La locandina di Allez, Eddy!
La locandina di Allez, Eddy!

Cicloproiezioni: Allez, Eddy!

Viaggio divertito nel ciclismo secondo il cinema, settima puntata: la storia di un bambino fiammingo sulle orme dell’eroe nazionale

In questi primi mesi di Cicloproiezioni abbiamo parlato di film americani, indiani, inglesi, francesi e italiani. E voi vi starete giustamente chiedendo: ma è possibile che ancora niente dal Belgio, dove il ciclismo è religione? Da quelle parti si dedicano solo alle bici e alle birre trappiste?

Ma certo che no. E così stavolta proponiamo nella nostra rassegna Allez, Eddy!, film del 2012 in lingua fiamminga e titolo in francese, ma vabbé. L’opera comunque si segnala subito per una grafica anni settanta (epoca in cui la storia è ambientata) che ci conquista all’istante:

Siamo appunto nell’estate del 1975, in una non specificata piccola cittadina nelle campagne delle Fiandre, e dobbiamo forse specificare chi è l’Eddy del titolo?

È appena iniziato il Tour e Merckx punta al record del sesto successo. Nelle case si ascolta la corsa alla radio e per vederla in televisione (rigorosamente in bianco e nero) tifando il proprio beniamino bisogna ritrovarsi al bar, per forza di cose con una pinta di birra in mano:

Il protagonista della storia è Freddy, un bambino sui dieci anni che, da buon fiammingo, ama il ciclismo e naturalmente Eddy Merckx. La sua passione è tale che toglie due lettere dalla collanina che sua zia gli ha regalato per poter indossare sempre il nome del suo idolo:

Freddy però non può uscire di casa, i suoi genitori glielo vietano. Il ragazzino soffre infatti di incontinenza fecale e sua madre ha paura che, se un “incidente” dovesse accadere in pubblico, la vita del piccolo ne sarebbe segnata per sempre. I consulti medici non sembrano fornire soluzioni, e l’ombra, oltre che della serenità del bambino, s’impossessa pure dei fotogrammi:

C’è da dire che il film, a dispetto di questa premessa, riesce a restare lieve e soprattutto non scade in momenti e battute grevi che in altre pellicole si sarebbero sprecate.

In ogni caso, mentre Moser veste la prima maglia gialla, resta il problema che Freddy non può uscire di casa e andare ad assistere alle tappe del Tour con il resto del paese, e così ha issato la bici per pedalare idealmente al fianco del suo eroe mentre ascolta le radiocronache della corsa:

Il ragazzino dunque vive isolato in soffitta, e praticamente gli mancano solo le catene e i pasti a base di teste di pesce per essere come Sloth dei Goonies. Comunque qualche volta riesce a uscire di casa di nascosto: indossa per ogni evenienza varie paia di mutande una sull’altra, sperando non si notino, e lo aiutino in caso di “incidente”. Può così andare ad ammirare il nuovo supermercato francese appena inaugurato:

Il padre di Freddy ha una macelleria, ed è preoccupato di questo nuovo concorrente, per quanto diffidente di come un unico luogo possa vendere insieme carne, vestiti e cibo in scatola. Il direttore del supermercato, per promuoverne l’attività, organizza una gara di ciclismo per ragazzi, e quale occasione migliore può esserci per il nostro piccolo protagonista?

Certo, serve la firma di un genitore per iscriversi, ma degli adulti responsabili e maturi dovrebbero sapere che un bambino chiuso in casa e con poche distrazioni ha un sacco di tempo per imparare a riprodurre la firma del proprio padre:

Potrebbe comunque andare peggio, cari genitori, pensate se vostro figlio invece che al ciclismo fosse appassionato di poker online…
Intanto Briek, il fratello maggiore di Freddy, si unisce a una organizzazione giovanile chiamata “Offensiva Fiamminga”, che punta a boicottare le influenze francesi nella regione, di cui il nuovo supermercato diventa simbolo. Se già le idee sono quello che sono, la divisa da boy scout non aiuta a essere presi sul serio:

Arriva il pomeriggio della gara. Freddy, iscritto di nascosto, aspetta non ci sia nessuno in casa per uscire e correre alla partenza. Il supermercato intanto sta rubando tutti i clienti alla macelleria del padre, dunque partecipare a una corsa sponsorizzata dal rivale sarebbe doppiamente proibito per il bambino. Ma il primo premio è un viaggio a Roubaix per incontrare Eddy Merckx, come si fa a resistere?

