
Dal sogno alla realtà: Demi Vollering ribalta tutto e vince il Giro d'Italia
Van der Breggen si stacca sull'ultima salita e perde la maglia rosa e il secondo posto da Niedermaier, che aveva anticipato. Longo Borghini vince l'ultima tappa
It all begins with a dream, è il claim che ha accompagnato a livello comunicativo l'unione tra Demi Vollering e la FDJ United-SUEZ, dall'annuncio della firma a fine 2024 al rinnovo di una settimana fa, alla vigilia del suo primo Giro d'Italia con la squadra francese. Dopo la vittoria di ieri nella tappa accorciata sul Colle delle Finestre, era rimasto poco più di un sogno tra le mani della grande favorita per la vittoria finale, che non era mai riuscita a staccare Anna van der Breggen e a mettere in discussione la sua maglia rosa. C'era una sola occasione disponibile, e quel sogno si è tradotto in un piano da eseguire alla perfezione.
Demi Vollering vince il suo primo Giro d'Italia e completa la tripla corona all'ultima salita dell'ultima tappa, staccando la ex compagna di squadra, direttrice sportiva e grande rivale al termine di una giornata a tutta dall'inizio alla fine, con l'obiettivo di recuperare uno svantaggio che lei stessa aveva definito quasi impossibile da colmare dopo l'arrivo di ieri. Per realizzarlo ha avuto bisogno di un'altra grande prestazione da gregaria di Lauren Dickson, ma anche di rischiare di perdere da Antonia Niedermaier, che aveva sfruttato molto bene la sua posizione da outsider per anticipare da lontano. Più di tutto però ha fatto la differenza la sua superiorità atletica, in salita e non solo, mai evidente nei grandi appuntamenti come in questa prima metà di 2026, con cui è riuscita a risolvere tutte le questioni di una tappa che ha dato spunti di riflessione tattica solo fino al suo attacco sulla Colletta di Brondello, che ha messo tutte d'accordo.
In fondo a una giornata così spettacolare e memorabile, per la prima maglia rosa in carriera della migliore donna di classifica di questi anni e per il secondo Grande Giro perso da Van der Breggen all'ultima tappa (alla Vuelta era stata battuta sull'Angliru da Paula Blasi), merita ampio spazio anche la vincitrice di tappa sul traguardo di Saluzzo, Elisa Longo Borghini. La campionessa italiana, che aveva seguito l'attacco di Niedermaier, ha piazzato un altro colpo di gran classe al termine di una settimana non semplice, tornando a vincere una tappa in linea al Giro per la prima volta dal 2023, un dato curioso considerando i successi finali del 2024 al 2025. Un nuovo punto di partenza dopo un periodo complicato.

Giro d'Italia 2026, la cronaca dell'ultima tappa
Partenza e arrivo a Saluzzo per un'ultima tappa di 145 chilometri, la cui principale difficoltà è il Montoso (8.6 km al 9.7%), un prima categoria che arriva dopo circa un'ora di corsa. La salita più dura di giornata, l'ultima giornata, arriva talmente presto che non fa parte della copertura televisiva live dell'evento. Prima di entrare nel vivo della cronaca, è necessario sollevare la questione: che sia nato prima l'uovo o la gallina, disegnare dei percorsi che favoriscono l'azione da lontano e non prevedere che il pubblico la possa seguire in diretta è una scelta insensata e controproducente, che costituisce il principale margine di crescita per questa corsa e per molte altre del ciclismo contemporaneo, in cui le dirette integrali sono sempre più essenziali.
Nessuna fuga ha spazio prima della salita, ma come prevedibile l'attacco arriva lo stesso. Demi Vollering ci prova ai -95, aiutata ancora da una straordinaria Lauren Dickson (FDJ United-SUEZ), e fa subito selezione nel gruppo delle migliori. Si staccano anche Marlen Reusser (Movistar), Magdeleine Vallieres (EF Education-Oatly) e Lore De Schepper (AG Insurance-Soudal), ma non il vero bersaglio dell'attacco. Anna van der Breggen (Team SD Worx-Protime) resiste in un gruppo completato da Antonia Niedermaier (Canyon//SRAM), Isabella Holmgren con Niamh Fisher-Black (Lidl-Trek), Femke de Vries (Team Visma Lease a Bike) e da Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ).
