La volata inaugurale della Vuelta a Andalucía 2018 © Vuelta a Andalucía
La volata inaugurale della Vuelta a Andalucía 2018 © Vuelta a Andalucía

Andalucía, fotofinish amaro per Sacha Modolo: battuto da Boudat

Non sono stati clementi gli organizzatori della Vuelta a Andalucía. La prima tappa della prova spagnola, giunta all’edizione numero 64, prevedeva ben sei gran premi della montagna, cinque dei quali posto nello spazio di 60 km. Al via di Mijas non sono mancate le domande rivolte a Chris Froome, al debutto stagionale nonché alla prima uscita pubblica dopo l’annuncio della non negatività riscontrata alla Vuelta a España.

La Mijas-Granada di 197.6 km è stata caratterizzata da una fuga a cinque elementi partita nei primi km di corsa. Protagonisti gli spagnoli Garikoitz Bravo (Euskadi Basque Country-Murias), Txomin Juaristi (Team Euskadi) e Lluís Mas (Caja Rural-Seguros RGA), lo svizzero Silvan Dillier (AG2R La Mondiale) e il francese Romain Sicard (Direct Énergie). Il gruppo lascia fare e permette loro di guadagnare un margine superiore ai 5′, cifra toccata anche ai meno 50 km.

Il ritmo blando di EF Education First-Drapac e Team Sky viene all’improvviso sostituito da quello ben più sostenuto imposto dall’Astana Pro Team che, con Sergey Chernetckii e Michael Valgren, prova ad affaticare le ruote veloci presenti. Questo cambio di andatura trova, almeno inizialmente, la reazione della fuga che cerca di reagire accelerando: così facendo il quintetto diventa quartetto, con Juaristi incapace di resistere e staccatosi a circa 45 km dall’arrivo.

La rinnovata velocità del plotone fa calare irrimediabilmente il gap: ai meno 40 km il divario di 3′, ridotto a 2′ ai meno 20 km e a 1′ ai meno 23 km, sempre con le maglie turchesi della compagine kazaka. Diversamente da Sicard, Mas, Dillier e Bravo continuano il tentativo anche se il gruppo fa sentire il proprio fiato sul collo, entrando negli ultimi 20 km con una ventina di secondi. Scollinato l’ultimo gpm, il terzetto si sfalda in quanto Dillier accelera per la sua strada, mostrando quella buona forma già vista domenica al Trofeo Laigueglia. Il tentativo del campione elvetico dura fino ai meno 12.6 km.

A vestirsi al termine della giornata con la maglia riservata agli scalatori è il solito Mas, sempre a caccia di traguardi intermedi nelle prove a cui prende parte. Il maiorchino è passato in testa sull’Alto de Mijas (km 9.4), sull’Alto de Navazo (km 130.7), sull’Alto de Alhama (km 145), sull’Alto de Lucero (km 157.1) e sull’Alto de la Malaha mentre Dillier ha avuto la meglio sul Puerto de Zafaraya (km 118.2).

Provando a sfruttare un tortuoso passaggio in un centro abitato prova l’azione, a circa 11 km dalla linea bianca, Ion Ander Insausti. L’ex atleta della Bahrain Merida e ora in forza al Team Euskadi guadagna al massimo una trentina di metri, venendo quindi sempre tenuto nel mirino e raggiunto ai meno 7 km da un’instancabile Astana. Il tentativo del basco evidentemente ispira Pablo Torres (Burgos BH) che, ai meno 6 km, attacca all’improvviso sul tratto di autostrada in cui si sta pedalando: il trentenne galiziano decide di arrendersi ai meno 3.7 km, quando le varie formazioni dei velocisti sono intente a organizzarsi per lo sprint.

A entrare in testa nell’ultimo km è il treno della EF Education First-Drapac, sfidato da quello del Movistar Team. Sep Vanmarcke lancia al meglio Sacha Modolo, che parte lungo e taglia il traguardo in quella che pare una prima posizione. Alla sua sinistra arriva a tutta birra Thomas Boudat, che assesta un perfetto colpo di reni. E, dopo l’esame del fotofinish, a conquistare il successo è proprio il transalpino della Direct Énergie, che conquista la sua prima vittoria stagionale.

Second, dunque, Modolo, che lascia sul piatto un’occasione d’oro. Terzo Clément Venturini (AG2R La Mondiale), quarto Andrea Pasqualon (Wanty-Groupe Gobert), quindi Tosh Van der Sande (Lotto Soudal), Carlos Barbero (Movistar Team), Jonas Koch (CCC Sprandi Polkowice), Moreno Hofland (Lotto Soudal), Enrico Battaglin (Team LottoNL-Jumbo) e Jan Tratnik (CCC Sprandi Polkowice).

Domani cambia lo scenario, dato che la Otura-La Guardia de Jaén di soli 140 km si conclude con l’Alto de las Allanadas, ascesa di 5 km con pendenza media del 9% e massima vicina al 20%. In quella che è la salita più esigente della manifestazione l’attesa è tutta per la sfida fra Froome e Landa

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