I boy scout nazionalisti fiamminghi provano a protestare, ma non riescono a impedire la partenza della corsa. Che si dipana fra stradine di campagna, passaggi sterrati, lastricato cittadino, e insomma tutte quelle caratteristiche di percorso che abbiamo imparato ad amare guardando le gare del nord:

Sia il fratello, che era appunto alla partenza coi boy scout nazionalsocialisti, sia la madre, che per tornare a casa incrocia il percorso, hanno l’impressione di vedere Freddy fra i partecipanti, ma sanno che questa cosa non è possibile. Più o meno. Mentre dovrebbe essere a marcire da solo in soffitta, Freddy infatti va a vincere la corsa al fotofinish (nonostante le mani sui freni come Saronni a Praga):

Ma il bambino non può nemmeno godersi la premiazione, perché deve scappare via per rientrare a casa in tempo e far credere ai suoi di non essere mai evaso. Ecco il volto colpevole del piccolo mentitore:

L’inganno viene però scoperto quando il direttore del supermercato si presenta alla macelleria per consegnargli la coppa che non ha potuto sollevare dopo la gara. Il padre si arrabbia, fa a pezzi il trofeo e proibisce al figlio di andare a Roubaix per incontrare Merckx.
La zia nel frattempo ha un’idea per rilanciare gli affari dell’attività di famiglia: le consegne a domicilio dietro prenotazione telefonica (Amazon, scansate). Il padre così ingaggia Freddy come fattorino, e il ragazzino è contento perché può uscire senza nascondersi e anzi andare in bici, e ricuce pure il rapporto con il genitore. Basta non dirlo alla mamma:

Non possiamo ovviamente farci mancare il subplot con una ragazzetta, che non a caso è la figlia del direttore del supermercato. Fra la dicotomia tradizione della bottega e modernità della grande distribuzione, e la mai sopita questione fra fiamminghi e valloni, ce ne sarebbe abbastanza per un Romeo e Giulietta in chiave belga e luddista:

Ma la trama ha un sacco di spunti da seguire e va in un’altra direzione. Mentre i due fanno una gita in bici, Freddy ha un “incidente”, e scappa a casa senza dare spiegazioni alla ragazza. Con una bella trovata registica, le immagini delle difficoltà del bambino sono alternate a quelle di Merckx in crisi sulle strade del Tour. Freddy viene però bloccato dai prodi boy scout fiamminghi dell’Illinois, che lo prendono in giro quando si accorgono che si è sporcato i pantaloni. Suo fratello Briek interviene in sua difesa, e finirà per lasciare il gruppo a seguito dello scontro:

Per la macelleria di famiglia intanto le cose vanno sempre peggio. Le consegne a domicilio si sono rivelate un successo tutto sommato modesto. Ci sono troppo pochi clienti e la carne invenduta va a male e si riempie di vermi. E poi il supermercato ha anche la televisione a colori, come si fa a competere?

Il padre di Freddy però parla con il direttore e lo convince ad aprire un reparto di carne fresca nel supermercato. Così ottiene un lavoro a tempo pieno e salva la sua famiglia dal baratro finanziario. Il direttore a sua volta convince l’uomo a iscrivere Freddy a una scuola di ciclismo, perché il ragazzino sembra avere davvero delle doti notevoli. È la prima volta che il nostro va fuori dal paese senza la madre, che infatti è disperata. Signora, coraggio, pensi quando partirà per l’Erasmus…

Freddy e suo padre prendono la corriera per la città, e già durante il viaggio incontrano tipi strambi, come certi punk con un topo da compagnia. O forse sono dei personaggi di Un sacco bello, è difficile da dire con certezza:

All’arrivo alla scuola di ciclismo Freddy trova molti altri ragazzini con il suo medesimo sogno di diventare corridori. Ma solo i migliori entreranno nei corsi veri e propri, e la selezione è dura. L’accademia è sotto l’egida di Merckx, e anche se il ragazzino dopo la sconfitta al Tour aveva riattaccato la effe e la erre alla sua collanina, ormai la cosa non sembra importagli. Quello che conta è riuscire a entrare nella scuola:

Freddy è fra i migliori come abilità atletiche, ma il suo problema intestinale rischia di rovinare tutto ancora una volta. Il direttorio della scuola lo informa che sarebbe uno scandalo per gli sponsor se un “incidente” dovesse accadere in pubblico:

Viene chiamato addirittura un medico francofono per dirimere la questione, e dopo alcuni minuti di allegro simposio sulle connotazioni fecali del tratto intestinale, viene spiegato che la condizione del bambino è curabile, e Freddy viene così accettato alla scuola di ciclismo:

Quindi abbiamo uno sbalzo temporale di almeno un decennio, e gli abitanti del paese – genitori di Freddy in testa – si ritrovano al solito bar per assistere in televisione al Giro delle Fiandre. Il telecronista presenta questo talentuoso neoprofessionista che certo farà parlare di sé in futuro, e gli avventori esplodono in un boato:

Alla fine possiamo dire che Allez, Eddy! è una bella pellicola per ragazzi, veloce, simpatica e con diverse trovate visive. Del resto la cinematografia belga ha dimostrato negli ultimi tempi di essere una delle più interessanti e variegate. Il difetto è che forse mette persino troppa carne al fuoco nell’ora e mezzo di lunghezza della pellicola, ma nel complesso è un film consigliato, a patto ovviamente di riuscire a trovare i sottotitoli, perché il fiammingo è una lingua assai ostica pure per chi è ormai avvezzo agli streaming di Sporza.
Ma soprattutto, più di ogni altra cosa, il vero merito di Allez, Eddy! è l’aver predetto con qualche anno d’anticipo che si può essere campioni anche dovendo scontare disturbi intestinali

Visita lo store di Cicloweb!

Dal nostro Store

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile