
Pippo Baudin che al Festival di Saint-Ismier presentò se stesso
Fuga di gran calibro per il francese nella prima tappa dell'ex Delfinato. Schermaglie tra i big, Del Toro ci prova, Seixas vigila, Onley guadagna
Una volta lo chiamavamo Delfinato, e quell'"una volta" è durata fino a un anno fa. Ora il Ministero della Semplificazione nel Ciclismo l'ha ribattezzato “Tour Auvergne - Rhône-Alpes”, e ciò non ha comunque impedito ad Alex Baudin di firmare un'impresa eccezionale: quella di essere normale, certo, e nonostante ciò vincere la prima tappa con una fuga evolutasi poi in un lungo e appassionante braccio di ferro col gruppo nel quale non mancavano certo gambe d'eccellenza.
Il Baudin (resistiamo alla tentazione di soprannominarlo Pippo?), 25 anni pochi giorni fa, i natali proprio in zona (Albertville, che a noi di una certa età ci ricorda sempre Alberto Tomba), si è imposto in solitaria come gli era accaduto solo un'altra volta, da professionista, un paio d'anni fa in una tappa del Tour du Limousin-Périgord - Nouvelle Aquitaine (anche qui lo zampino del Ministero della Semplificazione nel Ciclismo è evidente). Quella volta si prese pure la generale, fatto che rende la sua vittoria odierna la terza in carriera. Ma se all'epoca battè in classifica Aular e Zingle (e ciò dice della caratura ma pure dei percorsi di quel giretto), stavolta difficilmente avrà vita lunga in una competizione in cui i Paul Seixas e gli Isaac Del Toro te li puoi mettere alle spalle una volta, ma non tante di più, su percorsi su cui costoro si martelleranno senza complimentarsi più di tanto.
Tour Auvergne - Rhône-Alpes 2026, la cronaca della prima tappa
Da Vizxille a Saint-Ismier, 146.2 km che definire nervosi è poco (comprendevano salite lunghe e accigliate per un computo di oltre tremila metri di dislivello), per una prima frazione di Tour Auvergne - Rhône-Alpes 2026 che invitava proprio esplicitamente alla fuga da lontano. Invito che in diversi hanno provato a raccogliere, finché - dopo non tanti chilometri di gara, precisamente una ventina (una ventina meno qualcosa, per essere ancora più precisi) - l'azione buona è partita sulle ruote di Alastair Mackellar (EF Education-EasyPost), Mattéo Vercher (Total Energies), Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United), Pepijn Reinderink (Soudal-Quick Step), Georg Zimmermann (Lotto Intermarché), Alex Diaz (Caja Rural), Nadav Raisberg (NSN), Alex Baudin (EF Education-EasyPost), Raul Garcia Pierna (Movistar) e Sergio Samitier (Cofidis).
Non tutti si sono mossi all'unisono (eravamo su una salitella, le partenze dal gruppo si susseguivano), ma comunque alla fine abbiamo avuto il nostro bravo gruppo di 10 pronto a dare tutto per arrivare al traguardo. Reinderink e Raisberg si sono staccati presto, sul Col de l'Arzelier (a oltre 100 km dalla fine), in compenso da dietro è rientrato George Bennett (NSN) mentre la Decathlon CMA CGM di Paul Seixas si assumeva l'onere di tenere il distacco dai battistrada intorno ai due minuti.
Sulla Côte de Quaix-en-Chartreuse (2,3 km al 9,2%), a poco più di 50 km dalla fine, Baudin, Bennett e Braz Afonso hanno salutato i colleghi e si sono involati, provando a far da sé. Sul Col de Vence (ai -45) il vantaggio sul gruppo si aggirava sul minuto e mezzo, ma Baudin si sentiva qualcosa che gli altri non avevano, e l'ha tirata fuori sulla Côte de Rousset, laddove ai -28 ha mollato gli ultimi due compagni di fuga e ha provato la magata.

La stoccata vincente di Baudin, le schermaglie tra i big
Non occorre dire (lo sapete sin dall'inizio) che tale magata è riuscita in pieno al corridore della EF. Il francese si è gestito alla grande, ha recuperato forze nella non breve discesa verso Le Versoud, e una volta arrivato lì il più era fatto: in rapporto alle gambe, il falsopiano finale verso Saint-Ismier non era poi chissà quale spauracchio, sicché il buon Baudin è riuscito a salvare oltre mezzo minuto arrivando a braccia alzate per quella che è la sua prima vittoria nel World Tour.
Sulla lunga Côte de Rousset (8 km al 7.5%) il gruppo non era stato a guardare, e mentre riprendeva tutti i fuggitivi (meno uno), si assisteva anche a una serie di contrattacchi destinati a fallire. Tra gli altri abbiamo visto muoversi Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) e poco dopo pure Matteo Jorgenson (Visma-Lease a Bike).
Solo ai -6 c'è stato via libera per un drappello di insoddisfatti, guidato da Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS) e supportato dal compagno Oscar Onley, e da altri otto, ovvero quelli che troviamo dal secondo all'undicesimo posto dell'ordine d'arrivo.
Il primo degli sconfitti è il faraonico Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech), secondo a 32" da Baudin. Sul podio di giornata anche Léo Bisiaux (Decathlon), mentre il grosso del gruppo ha chiuso a 44". Abbuoni in questa gara non ce ne sono, per cui la classifica dopo questa frazione d'apertura è identica all'ordine d'arrivo, e trovate tutto dettagliato qui sotto..
Domani la seconda tappa del Tour Auvergne - Rhône Alpes 2026 sarà meno nervosa di quella odierna ma molto più lunga: 234.3 i chilometri da Saint-Martin-Le-Vinoux a Le Puy-en-Velay. Potrà essere ancora fuga, ma non sottovalutiamo la possibilità di uno sprint a ranghi più o meno compatti (nonostante un paio di salitelle negli ultimi 30 km suggeriscano che i velocisti nel finale dovremo cercarli con un po' di lanternino). L'ipotesi che i vari Seixas, Del Toro, Jorgenson, se le suonino di santa ragione, è pure sul tavolo. Poche certezze ancora, tante speranze sempre, per una corsa che, a dispetto del cambio di denominazione, mantiene immutato il suo fascino ma soprattutto un percorso da prendere tutti i giorni con le pinze (il fucile e gli occhiali, se vogliamo essere moderatamente metaforici).