Anche Valentina Cavallar (Team SD Worx-Protime) riesce a dare un po' di aiuto alla maglia rosa, per poi staccarsi insieme a Dickson. Vollering scollina per prima, ma la vera differenza si fa in fondo alla discesa. Niedermaier ci prova e non viene seguita dalle uniche due che la precedono in classifica, ma solamente da Longo Borghini e Fisher-Black. Dietro ci si guarda fin troppo lungo, e le tre davanti arrivano ad avere oltre due minuti di vantaggio: la tedesca è maglia rosa virtuale.
Vollering e Van der Breggen si controllano unicamente tra di loro, talmente tanto da essere riprese dal gruppo di chi si era staccata in salita, in cui oltre a Reusser, Vallieres, De Schepper e Cavallar ci sono Urška Žigart (AG Insurance-Soudal) e Sigrid Ytterhus Haugset (Uno-X Mobility). La maglia azzurra aspetta la Colletta di Paesena (3.4 km al 6%) per muoversi per la seconda volta, andando a riprendere la compagna di squadra Dickson, che si era avvantaggiata in precedenza. La maglia rosa è ancora lì con loro, e ai -57 il trio con le due FDJ va a riprendere anche De Vries, che aveva perso l'attimo per seguire l'azione buona.
A quel punto, il secondo gruppo ha ancora 1'45" da recuperare sul trio di testa, in cui Dickson continua a tirare e a fare un lavoro che sulla carta favorisce più la maglia rosa che la sua capitana. Solo ai -47, dopo che il distacco era sceso intorno al minuto la scozzese prende qualche metro di gap, ma Van der Breggen non si scompone e continua il suo gioco psicologico con Vollering, ballando sul filo del distacco da Niedermaier, che torna a guadagnare in questa fase.
Dickson si rimette a tirare sulla Colletta di Brondello (5 km al 7.2%), l'ultimo gpm di questa corsa, per poi staccarsi a poco più di tre chilometri dallo scollinamento. A quel punto Van der Breggen può solo mettersi davanti a fare il suo ritmo e cercare di resistere all'ultimo tentativo di Vollering, che arriva puntuale sul tratto più duro della salita. La maglia rosa resiste alla prima accelerazione, ma non alla seconda, che arriva prima da seduta e poi alzandosi sui pedali in uscita da un tornante. È l'ennesimo cambio di scenario di una tappa apertissima, con 35 chilometri senza salite categorizzate in cui tutto può ancora accadere.
Vollering scollina da sola con poco più di 50" di ritardo da Niedermaier, Longo Borghini e Fisher-Black, che continuano ad andare via insieme, e 25" di vantaggio su Van der Breggen, che ora è isolata e non può affidarsi a nulla se non a se stessa. La maglia azzurra ha un altro passo rispetto a tutte le altre, e va a riprendere le tre davanti a 28 chilometri dall'arrivo, in tempo per prendere anche 6" di abbuono allo sprint intermedio di Colletta di Rossana.

Van der Breggen viene ripresa da De Vries, da cui trova un po' di collaborazione, ma il distacco continua a salire. Ai -12 ci sono due minuti tra la testa della corsa e la maglia rosa, con le quattro davanti che continuano a girare fino alla fine per i rispettivi obiettivi, compresa Fisher-Black, a discapito della posizione in classifica della compagna di squadra Holmgren. La neozelandese parte lunga per anticipare in un finale piuttosto tortuoso, Longo Borghini è l'unica a contestare la volata, e negli ultimi metri riesce a riprendere la scia, saltarla e batterla negli ultimi metri. Dietro di loro, Demi Vollering può prendersi il tempo di esultare sul traguardo: il Giro d'Italia 2026 è suo.
Van der Breggen arriva a 2'23" insieme a De Vries, perdendo anche il secondo posto in favore di Niedermaier. Dopo il sesto posto del 2024 e il quinto del 2025, la tedesca sale per la prima volta sul podio finale di una grande corsa a tappe, chiudendo a 34" da Vollering. Longo Borghini e Fisher-Black salgono in quarta e quinta posizione, De Vries viene superata da entrambe ma rimane sesta, superando sia Reusser (arrivata a 14'38" e fuori dalla top ten) che Holmgren. La canadese arriva a 6'01" e perde tre posizioni, ma non la maglia bianca.
