Un raggiante Moreno Moser sul traguardo di Laigueglia © Trofeo Laigueglia
Un raggiante Moreno Moser sul traguardo di Laigueglia © Trofeo Laigueglia

Moreno, rifacciamo tutto da capo

6 anni fa la prima vittoria da pro’, oggi il risveglio dell’atleta: Moreno Moser vince il Trofeo Laigueglia in solitaria. Sul podio Totò e Busato

Nel 2012 era stato proprio il Trofeo Laigueglia a far capire a Moreno Moser di avere i numeri per una grande carriera nel ciclismo professionistico: il grande nipote d’arte era alla sua seconda corsa da professionista e stupì tutti andando a vincere con un fantastico assolo nel finale in cui aveva messo in mostra ottime gambe ma anche una personalità fuori dal comune. Adesso, a sei anni di distanza, è sempre la classica ligure che apre il calendario italiano a rilanciare la carriera del 27enne trentino che negli ultimi anni sembrava essersi arenata tra tante delusione e pochi sporadici piazzamenti degni di nota: la vittoria odierna di Moser a Laigueglia è stata estremamente convincente per il modo in cui è arrivata e non può che far sperare bene per il futuro.

El Farés ed il nipote di Bettini nella fuga da lontano
La prima fuga di giornata è partita al chilometro 7: i protagonisti erano uno specialista delle azioni dalla lunga distanza come il francese Julien El Farés (Delko Marseille), il norvegese Audun Brekke Fløtten (Team Virtu) ed il nipote d’arte Francesco Bettini (D’Amico-Utensilnord). I tre battistrada sono arrivati ad avere un vantaggio massimo nei confronti del gruppo di circa nove minuti e mezzo al chilometro 50, ma sulla successiva ascesa di Cima Paravenna è iniziata la lenta rimonta del plotone: sono state Androni-Sidermec e AG2R La Mondiale a farsi carico del lavoro di inseguimento. Al chilometro 98, poco prima del passaggio a metà percorso, sono rimasti in fuga solo in due: sullo strappo di Capo Mele, Francesco Bettini ha perso contatto dai fuggitivi El Farés e Fløtten hanno proseguito la loro azione.

Nella fase centrale di corsa il vantaggio della fuga si è stabilizzato attorno ai sette minuti, ma sulla salita del Testico è arrivata una nuova accelerazione del gruppo che sempre su iniziativa di Androni e AG2R ha decisamente cambiato ritmo e non ha più lasciato scampo alla testa della corsa dove nel frattempo Julien El Farés si è tolto di ruota Audun Brekke Fløtten: il 32enne francese della Delko Marseille, tuttavia, non è riuscito a resistere molto di più perché lungo la tecnica discesa che seguiva il gruppo si è spezzato e la corsa si è finalmente accesa.

Ag2r e Androni spaccano la corsa
La forte andatura impressa da Androni e AG2R ha fatto sì che il gruppo si spezzasse in discesa quando mancavano circa 65 chilometri al traguardo sui 203.7 totali e nel frattempo è anche terminata l’azione di El Farés: la formazione di Gianni Savio era presente in forze nel nuovo gruppetto di testa con Ballerini, Cattaneo, Frapporti, Gavazzi e Masnada, i francesi hanno invece risposto con Chérel, Chevrier, Dillier, Dupont e Jauregui mentre gli unici “estrenei” erano Calvin Watson della Aqua Blue Sport e Davide Gabburo dell’Amore&Vita, più ovviamente gli ex fuggitivi El Farés e Fløtten.

Appena la corsa è tornata sull’Aurelia, davanti hanno spalancato il gas e da dietro si è andati ugualmente a tutta: a 45 chilometri dall’arrivo, quando la corsa è transitata nuovamente da Laigueglia per andare ad imboccare il circuito finale con la salita di Colla Micheri, la distanza tra i primi due gruppi era di una ventina di secondi. Davanti la presenza di due squadre forti e numerose garantiva un ritmo alto e regolare, dietro invece c’era meno organizzazione ma tra Nippo-Vini Fantini, Bardiani-CSF e soprattutto la Nazionale Italiana si è riusciti a tenere gli attaccanti sotto tiro.

I più forti recuperano sugli attaccanti
Qui è entrato in scena per la prima volta Moreno Moser che è partito secco dal gruppo inseguitore e che è velocemente riuscito a portarsi sul primo gruppo dimostrando un’ottima condizione fisica; poco dopo il trentino dell’Astana è riuscito a rifarsi sotto anche Simone Andreetta della Bardiani-CSF andando a creare in testa un gruppo di 11 corridori (staccati Ballerini, Gabburo, Watson) con circa 25″ di vantaggio su un gruppo inseguitore forte di una ventina abbondante di unità.

In cima alla seconda ascesa di Colla Micheri l’AG2R, insicura della condizione fisica dei suoi uomini, ha provato a smuovere le acqua sganciando il campione svizzero Silvan Dillier che ha scollinato per primo e tra la discesa e lo strappo di Capo Mele ha guadagnato una quindicina di secondi sugli inseguitori. L’azione di Dillier, però, ha avuto l’effetto di cambiare radicalmente la situazione alle sue spalle: l’Androni ha preferito continuare con un ritmo regolare e questo ha favorito il rientro da dietro di una decina di corridori tra cui anche corridori importanti come Ben Hermans, Gianluca Brambilla e Mauro Finetto o altri pericolosi come Paolo Totò, Nicola Bagioli e Roland Thalmann. Sul terzo passaggio a Colla Micheri lo svizzero Dillier è stato ripreso e così a poco meno di 20 chilometri dall’arrivo era rimasto davanti un drappello di 18 unità: a quel punto era chiaro che la corsa era ormai chiusa a questi corridori.

Attacco di Moser senza appello
L’ultimo giro finale tra Laigueglia e Colla Micheri è stato un show assoluto di Moreno Moser che ha piazzato un numero ancora più impressionante di quando la corsa ligure la vinse per la prima volta: il trentino è scattato in prossimità della vetta di Colla Micheri e ha subito fatto il vuoto alle proprie spalle: all’inizio della discesa era di 12″ il vantaggio sui più immediati inseguitori, vantaggio che poi è diventato di 39″ all’imbocco dello strappo conclusivo di Capo Mele su cui il corridore in maglia azzurra è riuscito ancora a guadagnare fino a sfiorare i 50″: nell’ultimo chilometro Moser ha avuto tutto il tempo di rialzarsi per esultare e godersi appieno l’applauso del numeroso pubblico del borgo ligure.
A 43″ di distanza il marchigiano Paolo Totò ha vinto la volata per la seconda posizione conquistando il risultato più prestigioso della sua carriera: il 27enne della Sangemini-Mg.Kvis era già stato terzo al Memorial Pantani 2016 e quarto al Trofeo Matteotti 2017, ora per la prima volta è riuscito a salire sul podio in una corsa di categoria 1.HC. Il podio è stato completato da Matteo Busato, un risultato importante per la Wilier Triestina-Selle Italia soprattutto alla luce dei nuovi punteggi che offre la Ciclismo Cup: l’Androni-Sidermec che ad un certo punto sembrava essere molto ben messa in corsa, torna invece a casa “solo” con il quinto posto di Francesco Gavazzi preceduto anche da Nicola Bagioli della Nippo-Vini Fantini e con il decimo posto di Fausto Masnada. Tutto straniero il resto della top10 dell’ordine d’arrivo con il danese Kasper Asgreen, il francese Romain Combaud, lo svizzero Roland Thalmann ed il belga Ben Hermans ad occupare le posizioni dalla sesta alla nona.

 

 

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