che ha ritrovato anche alcuni degli staccati, Groenewegen e Kittel compresi, e l’affaticato Dunne, raggiunto ai meno 5.5 km. In questo momento lo yankee ha ancora 1’10” sul plotone tirato da Cofidis, Solutions Crédits e soprattutto la Bahrain Merida con Grega Bole e Kristijan Koren. In coda, causa sbandamento di Marco Haller (Team Katusha-Alpecin), finisce a terra Danny Pate (Rally Cycling), ma senza alcuna conseguenza.

La cavalcata dell’oro iridato a crono tra gli juniores pare poter giungere a buon fine, tanto che ai meno 4 km ha 1′, ai meno 3 km 50″, ai meno 2 km 42″ e 32″ all’ultimo km. Poco dopo essere entrato nella fase calda McNulty non solo ci spera: ormai lo statunitense sente di avere in pugno la vittoria, regalando un cenno di contentezza alla telecamera. Ma Hatta Dam è un ostacolo veramente complicato, soprattutto se le energie sono al lumicino e alle spalle c’è un famelico gruppo pronto a divorare la preda.

Ripreso lo statunitense, Colbrelli esulta. Viviani sesto e ancora leader
E così il sogno di McNulty svanisce a meno di 100 metri dal traguardo e dopo oltre 170 km di azione: al cartello dei meno 50 lo ha passato di gran carriera Sonny Colbrelli (Bahrain Merida), primo a lanciare lo sprint e che, nonostante la difficoltà crescente, riesce a tenere e a conquistare la prima affermazione stagionale. La marcia di avvicinamento verso le classiche di primavera, suo grande obiettivo stagionale, parte dunque nel migliore dei modi.

Alle spalle del bresciano si è piazzato il danese Magnus Cort Nielsen (Astana Pro Team), autore di una rimonta da applausi considerata la posizione da cui è partito. Terzo è il neerlandese Timo Roosen (Team LottoNL-Jumbo), che in questa settimana sta crescendo di livello in maniera vertiginosa. Quarto il norvegese Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), che lancia un virtuale avviso ai rivali per i muri fiamminghi, quindi un bravissimo Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo) e un Elia Viviani (Quick Step Floors) capace di non perdere nulla. Seguono, tutti con il tempo del vincitore, lo svizzero Tom Bohli (BMC Racing Team), il francese Nacer Bouhanni (Cofidis, Solutions Crédits), la cui progressiva trasformazione in velocista completo continua a trovare soddisfazione, e i belgi della BMC Loïc Vliegen e Nathan Van Hooydonck.

Con il risultato odierno Viviani riesce a mantenere la maglia blu di capoclassifica ma non può ancora esultare: domani, nei 129 km tutti a Dubai, dovrà difendersi. Cort Nielsen è col fiato sul collo a soli 2″ mentre Colbrelli si portato a 4″. Se Van Hooydonck a 7″ non è un problema, lo è maggiormente Bouhanni a 8″ il quale, in caso di vittoria e contemporanea assenza dalla top 3 di chi lo precede, si porterebbe a casa il titolo.

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