
Una verde speranza per il Giro d'Italia: Giulio Pellizzari vince il Tour of the Alps
Assolo vincente del marchigiano della Red Bull-BORA: respinti Bernal, Arensman e Storer, Giulio trionfa a Bolzano 13 anni dopo l'ultima vittoria di Nibali
Game, set, match: Giulio Pellizzari (RedBull-BORA-hansgrohe) conquista l'ultima tappa del Tour of the Alps 2026, aggiudicandosi la generale dopo un assolo di quasi 20km. Splendente nella sua maglia verde come i prati bolzanini, il ventiduenne marchigiano ha attaccato sull'ultima salita di giornata resistendo al rientro di Egan Bernal e Thymen Arensman (INEOS Grenadiers) che, dopo essere stati distanziati dall'azione di Pellizzari, chiudono comunque sul podio finale.
Tour of the Alps 2026, la cronaca della quinta tappa
Frazione conclusiva di 128.6km da Trento a Bolzano: subito dopo il via si sale a Palù di Giovo (7.9km al 5% con punte al 13%), poi quasi 30km di respiro, prima di salire l'Alta di Caldaro (7.3km al 5.9%, max 10%) con lo strappo verso San Paolo di Appiano (circa 900m all'8%). Altri 15km e poi i corridori imboccheranno, subito dopo essere transitati dal traguardo una prima volta, la dura salita di Montoppio: 12.7km al 7%, divisi in due tronconi da un tratto pianeggiante di circa 1.5km. Dopo il GPM si incontrano 4km ondulati fino a San Genesio, poi la discesa vera e propria: non si arriverà però a Bolzano, ma si saliranno nuovamente gli ultimi 9.2km della salita (media del 6.6%), scollinando ad appena 16km dal traguardo. Si scenderà quindi una volta per tutte a Bolzano, con la discesa che termina a soli 2.5km dal traguardo.
Un primo tentativo di fuga con Roman Ermakov (Bahrain-Victorious), Ben Granger (Solution Tech), Adrian Benito (Polti VisitMalta), Tommaso Dati e Niccolò Garibbo (Team UKYO) ed Emanuel Zangerle (Team Vorarlberg) va via nei primissimi km. Dati fa in tempo a vincere lo sprint intermedio di Palù di Giovo, poi il gruppetto viene ripreso. A 97km dal traguardo si stacca la fuga definitiva, al cui interno troviamo il vincitore di ieri Lennart Jasch (Tudor), Sam Oomen (Lidl-Trek), Rainer Kepplinger (Bahrain-Victorious), Alastain Mackellar e Juan Felipe Rodriguez Contreras (EF Education-EasyPost), Koen Bouwman (Jayco AlUla), Vicente Rojas (Bardiani CSF 7 Saber), Marton Dina (MBH Bank), Mattia Bais (Polti VisitMalta), Mark Donovan e Tom Pidcock (Pinarello Q36.5), Nicolò Garibbo (Team UKYO). Il loro massimo vantaggio sarà di poco superiore ai 2'30", mentre in gruppo tira la RedBull-BORA-hansgrohe del leader Giulio Pellizzari.

Jasch vince il GPM dell'Alta di Caldaro, conquistando la maglia di miglior scalatore, poi Garibbo batte Pidcock nello sprint intermedio di San Paolo, proteggendo la maglia rossa riconquistata dal compagno Dati. Il gruppetto dei battistrada esplode sulla successiva ascesa di Montoppio, dove Pidcock allunga ai -40km con Contreras a ruota: in gruppo, Paul Double (Jayco AlUla) si spende per il compagno Ben O'Connor, per poi lasciare l'onere del ritmo all'ancora numerosa INEOS Grenadiers. L'azione del team britannico erode progressivamente il vantaggio della testa della corsa, che si attesta sui 30" allo scollinamento. Dopo il movimentato tratto verso San Genesio, Pidcock allunga su Contreras nel tratto di discesa, ma il colombiano torna sotto iniziata nuovamente la salita, staccando il britannico quando il gruppo è ormai a poco più di 10".
Cede improvvisamente Aleksandr Vlasov (RedBull-BORA) mentre è proprio il suo compagno Giovanni Aleotti a fare il ritmo per Pellizzari, che scatta ai meno 20.8km dal traguardo. Rispondono Thymen Arensman ed Egan Bernal (INEOS Grenadiers), che però perdono contatto dopo 300m: il marchigiano può così involarsi verso il traguardo volante con abbuoni di Cologna di Sopra, dove passa in testa guadagnando 6" per la classifica generale. Arensman perde momentaneamente la ruota di Bernal: su di lui rientra Michael Storer, che riporta sotto l'olandese ma non riesce a fare la differenza sui due uomini INEOS. Pellizzari scollina con 15" di vantaggio che diventano 25" dopo che il marchigiano interpreta perfettamente il difficile tratto verso San Genesio: giù dalla discesa Pellizzari continua a spingere, incrementando ulteriormente il distacco anche nei 2.5km pianeggianti successivi alla discesa. È arrivo in solitaria per Giulio Pellizzari, che sfreccia tra le strade di Bolzano, esultando sul traguardo con un particolare grazie alla propria squadra. Dietro di lui, Egan Bernal sopravanza Michael Storer nella volata degli inseguitori.
L'eredità del Tour of the Alps
Giulio Pellizzari firma la prima vittoria italiana al Tour of the Alps dopo il cambio di denominazione: l'ultimo vincitore azzurro era stato Vincenzo Nibali nel 2013, quando la corsa era ancora Giro del Trentino. Il ventitreenne marchigiano ha gestito perfettamente la corsa assieme alla sua squadra (orfana dalla terza tappa di un ottimo Lorenzo Finn) dimostrando, oltre a una notevole condizione in vista del Giro d'Italia, di essere cresciuto sia mentalmente e fisicamente. Meccanismi ancora da oliare per la INEOS Grenadiers, che piazza comunque Egan Bernal e Thymen Arensman sul podio e ha ancora due settimane per rifinire la condizione in vista della Corsa Rosa. Ottima campagna nell'Euregio per il Team UKYO, che torna a casa con una vittoria di tappa e la maglia rossa a punti, conquistate entrambe da Tommaso Dati.
Un vittoria, un secondo e un settimo posto: Tom Pidcock è sembrato ancora po' impastato dopo l'infortunio della Volta a Catalunya, ma la speranza è che il britannico possa aver accumulato fatica e ritrovato le giuste sensazioni in vista della Liegi-Bastogne-Liegi di domenica. Sufficiente ma non brillante la prova della Tudor, che vince a sorpresa con Lennart Jasch, ma arranca in classifica generale: solido il giovane Mathys Rondel, mentre è apparso forse un po' indietro di condizione Michael Storer. Decisamente poco entusiasmanti le prestazioni degli altri uomini che proveranno a far bene al Giro d'Italia: Ben O'Connor e Derek Gee (Lidl-Trek).
