Alejandro Valverde esulta per il successo all'Abu Dhabi Tour © LaPresse - Ferrari
Alejandro Valverde esulta per il successo all'Abu Dhabi Tour © LaPresse - Ferrari

Valverde ritorna l’Embatido

Il murciano della Movistar vince in salita a Jebel Hafeet davanti a López e conquista l’Abu Dhabi Tour. Bene Formolo e Ulissi

Fin dalla sua prima edizione è stato l’arrivo in salita di Jebel Hafeet a decidere il vincitore finale dell’Abu Dhabi Tour e anche quest’anno, nonostante la cronometro di ieri, tutto si è giocato su quest’ascesa lunga 10.8 chilometri e che presenta una pendenza media del 6.6%. Ad uscire trionfatore è stato il murciano Alejandro Valverde, un autentico fenomeno per cui ormai abbiamo finito gli aggettivi: alla Volta a la Comunitat Valenciana, dove ha vinto due tappe e la classifica, aveva dimostrato che l’incidente dello scorso Tour de France era ormai solo un lontano ricordo, qui ad Abu Dhabi ha confermato una volta di più anche quest’anno bisognerà fare i conti con lui negli appuntamenti importanti.

Nove in fuga con dieci minuti
Questa quinta ed ultima tappa della quarta edizione dell’Abu Dhabi Tour era partita con qualche sorprendente goccia di pioggia, poi a prendersi la scena sono stati nove fuggitivi che sono partiti attorno al chilometro 7: Nikolay Trusov (Gazprom), Michael Bresciani (Bardiani), Rudy Barbier (AG2R), Niccolò Bonifazio (Bahrain), André Greipel e Frederik Frison (Lotto Soudal), Lawson Craddock (EF Education First), Joonas Henttala (Novo Nordisk) e Matthias Brändle (Trek-Segafredo) hanno preso addirittura più di dieci minuti di vantaggio sul gruppo nelle prime fasi di corsa.

Nonostante il gap importante, il gruppo tirato da BMC Racing e UAE Team Emirates non ha sbagliato i propri calcoli e a gestito benissimo in lungo inseguimento ai nove battistrada: prima della salita finale, infatti, il tracciato era completamente pianeggiante e così a 100 km dall’arrivo, a circa metà percorso, il distacco era già sceso a 8’25” poi ai meno 40 chilometri era diventato di 6’30” e quindi è crollato ancora a 3’40” a 16 chilometri dal traguardo. All’inizio della salita di Jebel Hafeet i fuggitivi avevano solo 2’15” di vantaggio: lo statunitense Lawson Craddock (EF) ha provato a salire forte fin dalle prime rampe, André Greipel e Niccolò Bonifazio sono riusciti a restare con lui per alcuni chilometri, poi anche loro si sono dovuti arrendere.

Formolo all’attacco in salita
Intanto nel plotone è stata l’Astana a mettere davanti in blocco i propri uomini nel tentativo di favorire il colombiano Miguel Ángel López che aveva già vinto la tappa di montagna del Tour of Oman: il primo big a pagare questo ritmo elevato è stato il russo Ilnur Zakarin, secondo qui l’anno scorso, mentre poco prima uno sfortunato Ion Izagirre era stato vittima di una foratura che gli ha fatto perdere il treno buono. La situazione è cambiata finalmente a sette chilometri con un primo scatto di Davide Formolo, poi poco dopo è stato lo stesso Alejandro Valverde a rompere gli indugi ed a riportarsi sull’italiano della Bora.

A 6.3 chilometri dall’arrivo è terminata definitivamente la fuga di Lawson Craddock mentre davanti la situazione era in continua evoluzione: a Valverde e Formolo si sono aggiunti infatti anche Julian Alaphilippe e Miguel Ángel López, alle loro spalle invece c’era Tom Dumoulin in versione gregario di lusso per Wilco Kelderman in un piccolo drappello che comprendeva anche Rafal Majka ed il giovanissimo Niklas Eg. In questa fase sono andati in crisi anche i cronomen che occupavano le prime posizioni della classifica generale dopo la tappa di ieri: Rohan Dennis ha ceduto ai meno 6 aspettato da Damiano Caruso, poche centinaia di metri dopo si è arreso anche Jonathan Castroviejo.

López attacca con decisione
A quattro chilometri e mezzo dall’arrivo i primi due gruppetti si sono ricompattati e quindi davanti c’erano Valverde, López, Formolo, Majka, Kelderman, Alaphilippe ed EG, poco più staccati Fabio Aru, Antwan Tolhoek e Bjorg Lambrecht con Tom Dumoulin ancora appiedato un problema meccanico con annessa reazione isterica contro la malcapitata bicicletta. A questo punto è arrivato lo scatto deciso di Miguel Ángel López che è subito riuscito a mettere margine tra sé e tutti gli altri che non hanno neanche provato un reazione: il colombiano dell’Astana non era una minaccia immediata in classifica generale e quindi gli si poteva lasciare anche qualche secondo di margine oltre a quelli virtuali per gli abbuoni al traguardo.

A questo punto Alejandro Valverde ha nuovamente preso l’iniziativa in prima persona e stavolta la mancata reazione di chi era con lui aveva solo motivazioni di mancanza di energie e non di tattica: il murciano della Movistar ha accelerato in maniera brutale e molto rapidamente si è riportato su Miguel Ángel López. I due battistrada a questo punto hanno iniziato a collaborare e per gli inseguitori non c’è stato più nulla da fare: Alaphilippe prima e Kelderman poi ci hanno provato con decisione, ma non sono mai riusciti a rimettere nel mirino i primi due.

Valverde, tappa e corsa
Alejandro Valverde, da vero cannibale, è andato a prendersi anche la vittoria di tappa affrontando con grande decisione le ultime curve e chiudendo ogni minimo spazio di risposta a Miguel Ángel López che si è accontentato così della seconda posizione di tappa. I primi inseguitori sono arrivati a 15″: Julian Alaphilippe si è preso la terza posizione di tappa davanti a Rafal Majka e Wilco Kelderman. In sesta posizione a 37″ è arrivato Davide Formolo seguito da Niklas Eg a 47″, poi a 55″ hanno tagliato il traguardo Diego Ulissi, Rui Costa, Antwan Tolhoek e Matthias Frank; tra gli altri italiani bene Giulio Ciccone (14° a 1’03”) mentre Fabio Aru ha perso un po’ di terreno nel finale chiudendo in sedicesima posizione con un ritardo di 1’05” da Valverde.

Questa mattina Alejandro Valverde partiva con solo 8″ di ritardo nei confronti di Wilco Kelderman e, tra abbuoni e distacco, gli ha recuperati tutti con ampi interessi: alla fine la differenza in classifica tra i due è stata di 17″ con l’olandese della Sunweb che è riuscito a saltare almeno la seconda posizione dall’assalto di Miguel Ángel López che si è fermato al terzo posto a 29″ togliendo il podio a Julian Alaphilippe per soli 2″. I migliori italiani in classifica generale sono stati Davide Formolo e Diego Ulissi: l’alfiere della Bora-Hansgrohe ha chiuso sesto a 1’13”, il toscano della UAE Team Emirates invece è arrivato subito dietro, settimo a 1’18”.

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